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Dando uno sguardo alla copertina dell’album “In the
Court of the Crimson King” dell’eccellente gruppo King Crimson, vedo ritratta
e contestualizzata perfettamente l’immagine dell’uomo contemporaneo, smanioso
di progresso scientifico-tecnologico e sull’orlo della nevrosi. Nella
fredda quotidianità, i rapporti sociali, mascherati formalmente di cordialità,
nascondono con molta cura l’immagine terrificante e schizoide indice dell’originario
senso di conflitto ereditato dalla preistoria e riproponentesi in chiave
di lotta per la sopravvivenza psicologica più che fisica. Nel teatro mentale
della rappresentazione sociale, l’individuo cela tale disagio in quanto
ancora per poco lo spettatore esige che l’accordo etico vada rispettato;
Epicuro dice che in ogni nostra azione c’è sempre un sorvegliante, anticipando
di un paio di millenni il Super-Io di Freud. Oggi, ai confini della catastrofe, la società ha
fallito il tentativo di ritorno in se e per se a livello d’Autocoscienza;
la dialettica ha fallito il suo intento e la coscienza si smarrisce nella
fitta boscaglia della rappresentazione, la quale da Kant in poi, meno
che in Schopenhauer, non ha fatto un passo in avanti. Questo a mio avviso è l’ingenuità hegeliana del rovescio
delle figure in cui comunque lo Spirito avrebbe dovuto riacquisire la
coscienza di sé; costruire un edificio filosofico sul proprio Ego non
ancora sceso dalle nuvole è follia. In pratica, i milioni di dati che
l’individuo contemporaneo subisce, superano di gran lunga la sua capacità
di percezione, per tale motivo i fenomeni non potranno mai più ritornare
in una coscienza globale che diventi Autocoscienza. Tale percorso della
società verso il falso progresso, è preso sul serio dallo scienziato e
pensatore positivo dimenticandosi di converso cosa accade nei paesi sottosviluppati.
Il pensatore pessimista si avvicina più del primo alla concreta visione,
ma entrambi nascondono un desiderio d’autoaffermazione costruita a misura
sulle coordinate su cui si basa questo sistema di organizzazione mentale
della società. Il terso pensatore tenta di estrapolare il proprio punto
di vista dal contesto, anche se è gnoseologicamente impossibile scavalcare
i confini della rappresentazione, comunque ne permane l’intenzione. |
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