Aforismi sciolti



di
Sergio
Nicotra


"Religioni"
Il camuffamento e l'ipocrisia del predicatore religioso si maschera nella frase che esiste un solo Dio qualunque sia il suo nome,anche se il suo ha sempre un nome fisso. Dopo, quando non ha più niente da dire, rimescola l'argomento adornandolo di salvezze, paradisi e ricompense come se fosse stato lui stesso il ricompensato. Ma non meno imbrigliato nel fatto religioso è l'ateo, il quale ti parla sempre di Dio come se questo non esistesse ma te ne parla lo stesso. Lo stesso, ma opposto sentimento lega il religioso e l'ateo. A me basta la prova di Anselmo, anche se Kant faticò il passaggio dalla pura alla pratica.

"Teologia negativa"
Se ineffabili e inconoscibili furono i termini principali con i quali la teologia neoplatonica cercò di definire il concetto di Dio e l'implicita negatività di ogni possibilità di giudizio dell'uomo su Dio, allora Plotino anticipava per certi versi Kant. Quest'ultimo seppe poi trovare l'artificio per non cancellare Dio, l'anima e il mondo e farli tornare in sede pratica. Ma io vedo nella teologia negativa una positività di giudizio estrema; il trucco è insito nel "negativo" destato dalla inaffidabilità del linguaggio il quale non aveva più i termini adatti per parlare di Dio, ma non nel pensiero che tali filosofi avevano nei confronti di Dio. A tal punto la negatività assumeva il ruolo della iper-positività che nel sensibile non trovava credito e che nell'intellegibile non ispirava fiducia; ma ciononostante la teologia dell'ineffabile diventa la più positiva che esista in quanto sino ad allora nessuno aveva parlato tanto "bene" di Dio e del suo rapporto con l'uomo. La vera negatività non consiste nella negazione della possibilità di dare giudizi, operazione implicante un concetto positivo e benevolo di Dio, ma nell'affermazione del carattere negativo di tale possibilità. Sgombrare il terreno da concetti quali provvidenza, bontà, sapienza, è il primo passo verso la "vera negatività" implicita nell'obbrobrio e nel pasticcio di Dio. Io non sono ateo e non voglio parlare male dell'onnipotente, ma al contrario dell'ateo che ne parla bene lo stesso illudendosi che non esista, io, appunto perché credo che esso sia l'ente realissimo, inveisco contro di esso; la morte, le distruzioni e le catastrofi più terribili annullano, vanificando , qualsiasi sforzo morale, facendomi apparire la nostra masochistica venerazione priva di senso. A tal punto invertirei i termini e gli attributi con i quali si vuole identificare Dio: morte, entropia, caos, cosmo, tutto ciò che annulla la parte. L'infinito contro il finito, Dio contro l'uomo: questa è la vera teologia negativa.

"Pessimista e ottimista"
Entrambi assumono un atteggiamento sentimentale nei confronti dell'esistente, come se quest'ultimo dovesse accollarsi colpe o meriti.
Che significa, mi chiedo, essere pessimisti o ottimisti?
Niente, semplicemente che uno non sa dove sbattersi la testa mentre l'altro se la spassa.
Che nel pensare, ci siano condizioni e condizionamenti, non lo metto in dubbio, ma che il pensiero abbia tale scopo, cioè che l'uomo debba stare al centro, come la terra prima di Copernico, su questo non sarò mai d'accordo, su una tale concezione del pensiero. Del resto bastano terremoti, uragani, e quant'altro di tale via dicendo a dettarmi le evidenze sui destini umani tanto da farmi credere che parlare dell'uomo valga meno che osservare le minuziose operazioni con cui le parsimoniose api accantonano il miele.
Allora il punto è stabilire un nuovo statuto del pensiero, un rovesciamento dei suoi valori, in cui economia, politica, sociologia e psicologia non siano più i fuochi da cui lo specialista trae la propria visione del mondo e delle cose, ma piacevoli passatempi che ci distraggono dall'ineluttabile destino.

fotografia di antonino musco"Pretese di un epicureo"
Equilibrio dello spirito.
Per una nuova eudemonologia: eliminare sia il piacere per l'oggetto ideale sia il dispiacere dell'oggetto reale.

"Umano"
Leggo una frase: "l'uomo va superato".
Sorge spontanea la domanda: "da chi, da Batman, l'Uomo Ragno?"
Oltre i films ed i fumetti non se ne sa niente.

"Sull'Arte"
"L'infinita riserva di senso" è tale per un altrettanto Infinito Spirito: caso contrario la gnoseologia non combacerebbe.
Ma la storia è fatta di chiodi appesi alle pareti per quadri cestinati giusto un secolo prima.
p.s. per una giustizia ideale, l'arte avrebbe la fisionomia della trascendenza assoluta rispetto alla storia.

"Teleologia della casa"
fotografia di antonino muscoLa casa del borghese medio, arredata ed adornata al gusto e al ritmo della moda, sembrerebbe avere una sua finalità ben definita - l'abitabilità- con gli atti ad essa inerenti: mettere al mondo figli, allevarli, soddisfare bisogni, ospitare comparse. Ma tutto ciò è insignificante agli occhi del nomade di professione; per lui la casa è diventata una rappresentazione come le altre e non l'inconscio prolungamento del grembo materno ancora in agguato. Egli, realmente disilluso, ne sovverte il valore e la teleologia.
"Entrata": nell'insulso gesto dell'aprire la porta di casa, sembra che Hegel avesse veramente visto lo Spirito Assoluto passeggiare a cavallo e gli asini volare.
"Uscita": "in sè", "fuori di sè" e "per sè". Ma quale? Solo "fuori", rassegnamoci!

 

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