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Nel
tuo sito fornisci informazioni dettagliate su scuole e corsi di scrittura
creativa a livello nazionale facendo un' operazione culturale e non una
promozione prezzolata, ma quanto conta la formazione e quanto il talento
nello scrivere?
Il talento nello scrivere è un particolare dono che consiste nel
far passare al lettore il proprio patrimonio con immediatezza, chiarezza
e precisione. La capacità di scrivere bene è un mezzo espressivo
come può esserlo la pittura, il canto, la scultura o suonare uno
strumento.
È evidente che sia lo scrittore che il lettore si incontrano su
sensibilità e affinità comuni. Azzarderei l'aforisma "Non
si trova che ciò che si cerca". Le scuole di scrittura sono
dunque un catalizzatore importante, permettono incontri con scrittori,
e il confronto con altre persone che vogliono imparare a scrivere. Da
questo punto di vista esse offrono due strumenti importantissimi: una
guida esperta e la lettura reciproca e quindi apertura di prospettive
e nuovi punti di vista.
Certo è importante conoscere che tipo di corso si va a scegliere.
È importante valutare se c'è un solo conduttore o più
conduttori; quante ore/giorni/mesi dura il corso; quanto tempo viene lasciato
per elaborare dei testi e poi leggerli insieme; quanti sono i partecipanti;
quanta cura viene messa nella selezione del gruppo di discenti e quanto
viene curata la dinamica del gruppo. Quest'ultimo aspetto trovo che sia
particolarmente importante. E poi ancora, quale aspetto o quanti aspetti
dello scrivere verranno affrontati? Insomma, quanto è generica
o specifica la proposta didattica del corso. Tutte queste variabili influenzano
fortemente la qualità dell'offerta.
E in ogni caso non è detto che le più antiche e blasonate
siano le migliori: ce ne sono alcune che nascono ed evitano gli errori
che le altre perseguono da anni.
Il caso di Emily Dickinson è una stella rara, ma non è detto
che nel più totale isolamento non si possano raggiungere alte vette
di espressività e capacità di penetrazione del reale o della
psicologia umana.
Il Web è una risorsa e un contenitore
generoso per chiunque voglia essere ascoltato. E' l'estrema sintesi della
democrazia e della comunicazione. Una sorta di SPEAKER CORNER VIRTUALE.
Secondo te sarà sempre così?
Più
aumenta la frequentazione di internet più è difficile trovare
la qualità nella quantità. Non dico che la qualità
si sia abbassata, ma se vuoi farti sentire quando il clamore aumenta,
devi farti conoscere, farti linkare, collaborare, creare reti per aumentare
la visibilità, saltellare da un forum all'altro, lasciare messaggi
nei guest book e tutte quelle penose operazioni di propaganda a basso
costo. Oppure pagare un'azienda specializzata nel farti rimanere ai primi
posti nei motori di ricerca. Ma se ti importa solo esserci, allora non
devi pensare che a fare bene le tue cose e saranno gli altri a trovarti
e ad apprezzarti. C'è un sito di una rivista letteraria on line
e cartacea in cui campeggia una grande scritta: "Pubblichiamo solo
chi merita e non chi paga". Secondo te, uno che fa una così
generica premessa di pubblicazione a scatola chiusa a scrittori esordienti,
ti sembra una cosa seria? Senza dire una sola parola sulla linea editoriale,
la poetica, un manifesto di qualsiasi tipo!
Degli editori a pagamento non parliamo, ora si fanno propaganda anche
su internet!
Dei siti contenitori peggio che andar di notte: dopo un po' non ci capisci
più niente è come perdersi nella biblioteca del Nome della
Rosa, con qualche differenza qualitativa ;-)
Credi che il supporto digitale o telematico potrà
sostituire a breve termine il supporto cartaceo?
Non
credo che la scrittura su supporto digitale possa soppiantare del tutto
quella su supporto cartaceo. Credo invece che sarà l'informazione
digitale a sorpassare quella cartacea, anche se molte persone, quando
trovano in rete un approfondimento di loro interesse, preferiscono sempre
stamparlo per poterlo leggere comodamente.
Molti pubblicano su Web i propri lavori, altri
esitano perché temono indebite appropriazioni e manipolazioni.
Esiste ancora una riserva di sfiducia nei confronti della rete. Che garanzie
ha chi pubblica in rete le proprie opere?
O
ti registri alla Siae prima della pubblicazione oppure, secondo me, nessuna.
Ritieni
necessaria una normativa in merito?
È
possibile attraverso costosi programmi siglare le pagine pubblicate sul
web, ma sai com'è... qui si cracca tutto ormai!
Per fortuna ci sono degli autori generosi che non sono così morbosamente
attaccati alle proprie creazioni ed è ancora possibile ascoltare
delle belle cosette (vedi il sito http://www.voices.it/).
Riguardo alla normativa esistente ci sono molti siti sul diritto d'autore
e forse sarebbe bene consultarli.
Quali
sono le storie che la gente racconta sul web?
La
gente racconta innanzitutto se stessa, in modo più o meno esplicito:
la sua vita, le proprie paure, i propri desideri. Il bisogno è
sempre lo stesso: l'ascolto, il riconoscimento della propria umanità,
l'accettazione della propria realtà e del proprio vissuto fantastico.
Pensi che la scrittura sia diventata sempre meno
una forma d' arte e sempre più uno strumento terapeutico? Quale
confine esiste oggi tra desiderio di raccontarsi e desiderio di raccontare?
Raccontarsi,
essere riconosciuti, far arrivare la propria voce a qualcun altro che
dica: sì ti ascolto, ti riconosco. Rappresenta un bisogno esistenziale
e oggi la massificazione, la tendenza omologatrice è tale da esasperare
questo bisogno. La dimensione umana dell'ascolto è una merce rara.
Anche la dimensione artistica è una dimensione dell'uomo così
come le altre: la sessuale, la spirituale, la componente fisica, caratteriale.
Tutte si integrano e si esprimono per una loro ragion d'essere e una loro
storia. Di conseguenza una volta si racconta e una volta ci si racconta.
Per fare un esempio al di fuori del mondo della scrittura: Woody Allen
una volta racconta una storia in un film e una volta si racconta in un
altro. È un artista in entrambi i casi.
Cito
testualmente dalla tua intervista nel libro di Luca
Lorenzetti:
Le donne che navigano sono sempre di più
e la loro caratteristica (e speriamo che tale rimanga a lungo) di essere
sensibili e accoglienti rende il mondo del web più bello e più
vario. L'altra metà del cielo non può mancare la sua promessa
(o il suo richiamo illusorio) di completamento anche nel WEB. Non a caso
il portale di SuperEva, ha come sottotitolo: la prima donna che ti guida
in rete. Per le donne del passato
la scrittura è stato un veicolo fondamentale per l' emancipazione
(dalle sorelle Bronte a Silvia Plath). Quale il contributo della letteratura
al femminile al mondo di oggi? Ti sembra di ritrovare un filo conduttore
nelle voci femminili del nostro tempo? Confesso
di non essere una grande studiosa della letteratura femminile. Ma sono
contenta che ce ne siano.
Esiste una scuola di scrittura dedicata solo alle donne: si tratta della
scuola Harriette
Stanton Blatch.
So anche che esiste tutto un filone di letteratura erotica o porno-erotica
curata da donne.
Esistono donne scrittrici che hanno fatto della riflessione sulla condizione
femminile il tema portante della propria produzione.
Soprattutto tante editor sono donne!
Sono convinta che la femminilità sia una differenza reale e non
solo legato al ruolo di sottomissione all'uomo subito per secoli ed è
giusto che le donne si provino, si esprimano, si conoscano e si riconoscano
come portatrici di una diversità, che la valorizzino, perché
così facendo la dignità di tutto il genere umano ne viene
a guadagnare.
Per
concludere: nella tua rubrica si parla anche di concorsi letterari. Ritieni
siano il mezzo più adatto per chi ambisce a diventare uno scrittore
o sai suggerire percorsi alternativi?
Esistono
concorsi e concorsi. Ci sono concorsi che veramente ti spianano la strada.
Altri che non servono a nessuno, solo a chi li organizza e incamera la
tassa d'iscrizione. Secondo me bisognerebbe scegliere il concorso al quale
partecipare vedendo che fine hanno fatto i vincitori delle passate edizioni,
chi li sponsorizza, chi c'è nella giuria e che succede alle opere
vincitrici. Questo per quanto riguarda gli esordienti. I concorsi a cui
partecipano di fatto le case editrici, quella è roba che puzza
da lontano e da tanto.
Un'altra cosa ancora sono i concorsi dei lettori: quelli in cui è
il numero dei lettori e il loro commento a decidere il vincitore del concorso.
Ma ce ne sono così pochi in Italia! Ci vuole troppa briga per organizzarli
e l'autore si deve sbattere parecchio per promuovere il suo libro.
Si cerca di organizzarne di questo tipo anche in rete, ma sono pochi i
siti in cui l'affidabilità tecnica è tale da garantire una
certa trasparenza nei voti telematici ricevuti.
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