Vincenzitudini
#2
tratto da una storia vera



di
Vince Ferrara

  Parte seconda


*Allan s probosh*.


0.Introibo.

Si diceva di suoni. Certo, anche di voci e di tutto ciò che concerta il sentire, oltre che il vedere, e l'odorare, e il raffreddore e tutte le sante cose che prendo e che lascio nell'unica dimensione che mi è stata assegnata da (Z)io. Qualcuno mi spiega il contrario ma oggi è un giorno del duemilauno - età del ferro - della parte seconda di questa serie, liberamente ispirata a me, a due, a tre. Tentativi poetici e tematiche sensuali come mi avvertono i compagni roditori.
Sciocche esitazioni per tuffi vertiginosi come i ragazzidiquartiere dagli scogli lavici del lungomarescogliera: se vedono una "pocca" fanno splasc e non temono i frantumi: splash, cocci di carne fottuta, un colpo, solo uno poi nulla.



Sciocche esitazioni
                   i tuoi occhi spalancati
                                    mi prendono il respiro
fissata, oltre tutto questo
l'attesa
l'attesa
l'attesa

 

 

1.Non sono come tu mi vuoi.

Abbiamo disinnescato la vita, concepito moduli, prodotto unità di pensiero funzionali per ogni circum-stanza, solo che di circhi ce n'è mica tanti in giro, molti hanno gli steccati logori e le scimmie son venute via a fare le star in televisione: comperate ad un'asta fallimentare adesso presiedono provini per show girl, lunghe forbici bocconi che dicono "sono come sono". I pagliacci fanno incetta di voti alle amministrative, ai trapezisti l'alta finanza, mentre i guardiani affilano bastoni per le scimmie che strepitano guerra, cosi' madre chiesa si ingrassa di pecorelle. NON SONO COME TU MI VUOI! contro tutto ed anche di più, nel culo della new economy, tra la fosca turba, donne in tinta nera su sfondo arancia, io e Renato, domatori: Mettete Ferretti sui manuali!!! [foto2]
E non è nemmeno per gli orsi aggiogati o i leoni in gabbia a divorare quadri di un esposizione, però vi siete guardati voi? buoi senza midollo, nelle vostre confortevoli gabbie, nella schiuma dei vostri due tre vani più servizi, loghi registrati, loculi assicurati, siti visitati, corridoi a quadretti e cellule viventi? Voi le gabbie ve le portate dietro e nessuno vi ci à messo! Scusate, non ho tempo, la strega vuole parlare, accada quel che accada, a casa, mattino, attraverso i vetri, ecco gatto-renato, il vecchio colla coda.

Scaglia Missili centro-avanti
E fa goal dentro al video

La squadra mobile "ce l'abbiamo tutti duro",
braccio armato delle caramelle polo,
cerca una pista di candore.
Ma trova solo un gatto
Dai peli bigi.

I marpioni fanno un gran casino sulla strada sottostante,
lanciati in grandi imprese, non solo loro. Ma di questo oltre (…)

2.oltre

Dietro vetri blindati.
                  Quattro passi sopra
                                       bisturi concettuali
                  ragnatele ondeggiano nella mente.
                  Salvati dallo scompenso, ancora per un po
Seguo la scia.
dentro ad un affollato party

                                 atomi sonori
Il seltz al limone ha fatto carriera
minaccia ritorsioni, ora,
Sui lastroni di sale e gelo
                           Obitori addobbati a festa
                            Sale, aria, bolle.


3. blatte

Microattimi dentro ai vetri.
Microattimi dentro ai vetri.
Microattimi dentro ai vetri.

Una festa di atomi. Luminarie, Schianti, bollicine, Guai: alcuni mignon passano nelle adiacenze dell'evento, come i comeonbabelightmyfire di NYC schianto. Tutti presenti con pupe, glasse a far bagordi per la strada.

Sono losche come falchi,
sembrano spiacevoli
le care piaghe lische
vecchie, - penso a chiara,
il respiro affannato-
deve averne presa una
tante nessuna tresch
Non sanno quel che fanno

Io diffido delle blatte in cucine strette quando le lancette combaciano, tremo per la loro folle ingenuità, sono mercenarie al soldo di qualcuno che non sanno. Lunatiche, quanto basta, e molta, molta salsa. vedo giallo, vedo Rosso, vedo tutto quel che posso.

4. manifestazione

Tienilo per te il tuo neuro tributo, tanto i miei conati non sono per te, volgare comunicativo! Uomo che col portatile te la spassi - pensa e barcolla trotterellando, il mascherone - se pensa a Tutto/Tutto scompare. Guardando la tazza vuota, sola ed affamata, uno specchio spento tra le mani, intercetta luci, lampadine da trenta, ancora corsie e lui, verde in faccia: UOUOUOUO,UOUOUO,UOUOUO, Splatsh in salsa dolce, uomo stanco che fa poccodiobellusconi.
Applicava la lettera malgrado il galateo telefonico. Si chiamava corso in comunicazione e vi "..si impartivano le nuove regole del senso comune" - il tono era grave, di un'insistenza innata con frasi metalliche overdosi di treno. Lunga percorrenza. LA MIA CITTA' E' DOVE C'E' IL LAVORO (1), il vangelo del sud biscione.
"Tanto a loro non importa dei suoni. Loro ci sono anche senza. In ferie, sound libero nell'aria che vuole essere ascoltato. Molecole si schiantano ad una ad una, ed hanno questo di cruciale: risuonano, nel dentro/fuori sempiterno, amen".

5.Via Etnea

Vivo in una città rumorosa, su una strada spalmata di trambusto: mi arrangio come posso, tratto con quel che ho fra le mani. A volte, collego un suono ad un immagine, avvolte trangugio il contrario, a volte niente: sento e basta, "a tavola si sta la bocca chiusa"! diceva de Gasperi.. e pure il biscione. (alla nazione basta poco per sapere chi votare, all'isola ancora meno).
Nei labirinti si aggirano soprattutto rumori: sono voci rauche, rivolte dai bassi fondi, nei fondi di caffè incombono, non viste, sorelle dagli occhi lucidi.
Da qui sorveglio la città, tendo l'orecchio, rizzo le antenne, non è molto da pagare. C'è una rapida discesa lungo il dorso incerto del Vulcano, un alto e lungo squarcio come uno skate board conficcato nel suo ventre rosso, deve esserne venuto fuori qualcosa, un tempo: era nero ed alato ma sapeva anche nuotare ed aveva una proboscita, c'è stato poco, poi è emigrato(vedi 1).
Osservata dalla luna la città somiglia ad un bosco, tutta folta, fatta di nero quadro a blocchi, come mila di LEGO playmobil tutte insieme monocromo piu' tante*belle finestrelle* accluse punto*com. Catania ha il cuore nero appartiene ad una multinazionale della scemenza e della dabbenaggine. Si, si, pregano sempre, pregano sempre. Diritto di proprietà e di panza: la città ed i suoi fieri lenoni, sorta dal seme di un avaro, e gli avari, è risaputo, hanno il cuore nero recluso tra inferriate segrete, rifiati di zolfo dalle celle ad ogni rimbombo.

                       Qui ci manca un bottone
               e per terra è scuro
               puoi andare,
               grazie
               non ho voglia
e soprattutto TEMPO.

Alla strada vanno le mie orecchie quando faccio il nodo ai versi, quando cerco di versare conti che non posso. Servirà fare il mimo di quel che dentro sempre mi reimpairaaaa.

cale viola elettrica piega silenzi
dentro a rantoli d'alloro,
acute strida di gioia,
bocche infrante, frasi dimezzate, la prima volta, occhi cuciti, filamenti accesi. Bonifiche. Orari. Treni. Melanconia. cartocci!

Il rombo dei motori sulla strada mi rantola nelle vene! In questa strada chi scende è lieta, sei tu, donna, lampeggiano i tuoi link fosforescenti. Molto accesi molti accessi. Chi sale sbuffa come una pentola e cuoce la pera cotta, blopl, un trambusto nelle gambe tese
Quarto dito del piede destro
dolore ai nervi,
punge il cerchio rubato alla botte
troppe macchine. Siprocedaa

6. Il processo . (Atto unico)


"Pss, Silenzio, si apra l'udienza, pss" - dice una voce stentata. (lo zio prete che di professione fa il defunto).
"La strada è lunga"! - spiega la difesa. (ugo l'avvocato palesemente checca)- "ci passano tutti quelli che vanno a casa dall'amore loro".
"Amore e brodo di ceci"!, sguscia sornione un commento dalla tribuna affollata. (risate e mugugni)
"pspspsps" fa lo zio, "clappete, clappete", risponde la checca: "hanno l'amore ed la mortadella nel baule, e c'è solo quella strada da prendere tutti insieme con solequoreamore nello stereo smart". - l'avvocato si commuove e siede accanto l'imputata. (applausi, brusii d'assenso..cloppete, cloppete).
Voci divertite, bimbi sopra staccionate sollevati da papini buoni, richiami, sms di rito).

"Hanno tutti facce di cazzo"! -Ribatte l'accusa (un serpente biforcuto, chiamato scossone)-: "tanti potrebbero fare a meno della macchina, camminare, oppure passare a prendere uno due, andare tutti con una, mettere musica"! - (si attorciglia, ed aggiunge con uno scatto della testa in avanti verso di VOI)-:"ecco la mia accusa: sono tutte facce di cazzo"! taglia di netto, e soffia… soffia ,come un micio cattivo raffiche che impregnano la corteccia zuppa del pretone. "Ha ragione l'accusa"! (balza in piedi con fatica, ma di scatto, ha la gotta) "Meglio le ragioni dei sensi che le vostre"! (gira la testa, rotea gli occhi, guarda da QUESTA parte e continua). "Certo, qualcuno di voi si salva, specie se è uno strombazzagente che sorride a winni pou che porta il mascherone e che fa gli inchini ai pali dei lampioni con grandi ali d'albatro".

Così tornò il silenzio alle sette di sera si sentivano solo uccellacci cinguettare tra baodad anneriti. In seguito la giunta si sciolse di spontaneo per lo sbarco dei saraceni.

(SIPARIO). Fuori piove. Frastuono di terrazze battute.

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d. Certo, lo so

I poeti mettono paura, sembrano matti e per di più molesti con le loro dicerie che capiscono solo loro e qualche perdi-giorno che li segue in cerca di gioie facete. Ma certo, siamo sull'erroneo.

d1. Rifletto. Avete mai fatto caso alla frase "no perdigiono" alla fine degli annunci di lavoro (NERO) pubblicati su "il mercatino" di catania? Bene, leggeteli, e invocate con me la gogna, o quanto meno, una multa per costoro, chi detta e per chi scrive! Che direbbero loro di queste mie vincenzitudini? Sento già i loro pit-bull latrare nella notte nera della giustizia infinita…..

la luna fra le braccia sode
ricucite di pelle bianca
bimbo col dito in bocca
si ciuccia lamerica cristiana.

la nera piange civiltà e bombe
oohhhh my darling, -di poco discosta-
AMA troppo, il suo killing an arab
Se ne va' a far la guerra
Ne farà tanti fuori di
Mosche beduine per la strada
prese al laccio.
Mosche tze against RAID sterminatore.
                                     Il silenzio sterminato
                                     Sulla terra arida,
                                     Nelle oasi di pace..
Bombe intelligenti operavano prodigi di terrore.
Bloccato sulla strada del ritorno, Il figliol prodigo
                                                   lava vetri per i turisti.

Così resteranno solo loro: gli unigeniti figlioli dei sottaceti al fosforo. Nella stanza vuota si dibatte una falena accesa. Contro i vetri rotti del video che proietta la grande vittoria della civiltà on line. La Balena gocciola sangue in REAL TV.

"E Tu, padre, lontano da me".

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e.serenase

La malinconia sta allo specchio e gli angeli non giocano con le streghe. Fa sempre caldo a queste latitudini, si sospira… meglio andare tutti a mare.
Quant'è sereno e l'acqua è più tiepida la sera!
A quest'ora Oceano prende una sosta e si addormenta, le onde quiete fluttuano sommesse tra rovine sulla spiaggia, lisciate sul tuo bel viso.
Prendo il mare, prendo il mare… a bordo di una barca. prendo il largo, ma lo scafo è di cartone colorato perché vuole colare a picco, naufragare nel dolce, quieta gravità fino al collo.

Si, cerco l'oblio e forse tutto ciò è male, ma i preti ci guadagnano la pagnotta col mistero della fede il pan degli angeli ed i buoni costumi.
Faccio lo stesso coi miei deliri! In attesa che qualcuno mi stipendi. E ne avanzi anche per la cane affamata.
Vendere questi miei schizzi di vernice incerta.
Come un fabbro, o un ciabattino: tra fragore e sorrisi smagliati, vado a caccia di riflessi, metto in alto le mie ossa: avanti, brandelli d'occasione
coraggio, malnati pensieri!

Adesso. Spegnete la luce…
…Venite fuori, Mr probosh
è il canto triste del somaro…
Ecco sentite… IO x IO (megafoni
                                  diffusori
                                                  sce(i)cchi alla fiera


* Allan s Probosh! *

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