Livio disoccupato perenne arruolato da tempi fra le file degli squattrinati, comincia il suo solito giro per trovare un lavoretto,che gli permetta di comperare la sua birretta serale da tracannare insieme con gli amici. Per caso si imbatte e legge fra le righe del giornale una proposta di lavoro molto allettante . Livio non perde tempo e telefona immediatamente, fissa un colloquio e aspetta con ansia d’esser imbarcato nella nuova avventura.

Arriva il giorno del colloquio, Livio entra nel locale da loro indicato e subito nota un ragazzo che stava li ad aspettare,chiede informazioni, il ragazzo molto sgarbatamente indica l’ ubicazione

della società, Livio un po’ perplesso e turbato dalla reazione del ragazzo ringrazia e si dirige verso il piano indicatogli. All’ arrivo il pianerottolo gli sembro prender vita,la gente in sua presenza comincio a rumoreggiare, non aspettò molto che uno di essi si avvicinò a lui e lo invitò a seguirlo.

La gente li dentro si comportava stranamente come se tutti in quell’ufficio avessero un copione da rispettare: tutte le movenze artificiali, si facevano dei cenni e si comportavano in funzione di questi.

Arrivato nella sede del colloquio Livio si stupì; la stanza non era un gran che ammobiliata e sulle pareti vi erano strani poster appiccicati, raffiguranti croci e accenni alla religione scintoista. L’impiegato iniziò a parlare Livio cominciò a sentirsi strano tutto l’ ufficio in torno era piombato nel silenzio come se tutti stessero lì ad origliare, l’ impiegato aveva bloccato Livio sulla sedia e con il suo potere stava manipolandolo... Ma non vi ho detto che Livio ha studiato con l’ uomo tigre nella tana delle tigri ed aveva imparato a neutralizzare quella magia, con abile mossa si scrolla

l’ insopportabile peso dalle viscere e dà scacco al plagiatore. L’ impiegato ormai scoperto vanta il suo grado di magia ed invita il nostro eroe a far parte delle loro fila consapevole del debole dell’uomo nei confronti del potere di controllo, addirittura proponendogli un posto da coordinatore

estero con possibilità di spostamento illimitato. Il nostro Livio che aveva precedentemente mandato il curriculum e che era stato li per li stordito dalla magia precedente fece il diavolo a quattro rifiutò garbatamente l’ impiego e controbatté con una magia di sua conoscenza per svincolarsi dal lerciume che lo circondava e che non dava l’ opportunità di respirare. L’impiegato ripiegò a tutte le sue arti per proteggersi dall’ attacco di Livio e con un fremito di impazienza volle subito concludere il colloquio. Erano le cinque del pomeriggio l’ impiegato era K.O. e tutti in ufficio si erano seduti in una stanzetta a non far nulla magari ad attendere un pollo meno furbo del nostro Livio che diventasse un giorno un loro fedele da iniziare al porta a porta o ad una fede estremista.

Livio dispiaciuto di non aver trovato lavoro si diresse verso la moschea per sanarsi le ferite riportate nel combattimento.

Se non ci fosse la parola si potrebbe immaginare un mondo in cui il proprio potere serva per comunicare?

gianluca costantini

L'era del plagio

di Alfio Caruso

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