Erroneo: dibattito e autorganizzazione




la redazione


Urgono domande.
Cultura e politica sono demandate a tempi televisivi, zig-zagate dalle forbici della censura e imbellettate dall'omninvadente marketing restano pallide aspettando di essere titillate dalle dita di qualche abile untore di macchine burocratiche o volenteroso portatore di borse.
Alle domande rispondono riflessioni e azioni.
La prima è quella di dare vita a uno spazio di approfondimento fruibile e malleabile da parte di tutti, in cui si possa recuperare quello che mamma tivvù sottrae: molteplicità di punti di vista, autonomia di giudizio, sperimentazione.
Il secondo atto è riconoscere il luogo in cui si vive e rendersi conto che locale e internazionale non possono essere osservati separatamente, bisogna aprirsi a un confronto geograficamente illimitato, in cui informare e informarsi sia la prima forma di intervento.
Per questo motivo l'Erroneo vive in rete e si fa cartaceo a Catania, per questo su Catania sarà sempre aperto un osservatorio che riporterà in rete il dibattito e la documentazione, così come un obbiettivo resterà sempre puntato sull'Università.
Il giornale già ospita due sezioni permanenti dedicate alla scrittura creativa e alla fotografia, a cui si affiancano i progetti per una biblioteca e una pinacoteca virtuali. Poco virtuale e molto più pragmatica è la scelta de l'Erroneo di costituirsi in associazione. Il motivo è semplice: sappiamo che sul nostro territorio ci sono molte capacità che non possono essere espresse. Se non si è amici parenti o clienti i progetti restano morti, tutto avvizzisce perché qualcuno possa guadagnare senza sforzo con la svendita culturale. La prossima azione sarà quindi quella di restituirci un luogo collettivo dove le capacità possano unirsi e autorganizzarsi per diventare propositive.
Giornalismo, poesia, teatro, arti visive, cine digitale, musica e giocoleria sono gli ambiti in cui iniziamo a raccogliere adesioni e progetti, con la certezza di non avere padroni.

 

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