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Ho smesso di calcare le scene. Non ho più bisogno di marciare sulle strade dissestate dellEssere. Non esistono strade. Non esiste Essere. Tutta la mia immaginazione è in frantumi. Le schegge penetrano nel sangue e prima che me ne accorga mi hanno già ucciso. Non sono più. Non ho trovato la rinascita seconda. Ma quando sono nata? Non ho mai avuto risposte. Non ho più domande. La loro è stata finzione. Le voci erano mie: sogni. Incubi? Magari! Sento prosciugamento: comincia dalle radici del mio corpo fino alle menti. Sono un doppio. Lo specchio? È in me. Ho giocato con riflessi di sole sulle pareti. Ho visto arcobaleni a voler significare i niente dei miei pensieri. Controluce. Ombre di sensazione dietro le tende. Finestre murate. Mi sono costruita tristezza, lacrima dopo lacrima. Ho sputato sui miraggi. Ma erano SOLO miraggi! Sento ancora i vagiti. È informe. La me di oggi è Paura. Immagini sovrapposte: taglienti, soffocanti. Sono coperta. Dormo. Mi sveglio: il mondo: colori mai visti. Colori? Forse indefinibili tali. Allora luci-ombre: i respiri sono trattenuti dalle arie. Menzogne sopra menzogne. Incomprensibili a-volontà. Occhi fissi su ciò che nulla è stato. Capelli accarezzati dallego. Parole, parole, parole che sanno di falsità. Non cedo. Non cederò. La forza è cercata nellaltro. Ma laltro non esiste. Non voglio latarassia. Mi prende per il collo, tenta di soffocarmi. Resisto. Oddio, come sfuggire? Io, io. È colpa mia: l ho invocata. PACE. Giorni e giorni. Mattine e tramonti. Sangue investe tutti e petali rinascono. Mi consolo. A tentoni cammino: gli occhi sono cuciti dalla cecità. Ossessione. Ripetizione di atti insulsi. Lame che penetrano nellintimo. Colpe. Pene. Interminabili grida. Mi urlo. Non credo. E Nulla potrà affogarmi. Si è alzata la marea: per oggi posso celarmi in te, disamore fidato.
Quali tormenti di voci! E quanti, quanti mi strappano la pelle. Impercettibili suoni rotolano tra gli interminabili. Seguo i luccichii. Mi affascinano le miniature di Emozione. Sono un pittore. Seguo i contorni delle mie figure. Dipingo orme di vergogne e umiliazioni. Questo è il mio Amore! Sono un pezzo di niente e sssscivoloneissssilenzi. Baciami stella di cera! Tocca lentamente i miei respiri. Sono alito di morte. alito di fuga. E penso. Penso di sospiri. Mi manco di quegli attimi dincoscienza. Ho fatto ridere. Una burla! Confusa anche più dei gesti. Caos di indecisioni, delirio di tentativi, disastro di in conclusioni. Ora? . Neanche una goccia di veleno per concludere! Neanche una pazzia a saziare linstabilità. Pacatezza. Sui fogli. Tra gli altri: un leggero soffio. Appena percepita, sibilo tra le vite. Cerco quel suono che mi trapassi la mente per fare chiarezza. Improvviso, come il vero che mi ha spinto sul ciglio, quando lequilibrio mi aveva abbandonato. Cerco una penna che vada più veloce dei miei pensieri. Cerco un corpo perfetto. Mi impossesserò del demoniaco: illusione di perfezione. Cercherò sinonimi di coscienza e potrò ancora essere: unimmagine. Credi sia una consolazione? Credi basti? AVERE! Ho voluto troppo. Tu non devi, ma non hai neanche voluto, sperato, potuto immaginare. Mi specchio sulle finestre delle altre vite e non ho un volto. Forse questa volta morirò per sempre. Non dirò addio. Non ho unanima da abbandonare. Solo corpi. Solo. Solo fango mi circonda. Arazionale perplessità. Finta esistenza. Materia cava. Sono insensibile. Non provo rancore. Non sento di volerne. Non ho bisogno di rassicurazioni. Non desidero abbracci. Solo gelo. Ecco il mio ideale. Solo morire nei fondali. Ed avere lampi di luce opaca che mi diano la parvenza di sole. Ed erba intorno a me. Fluttuante alle correnti marine. E così anchio: vagante. Instancabilmente inespressiva, come una statua. Ma che almeno nessun uomo possa trovarmi. Che nessuno mi disturbi nel mio eterno riposo. Immersa, Circondata, Desiderata: sarei felice! Il sale si cristallizzerebbe sulle mie membra mummificate dalla dolcezza. E rifletterei. Diventerei lo specchio del Tutto. Sentirei solo flebili eco delle vostre pazzie e non dovrei respirare le vostre malsane cattiverie. Solitudine: quiete dello stanco. Riposo. Mi accontenterò di non avere più cieli se mai ne ho avuti!
Ecco una morte perfetta. |
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da luglio 2002
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