Vincenzitudini
#3
tratto da una storia vera



di
Vince Ferrara

  Parte terza


*Allan s probosh*.

1. sensuality

La luce si distende nell'interno coscia sonno. Viene il prodigioso giorno sopra al giardino dalle palme fruscianti. Su riquadri verniciati di intenso, ho guardato deserti baluginare. Nell'ombra con larghe chiazze accese il buio provocava oscuri incendi, tu credi a incendi oscuri di buio più intenso scagliare rapide ingenue saette sul tuo
                                                                                                        volto
                                                                                                        rosso
                                                                                                                                                        sabbia
                                                                                                        rosso
                                                                                                        sabbia
                                                                                                        rosso
                                                                                                        sabbia
                                                                                                        rosso
                                                                                                        sabbia.

Il giorno è la notte che non viene, la notte è l'incendio che non vediamo bruciare, mentre crepita.
Perenne antico, come in sogno: lui-lei, madonna disperazione disperata chiude sempre un occhio solo, è una cagna malata dinanzi a imposte socchiuse. Cagna immagine chiude tardi, immaginata sera felicemente morta, è una mezza morte che da lontano ci governa. Odo i cuccioli guaire nel giorno che cede perché notte si disciolga dalle braccia di fratello sole solo senza compare giorno perché notte non disdegni quel che fanciulla in fiore chiede.
Freddo, freddo, ancora di più, ma lontano da qui come un evento cosmico bello a vedersi, lontano da qui, bello a vedersi, laggiù dove tutto è vita e gronda materia densa.
Cosa vuoi vedere, tu?
Spegni la luce, volta gli occhi nel sole che non vedi dentro a neri sospetti occhi spessi distesi drappi e ti farà contenta uno nessuno cento. Stop.
Uno, due, tre: monk, sempre con me… e pure higgins e le facce cosmiche degli afgani, matti secchi belli fottuti a ventanni e qualcuno di loro qualcuno in più, altri di meno, altri che ne so col sangue dolce che zampilla da gambe mozze e cavità sventrate come caramelle dolci. Primo di novembre con soavi pensieri di sangue, l'anima baciata da monna morte di trapasso nostro, signora. Votati ad essa, fanciullo antico dell'oriente: crepa, quale maggiore incanto? E noi di qua, a succhiare digitale, quadretti di defunti sui nostri video accesi, ricettatori da questa parte, tutti siamo, niente più, persino tra le mie mani bianche, adunche, secche. nosferatu, sono io.
Che volete farci? compagni roditori? con la mano ripiegata verso il petto penzoloni dico: sono un boy a riquadri, dentro a spicchi di ventagli, circoscritto, sopra-sotto, sotto-sopra, con la testa ritagliata in volute a tutto sesto e la faccia cosparsa su pareti sbiadite. Fuori ci sbattono le nuvole: un incessante rullare sulle orecchie foderate di millenni con cavità che inghiotte. Una statua di marmo rosso con venature striate rosse: se stessa, per tutti i giorni a venire, all tommorrow's parties.


2. suole/cuore/ammore

Lasciami solo! Lasciami stare. Dentro al tempio voglio restare - dentro una statua cava rinserro la mia carne, una statua di carne cava che sprigiona gemiti a pagamento, una monetina da cinquecento anni fa. Sopra, una zanzara mega, su trampoli d'avorio, tiene d'occhio la turba dei fedeli accorsi veedeereè un suo improvvisato accesso d'ira che vale il latrato di un cane. Si che la vedo con lo sguardo disarmato, cavo, relitto, dissonante grido: it has been an honeymoon con disteso fiato caldo fra le ossa. tibie testimoni da qui a li, che non è ancora, da questo a quello, che sarà, ma è qui, di già, ma presto fugge, ecco, è già andato. Ciao, ciao, ciao momento il resto schizza: è una pastiglia di cinque sensi che prendo incalzato dalle stagioni mentre una siringa versa memoria in fiale grunge con multicolor dentro
Bevi, bevi, sù la memoria che è tempo di andare. Bevi, bevi e rotola la palla di sterco sopra l'onda di una duna in viaggio. Il deserto si tormenta da solo, non c'è niente da dire, nemmeno il tempo di dire "salve" perché una forma guarda oltre, si invola e non conosce altro dietro sé, se ti distrai perdiamo la palla e poi, e poi, e poi.
I poliziotti sulle volanti ferme alle tre del mattino a Catania in Piazza Cavour - fari spenti - parlano con squinzie - fari spenti -molto trucco- fari spenti - abbordaggio pubblico sera nella piazza con chiosco e vitalità di moda con piesse cazzuti fianco a fianco, metallo con metallo, carne molle con carne molle dentro, il gran dono di Zio. Zio mio, zio mio fammi tornare bambino! Non più burattino!
Sarà necessario ardere, come un piroscafo alla fonda in mare di pece e legni infiammati sull'indifferente dorso maroso, tra le strade della città morta: sonno, sete, sole, la coperta caduta di mano a Maya in persona, ci sono solo io dentro la estesa nota della sontuosa troia, vedo kabul nuotare in morbida salsa da ballo.
Circo di spettri impotenti, si che mi assillano con la pena ed il pericolo che incalza dietro i vetri scivolata verso fondale melma tra un mezzo di trasporto ed un altro: c'è un bus che da qui porta dritto dritto al cimitero si chiama effe. Ciascuno si finge sorella morte, come può, dell'altro sé, svanire, una duna, impotente e non sei tu.
Vorrei che molta gente di merda, come soldatini di piombo, cada ad uno ad uno, con la mia cannuccia del settantaTette.
Ma chi sono per giudicare, vero signore, grande saggio del deserto? Noi transitiamo, tu si che sempre ristai perché hai imparato a comportarti, tu sai come fare, amen.


3. Chiedi a settantasette se non sai coma si fa.

Stento a credere i pagani depressi. - Ma doctor, la prego, taccia: cosa abbiamo da spartire, io e lei? I sensi erano troppo umidi per disseccarsi in anima o in un spirito che puzza come dieci spiriti, gloria eterna ai nirvana e scarpe rotte in mano.

Un tempo luce era modella,
Corpo racchiuso in tenera fiamma
Essere venuta questo modo
Sulla terra nera
Una poltiglia di creta che ribolle:
Prima dal basso, poi dall'alto
Un Minotauro infuriato
Preserva la separata mente
Dalla coscienza
Melodie
Risalgono in voragini;
Così seduce fiamma il cielo,
E cielo occhio vede sé precipitare
Dentro,
Facce di cristallo
Luce raggelata tiene.


Ti ricordi chi sono? - dice lei, l'aria che ti attraversa, la notte che può dove non può la luce, nelle viscere lucide.
Se un treno corre in un bel giorno nebbioso quel che ne rimane, poi, molto poi, è qualche riflesso dentro a un cofanetto dietro un'anta polverosa il senno di poi svolazza intorno con tenere ali di insetto.
Piper at gates of dawn, devono essere in tanti quelli che lo ascoltano sempre sempre, come faccio io, un cretino delinquente oppure un delinquente cretino, dice il bigio cagnolino della morale giustiziera in cielo in terra e in ogni luogo dove c'è da far nuovi impiegati e per chi non ci sta c'è la galera oppure la strada che è la stessa cosa o poco più ben tornato padre PIU' vedo che tanti vi si inchinano davanti e intorno la vostra statua raffigurante voi. Scommetto che vi piace la mia deferenza. Che farai? Mi farai schizzare i neuroni? Oppure ci pensa scagliola che sta sempre incazzato perché pensa che quei ragazzi scopano e lui no, e mi sa' che non è vero, cumannari e megghiu i futtiri!!! Lo sa' bene. Ma non sono certo un bamba. E poi faccio come Alex che si sottopose al metodo ludovico pur di uscire, e poi uscì, e guarì persino, divento grande, grande come si deve diventare grandi, intendo crescere; non come certi cinquantenni che sono teneri come cuccioli e fanno giustamente tanto schifo alle donne, sempre PIU' del resto.., scusate, sorelle, è soltanto un vezzo poetico, il mio, abbiate pazienza.
Molte di voi hanno già in mente di sposare il grassone in giacca e cravatta violetta su completo grigio, ve lo meritate, ve lo maritate il vostro george col cervello in salsa di biscione e pure i fascisti, non vi vanno male, quelli sono buoni da servire in freddo. Poi ci sono i radicals chic con borse e sandali in tela istoriati, figure andine, sanno dove si trova da fumare; anche a loro mangerei volentieri il cuore, ma lasciamo stare, l'odio politico serve poco a noi anche se è uno speed per il cervelli come gli ultrà che si fanno le piste alla nicotina, la sera da nicolina. Clappete, clappete.

4. Here are the young man

Adesso la pianola ricama note elettriche sul velluto blu della sera settantuno: fumi tossici alle pendici del vulcano, giù
giù
giù. Ogni cosa parla da fuori in dentro da dentro in fuori e tutto intorno tace deve essere una manovra dei servizi celesti. Dissacrare, fratelli, che zio vuole celarsi, perdersi e morire lì nella mente ove memoria mai non giunga salvo che per mano di maria, la generosa strega.
E' un percorso laterale questo piano che si perde nel buio lucente dell'infinito psichedelico il mio tempo, c'è poco da fare, e ci tocca solo quello salvo che padre piu', amico di zio gesù, non dica il contrario coi folti sopraccigli, tutto vestita di larghi veli, i capelli solcati da grandi canali pallidi di oblio, lingue biascicanti tra la seta enea incontra orfeo laggiù sinché il vecchio dante mani di forbice che viene a nuotando su dal mare di porfido viene a redarguire i due. Lui proprio non ce la fa proprio ad essere eroe, fa il mistico, corteggia Zio, non può far altro.
Era folto, che non si vedeva niente…ora ci vedo ma non sento niente, neppure questi venti che bussano alle finestre: - facci entrare facci entrare. - voi sapete come. faccine bizzose, bimbetti belli. Voi correte sulle onde, e fra le fronde tutto il tempo vi rincorrete. (minuetto) .
Viste da qui, le onde, vengono tutte quante, corrono tutte insieme, fra tutte lei, l'onda suprema ed alta, tua di nessun altro/a, lei che ti prende e porta giu', nella profondità del mare dove penso di morire. Ma mi risveglio immerso come sempre in te, svanito nel tuo profumato sogno, un canto spinto in vorticose anse mi parla di qualcosa che non sai: sei tu, che vieni e vai, qua o là, è la stessa cosa… - Perché ce l'hai con me? il tuo inferno, la tua rosa, palazzi spero tu mantenga. Vuoi che venga su'? A sculacciarti con la penna dai mille colori che tieni accanto ai gufetti svolazzanti ovunque come farfalle dalle 100 penne e tanti colori verdi. Oh, forse si', credo che tu…vuoi tu? volli, volli, fortissime volli disse qualcuno nella polvere che ci trascende.


5. Manga(nellate)

Voglio scrivere un erotico da regalare al mio amico alfio cogliocchi dipinti di mascara nero.

un minotauro, sempre lui, monta selvaggiamente un strana forma, tutte le volte che lo chiama dalle sue viscere di cristallo. Lei grida la sua anima oltre le pareti vitree della bocca versando bagliori ed uragani di miele. L'attraversa una voce, l'attraversa il fiato dolce delle candele quando stanno per annegare nella cera del troppo-pianto-troppo: piangi, piangi; versa un mestruale pianto sul poderoso ramo del biforme e soffia dal naso parole di fuoco disperso nel vento caldo. Poi rinchiude il suo bel viso nella pagina secca- lecca

Nel contempo penso il mio amico sia venuto ed abbia staccato il collegamento se mai arrivate fin quaggiù.

Vediamo quel che si può fare vento nei capelli che sciogli al vento di questa foresta amazzonica dentro ad una pentola a pressione giro e rigiro i miei pensieri bello se mi metto l'elmetto adunco da conquistador Vedo gli elmi luccicare sotto raggi dal fitto fogliame dorate le barbe sudicie, le vesti di raso rosso trapuntate con maglie d'oro, tucani e pappagalli da mille colora dorata nascosta sai come richiamare lo guardo a te con mille occhi di dragoni su capelli sciolti seghe. Il resto era un bel fumetto lanciostory, dunque nemmeno tanto figo.
Mi rendo conto che la mia mente segue itinerari tracciati dalla musica che ascolto. vento che sarebbe bello poterti dire conosco gli effetti se ti accarezzo con una rosa bella e bianca, che si contorce come una fiamma, tu sparisci in un riflesso delle vibratili onde, riemergi tra delicata sfuma per un atto di orgoglio.

E'----- stato----- magnifico------ cio'----- che-----abbiamo ---detto- e-- fatto.

Ma adesso è un'altra cosa, coi beatles disfatti dall'acido sulla porta di vetro opaco e coi fili di rame in mezzo perché non si veda nulla, non si vede nulla, una love boat di seconda mano un po' più sotto dicono che con un buon arredamento si può stare bene e restare felici per tutto il tempo dell'agonia, mentre la motopala dei cccp perde colpi e si sente la cinghia e sotto di quella esplode un fragore ritmato che somiglia ad una bottiglia di liquido alla vodka infetta, che infatti ora mi cola il naso come uno scolo portuale. Lo scolo dei morti, quello si, che ci fece paura a tutti e tre, e non ne parliamo mai per riverenza: libera me domine, de morte aeterna in die illa traemenda, quando coeli movendi sunt, movendi sunt te-terra, e poi c'è stalingrado, ma questa mi fa pensare troppo a new ski… bastardi mette la foto di Giuliani per battere cassa.
"Un punto"!, "due punti"!.
Totò e Peppino.
Raffina i sentimenti, raffina i sentimenti, trasgredisce i rituali, trasgredisce i rituali. Arpeggia, Arpeggia, arpeggia; batte, batte, batte, griglia batte griglia sopra e sotto un cielo, osare la solo confusione, ci si può solo perdere, ci si può solo peerdeere. Grazie
.



* Allan s Probosh! *

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