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16 Settembre
2001
Innanzi tutto vorremmo ringraziare le migliaia di lettori che hanno preso
la nostra mail "Diamo una possibilità alla pace" e l'hanno
incollata in centinaia di forum e rispedita a migliaia di amici. E' una
cosa che ci ha molto colpito e che alla fine ha imposto ad alcuni quotidiani
di riprendere a loro volta il testo, in alcuni casi mistificando gravemente...
Primo fra tutti il Corriere della Sera che e' arrivato a invertire
l'ordine delle frasi citate allo scopo di stravolgere il senso del nostro
discorso. Cosi' sono riusciti addirittura a titolare: Dario Fo e Franca
Rame:"Uccide piu' la speculazione", facendoci passare per persone
ciniche e senza nessun senso di umanità, alle quali poco importa
di tutti i morti di queste
orrende stragi. Ma e' tutto un balletto di imbrogli e il quadro, che sembrava
cosi' lineare, sta confondendosi sempre piu'.
Bush, dopo le prime dichiarazioni nelle quali parlava di "azioni
militari chirurgiche", ha cominciato a dare per scontato che in questa
guerra accadra' anche di sbagliare e quindi causare la morte di vittime
innocenti nella popolazione. Lo scenario futuro appare piu' che allarmante.
La Nato potrebbe colpire Afganistan e Irak. I russi potrebbero approfittare
della situazione per regolare i loro conti aperti con i ribelli musulmani
ceceni. Lo ha ipotizzato Alan Fridman in un dibattito televisivo e Caracciolo,
direttore di Limes, ha aggiunto che i cinesi potrebbero anch'essi cogliere
la palla al volo e usare la mano pesante con la loro minoranza musulmana
che e' gia' sul piede di guerra nel sud ovest di quel paese. L'India a
quel punto non avrebbe scrupoli a schiacciare l'opposizione musulmana
in Kashmir e noi aggiungiamo che anche Sharon, finalmente, avra' il via
libera per l'eliminazione di Arafat e cosi' si risolvera' la fastidiosa
questione palestinese. Insomma approfittando dell'orrore provocato dai
massacri di New York e del Pentagono potrebbero realizzare un regolamento
di conti generale con l'Islam, diventato ormai il nemico pubblico numero
uno. Il nuovo Impero del Male. A nessuno importa che i musulmani moderati
siano centinaia di milioni e siano addolorati quanto noi per l'ecatombe
di questa settimana. Gia negli Usa si picchiano gli arabi per strada e
si assaltano le moschee...
I teorici del terrore contro il terrore non si rendono conto che rischiano
di organizzare la piu' grande campagna di reclutamento di kamikaze islamici
che sia mai stata messa in opera.
Giulietto Chiesa, giornalista della Stampa, ha notato un aspetto non secondario
di tutta la vicenda. L'Afganistan e' uno dei primi produttori di oppio
del mondo. La droga, che viene esportata in Pakistan,
ha un valore stimato in miliardi di dollari, migliaia di miliardi di lire.
Un quantitativo di denaro enorme che viene ripulito nei paradisi fiscali
e reinvestito in speculazioni finanziarie e altre attivita' legali grazie
alla collaborazione di alcune delle piu' importanti banche del mondo.
E ora salta fuori che nei giorni immediatamente precedenti l'11 settembre
c'e' stato un crollo delle quotazioni delle assicurazioni Usa. Le stesse
che ora devono pagare i danni immensi provocati dalle esplosioni e dalla
paralisi economica che le ha seguite. Le autorità Usa hanno aperto
un'inchiesta e pare proprio che enormi gruppi finanziari fossero a conoscenza
del fatto che qualche cosa di terribile stava per succedere. E si sono
messi a svendere tutte le azioni che avevano in mano e a scommettere sul
crollo del settore.
Si può pensare al miliardario Bin Laden e ai soldi dell'oppio afghano
ma non bastano, in questa speculazione sulle azioni delle assicurazioni
si sono mosse quantita' di denaro ancora piu' grandi. Tanto
grandi che il crollo e' avvenuto prima degli attentati e non dopo.
E ora viene anche fuori che qualcuno nei servizi segreti Usa e Nato, sapeva
di un piano terroristico, si era a conoscenza anche del fatto che avrebbero
colpito intorno a settembre... E Bin Laden lo aveva annunciato in un'intervista
addirittura alcuni mesi fa: ci sarebbe stato "the big one" (il
grande evento) gli agenti speciali Usa stavano perfino pedinando alcuni
kamikaze, poi li hanno persi...
E non dimentichiamo che il terrorista che ha rivendicato i massacri con
una telefonata, per dimostrare di non essere il solito mitomane, ha fornito
un'informazione molto speciale: il nome in codice del presidente Usa.
Uno dei segreti teoricamente meglio custoditi del mondo, il nome in codice
viene cambiato oltretutto quasi quotidianamente. Come poteva saperlo?
Devono avere agganci perfino all'interno del
sistema di sicurezza di Bush...
Analizzando tutti questi elementi, la situazione ci appare molto piu'
complessa e contraddittoria di come ce la vogliono raccontare. Non sara'
possibile battere il terrorismo senza tagliare i ponti tra questo e la
grande finanza internazionale, senza chiudere il sistema di paradisi fiscali
e segreti bancari che fanno tanto comodo ai padroni del mondo.
Bonificare le zone grigie della finanza internazionale sarebbe uno straordinario
passo in avanti nella battaglia contro il terrorismo. Molto piu' efficace
che bombardare Kabul ma costerebbe qualche sacrificio anche alle grandi
multinazionali, alle grandi banche, ai grandi speculatori che nei paradisi
fiscali ci sguazzano. Se sparando a un terrorista colpisci per sbaglio
un bambino va bene. Ma di rischiare di colpire il portafoglio un banchiere
non se ne parla neanche.
La prima regola nel grande gioco è gioca con i fanti e lascia stare
i santi.
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