La parola è figlia del desiderio inespresso.

Così, amici miei, lasciate intatte le vostre mani e sognate giostre di corpi in cui accarezzare il frutto acre e spinoso, la polpa avida che sazia la gola svuotando le membra con il languore.
Soffocate il respiro lieve che riscalda le guance mentre le grida invocano una morte più dolce. Quando il fiore si sarà schiuso inizierà ad avvizzire la sua corolla e non c' è canto che possa celebrare la fine della bellezza.
Amici miei, salvate il vostro desiderio da fine certa e la vostra poesia avrà vita eterna. Non cibatevi della vostra opera ma lasciate che lei vi sazi con l'egoismo e la parsimonia proprie dell' arte : questa è una linfa troppo dolce, inadatta agli ingordi.

La parola tornerà così a benedirvi e nuove e più preziose preghiere vi salveranno dalle umane condanne.

 

Anime Salve

di Davide Arcidiacono
illustr. di Claudio Parentela

online dal 29/1/2002
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