Il lessico e' altalenante, si passa da /un mega al secondo/ a /nefaste rimembranze/ , dall'adrenalinica attualità alla riflessione lenta e greve; le cose migliori si trovano a meta' strada: [...] angeli a piu' zampe o /consumavi fumetti in fretta. Le immagini materiche sono quelle che preferisco. Versi come /il giorno e' una spada/ imbevuta di sangue/ li ritengo "antichi", come direbbero i teen agers dei nostri giorni che, anche se ignoranti sotto certi aspetti, si avvalgono di strumenti e conoscenze tipiche del nostro tempo che i quarantenni e i trentenni come me farebbero bene ad esplorare, anche a costo di cadere nel virtuosismo, che non e' sempre una brutta cosa. A volte puo' essere persino divertente.
A proposito, la struttura compositiva: troppo armoniosa e densa. Le realtà in cui viviamo/esistiamo non sono ne' armoniose ne' particolarmente prensili.
Raffinata sensibilita' estetica e umana, forte tensione religiosa, poca rabbia (forse), disprezzo, non troppo ostentato, per l'effimero in cui siamo immersi e per i suoi miti (i mercanti o l'astronave in cartapesta), un po' di moralismo della serie "nonticurardiloroepassa".
Pietrangeli, almeno in questa raccolta, appare un puro, un iconoclasta poco rumoroso. Chissa' quali sono i suoi generi musicali preferiti, gli autori musicali degli anni '70 che ritiene fondamentali. Sono sicuro pero' che non apprezzi molto "Music Metal Machine" di Lou Reed

Enrico Pietrangeli
Di amore, di morte
Teseo Editore, Roma 2000

recensione
a cura di Renato Di Paola

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online da luglio 2002
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