L'avvio è stato su un articolo di stampa sulla questione Amt.
"Un articolo, secondo me, emblematico di questa città. Io mi dissocio da questo modo di fare. Io ieri leggo le dichiarazioni dei sindacati contro il comportamento dell'Amt. C'era una dichiarazione molto pesante su come la Amt viene gestita, su quello che ha fatto il consiglio comunale, su quello che ha fatto l'amministrazione che ha aumentato i biglietti. Ma io mi chiedo: i sindacati non fanno parte del consiglio d'amministrazione dell'Amt, con loro rappresentanti? Se sì, io credo che abbiano il dovere di dimettersi, perchè se una persona dissente da qualcosa all'interno dell'organo di cui fa parte, credo che bisogna restituire il principio, una volta per tutte, che chi non è d'accordo scinde le responsabilità. Invece, questa è una strana città, dove si fa maggioranza e opposizione. Si va in consiglio d'amministrazione, perché il posto fa piacere a tutti, anche a me fa piacere il posto di assessore. Però, ad un certo momento, devo decidere: se sono assessore devo condividere la linea, se non la condivido non la posso attaccare e poi rimanere nell'organismo.
Ecco, allora, io ho voluto dimettermi proprio per dimostrare e ieri ho avuto la conferma che bisogna cambiare il metodo. Se si condivide la linea, si sta nel gruppo, se non si condivide la linea, con tutti gli affetti personali, si esce. Io ieri ho avuto un lunghissimo, affettuosissimo, colloquio con il sindaco e con gli assessori, ma la mia linea non è cambiata. Mi auguro che cambi quella dell'amministrazione. Che sia chiaro: la mia non è una critica all'amministrazione Scapagnini per quello che ha fatto, ma vorrei dire per quello che non ha fatto. Noi siamo stati -e mi ci metto anch'io- criticissimi nei confronti della precedente amministrazione e io confermo in pieno le critiche. Poi, quando qualcuno un giorno vuole parlare di commercio, io vi posso dimostrare cosa non è stato fatto negli ultimi dieci anni. Però, devo dire che questa amministrazione non ha rotto con il passato. Allora, Abbiamo a dirigere gli organismi chiave di questo comune le stesse identiche persone che hanno retto l'amministrazione precedente. Allora, io non dico che si debba fare come in America, con lo spoil-system, cioè li mandiamo tutti a casa, e cambiamo tutti, mi metto gli amici miei e poi se vado bene vado bene, se vado male etc, Però pensare che si possa governare e cambiare con gli stessi soggetti che hanno gestito di fatto amministrato, perché oggi il potere dei funzionari è spaventoso rispetto ai politici , è quanto meno impensabile. Noi abbiamo ancora una burocrazia che -secondo me- sarebbe meglio chiamare in alcuni casi gerontocrazia, che di fatto dirige ed amministra questo comune, dal bilancio in giù. Allora, secondo me, una grave colpa di questa amministrazione è quella di non aver cambiato. Questo è il primo grande punto di fondo. Noi dovevamo avere il coraggio di rompere col passato.
Seconda cosa. Io negli anni passati sono stato molto critico e lo sono ancora sul metodo con cui vengono gestite le gare a Catania. Io non dico che siano illegali, io non sono un giudice, ci mancherebbe altro, non è compito mio, però non abbiamo rotto con quel sistema. Quel sistema sta andando avanti, imperterrito, poi noi assessori, ogni tanto, ci impegniamo per cambiare alcune cose…"
Qual è questo sistema?
"Voi siete giornalisti e sapete che da come io scrivo una parola posso anche poi determinare. Se facendo una gara, io metto che il vincitore deve essere alto, biondo e con gli occhi azzurri, già ho ridotto la fascia. Se poi metto quello che zoppicava alla gamba destra, ho scritto anche il nome del vincitore. Allora, in certi casi, un eccesso di puntualità può diventare, involontariamente -ci mancherebbe altro, io penso sempre bene di tutti- un modo per indirizzare. Io questo, sia chiaro, non lo addebito a questa amministrazione, tutt'altro. Lo addebito alla precedente. Però non siamo riusciti a rompere con il passato. Alcuni esempi ci sono stati, ma sono esempi che vedono alcuni assessori, anche il sindaco in certi casi, combattere sulla singola battaglia, ma non siamo riusciti a cambiare il sistema. Questo è il grande problema. Poi, questi sistemi, all'improvviso, si possono rompere malamente. Allora, non posso continuare a dire che non condivido il sistema delle gare dei bagni chimici, per fare un esempio, e poi non trarne le dovute conseguenze. Dico i bagni chimici, ma potrei dirne un altro. Oppure il catering, altre cosettine. Non posso continuare a dire che non vanno. Purtroppo, vi sembrerà incredibile, ma noi assessori non abbiamo neppure il potere di modificarli, perché ormai il potere non è più politico in certe cose. Certi atti noi non li firmiamo più. Qualcuno crede che le licenze le dia l'assessore, ma non è così. Poi sulle grandi scelte: ieri, il sindaco mi diceva che abbiamo fatto tante cose nel commercio. E' vero ed è falso. Abbiamo rilanciato il centro commerciale che dormiva da oltre venti anni, ma poi la pratica ferma da cinque mesi perché deve essere nominato il responsabile amministrativo della procedura. Non lo deve firmare né l'assessore, né il sindaco. Cosa c'è? Non lo so, però sicuramente ci sono dei blocchi che impediscono a questa città di andare avanti. Andiamo deliberato come giunta -questo per dire che il potere politico poi la sua parte l'ha fatta- la partecipazione al consorzio dell'agroalimentare. Sono bastate quattro letterine su un giornale perché il consorzio agroalimentare si sia fermato e di fatto bloccato con il rischio fortissimo che Catania perda 55 miliardi. Allora, queste sono tutte cose che lasciano perplessi sulla volontà di cambiare e -ripeto- sono personalmente convinto che la volontà ci sia nel sindaco, in tutti -ma che di fatto non si riesca ad estrinsecare in un'opera vera e propria. Un ultimo esempio che -penso- sia significativo: mi riferisco a quella indegna polemica che si è scatenata sul Parco Primo Sole. Scusate il termine indegna, riferito a tutto e a tutti, di gente che non sapeva nemmeno cos'era Parco Primo Sole, ma sparava preventivamente contro. Perché? Perché in questa città sta ritornando con forza al governo chi dice: 'non dobbiamo fare niente se non lo faccio io o se non sono coinvolto'. Allora, visto che io sono liberista e libertario di formazione culturale, credo che, invece, chi vuole fare si faccia avanti, investa soldi e mi troverà sempre favorevole. Sono preoccupato di quelli che parlano dei progetti altrui, non propongono niente, vogliono entrare negli organismi direzionali senza investire. Io -ripeto- se c'è qualcuno che vuole investire, ieri come assessore, oggi come Confcommercio, mi avrebbe trovato al suo fianco. Io capivo benissimo le ragioni degli ambientalisti. Non mi trovavano d'accordo, assolutamente, però li capivo. Io non capisco le posizioni di altri che sparano su un progetto senza neppure averlo visto. Questo significa una vecchia mentalità. Recenti episodi lo hanno confermato. Il recente rinnovo del consiglio di amministrazione del mercato agroalimentare. Dico non è certo colpa del comune di Catania, perché non ha espresso -peraltro per una mia resistenza- il proprio candidato. Però, devo dire che, rispetto al precedente consiglio d'amministrazione, rilevo un abbassamento del livello. Questo lo devo affermare. Io capisco i dubbi del Presidente uscente, neoPresidente riconfermato, li capisco tutti, perché una cosa è girare in Ferrari una cosa è girare in 500. Ritengo che oggi si sia riandati ad una assoluta spartizione di tipo politico, mentre il precedente consiglio, pur essendo lo stesso spartitorio, però aveva delle personalità di indubbio livello. Parlo del Prof. Costa, di persona di espressione del gruppo Bianco, parlo di una dottoressa di cui non ricordo il nome che aveva una presenza ministeriale. Oggi, mi pare che, invece, il livello sinceramente si sia abbastanza abbassato."
Quando lei dice che ci sono persone che dicono "non dobbiamo fare niente se non lo faccio io" a chi si riferisce? A politici, amministratori, imprenditori, a chi?
"Amministratori no. Io devo dare atto a maggioranza e opposizione di aver lavorato con correttezza. Io ho dichiarato che mi avevano parlato dei consiglieri comunali come delle cose terribili, contro cui avrei dovuto lottare. Devo dire che in due anni ho avuto qualche richiesta serena, tranquilla, più che altro di vedere una pratica, mai di fare porcherie. Quindi, il mio giudizio sui consiglieri di maggioranza e opposizione è mediamente positivo. La stessa cosa per la giunta. Vi sembrerà incredibile, io dico sempre che in questa giunta nessun assessore mi ha chiesto un chiosco. E' una battuta, perché una delle richieste più forti di Catania è quella del chiosco. Tutti vogliono chioschi e io non ne ho dati. Questo è un segno di maturità. Io devo dire, invece, che in alcune forze sindacali e imprenditoriali non ho trovato questa collaborazione. Non ho ricevuto una sola proposta in due anni. Nessuna. Il vuoto. Ultimo punto, l'ho lasciato per ultimo perché è emblematico. Io ho apertamente dichiarato il mio dissenso al sindaco, il sindaco ha idee diverse, ma ci mancherebbe altro, se siamo sempre d'accordo. Io non sono assolutamente contento di come il rappresentante del comune all'interno della 'Sac srl' dell'aeroporto ha operato, in quanto, a mio parere, è stato garante di una gestione diciamo non buona. Poi, se è illegale o meno lo dirà la magistratura, non è compito mio fare il giudice. E' Fanti. Io trovo che la gestione di questa società sia stata certamente non buona, trovo che il ruolo svolto dal rappresentante del comune sia non buono. Mi differenzio assolutamente dalla visione del sindaco. Il tempo dirà chi aveva ragione. Vedremo se quello che prossimamente racconteremo sul caso 'Sac' è vero o non è vero. Di tutte queste io puntualmente ho avvertito l'amministrazione, su tutte queste cose non ho avuto risposte. E' incredibile che dopo tre mesi noi non siamo riusciti ad andare in consiglio con lo spostamento del mercato agroalimentare, nel frattempo Torino e Roma hanno deliberato. Catania non ci riesce, nonostante che tutte le commissioni competenti abbiano deliberato favorevolmente. E' incredibile che un atto deliberativo che si può fare in un pomeriggio, in una sera, dove io sono convinto che la stessa opposizione non avrebbe granchè da ridire, perché non vedo cosa si possa trovare da ridire su un investimento in cui il comune di Catania non spende mille lire…."
E con l'opposizione?
"Io detto che ho sempre avuto un sereno rapporto con l'opposizione, perché con l'opposizione mi sono confrontato soprattutto in commissione su questi grandi temi e non ho mai trovato posizioni preconcette o aggressive. Voi noterete che su tutti i tre grandi progetti, centro commerciale all'ingrosso, mercato agroalimentare e parco Primo Sole, l'opposizione noi non l'abbiamo avuta contro, anzi, in commissione, ha anche collaborato. Possiamo aver avuto dei distinguo, possiamo aver avuto delle battute, l'opposizione mi ha chiesto dei documenti, glieli ho costantemente forniti, ma abbiamo collaborato, non abbiamo avuto l'opposizione contro. Evidentemente bastano tre lettere su un giornale o una letterina mandata così per bloccare un sistema. Io vorrei avere un confronto su queste cose e poi vedremo chi ha ragione e chi ha torto. Allora, quando in una città di fatto vengono bloccati dei progetti che comportano investimenti, lira più lira meno, intorno ai mille miliardi e che creerebbero-nessuno me lo può smentire- almeno mille posti di lavoro aggiuntivi, oltre a quelli dell'edilizia, c'è qualcosa che mi preoccupa. Sono convinto che non sia nella volontà di questa giunta, però qualcosa c'è di strano. Non sono contento del modo in cui lavora 'InvestiaCatania', l'ho detto pubblicamente, nel modo più chiaro e più palese. Ritengo che 'InvestiaCatania'abbia completamente perso il contatto con l'imprenditoria. Il fatto che 13 organizzazioni di categoria abbiano mandato una lettera ufficiale un mese e mezzo fa all'amministrazione, dicendo che volevano un confronto su 'InvestiaCatania' è significativo. Poi -taglia corto- qualcuno ha detto che sono le 13 organizzazioni di categoria amiche dell'assessore Agen. Può anche darsi, evidentemente ho tanti amici. Quindi, io credo che si sia fondamentalmente la volontà di cambiare, ma è incredibile che in un'amministrazione in cui andiamo tutti d'accordo, perché non c'è stato un solo scontro all'interno della giunta, serio, in due anni non riesca a produrre queste minime cose"
E allora dov'è il problema? Mancanza di coraggio o incapacità della giunta?
"Secondo me c'è una incapacità di cambiare. Sono convinto che ci sia un eccesso di buonismo. Io, forse, venendo dal privato sono abituato al principio che se un mio capo-servizio non funzionava o lo retrocedevo o lo mandavo a casa. Forse sono esagerato, i sindacati diranno che violo l'articolo 18, però nei sindacati non vale, quindi non vale nemmeno per me nella Confcommercio, siamo esenti. Però dico: alla fine, se non si danno dei segnali forti di cambiamento, si demotiva chi vuole cambiare e si garantisce quella che io definisco la gerontocrazia, che di fatto ha ovattato questa città, bloccando tutto e fermando tutto. Avete letto il bilancio di quest'anno? Io sono rimasto perplesso. Voi giornalisti avete attaccato e -fate il vostro mestiere, io lo trovo abbastanza giusto, con battutine varie- il fatto che il sindaco avesse due miliardi per un proprio fondo personale. Io vi dico una cosa: il grave è che fosse scritto chiaro. Nelle precedenti amministrazioni il sindaco non aveva due miliardi, ne aveva quattro, ne aveva cinque, ne aveva sei, ma erano messi con voci che non era così facile capire. Magari c'era un fondo -andate ad indagare- che si chiamava 'Catania, Etna Valley', un miliardo, mai usato, non si poteva usare e poi al momento buono ci si attingeva. In questo bilancio, invece, è' stato -se mi permettete- massacrato il sindaco mettendo palesemente che il sindaco ha a disposizione due miliardi. Ma qual è il sindaco in Italia che non ha a disposizione due miliardi? Sono che non sono così perversi, in alcuni casi, dall'evidenziarlo. Si tratta di veri e propri agguati compiuti nei confronti di questa amministrazione compiuti da qualcuno"
Chi è questo qualcuno?
"Ho parlato di gerontocrazia, che volete nomi e cognomi? Ne faccio quattro o cinque."
Ma il sindaco ha gli strumenti per operare e non li vuole attivare?
"Io credo che la vera grande colpa del nostro sindaco è di essere un buonista. Io vengo dal privato: un capo deve o farsi amare o farmi temere. Io credo che la nostra amministrazione non sia né amata né temuta. Questo è il nostro limite."
C'è l'ha con i funzionari?
"C'è l'ho con alcuni funzionari. Sono convinto che ci sia una grande parte di gente in gamba e abile, che di fatto viene bloccata e che oltre tutto è rimasta anche sconfortata. Io sono convinto che in moltissimi dipendenti comunali ci sia lo sconforto per il cambiamento che non c'è stato.
Se ve lo dico, è perché io sono uno di quelli che gira. Ho fatto l'assessore per strada e guardate che questa impressione noi l'abbiamo anche alla cittadinanza, cioè di non aver rotto con il passato e la cittadinanza ce lo rinfaccia: 'ci sono sempre le stesse facce'. "
Forse questo è stato il prezzo politico per aver vinto?
"Io sono convinto che noi non abbiamo dovuto pagare nessun prezzo politico. Abbiamo un potere enorme, una maggioranza enorme e avevamo un consenso enorme. Oggi sono convinto che c'è l'abbiamo un pochino meno, me non per le cose che abbiamo fatto, ma per quello che non è stato fatto. Io vi sfido a dire una delle cose che abbiamo fatto, dalle rotatorie per cui ci prendete in giro tutti che sono bellissime e grazie alle quali in moltissimi posti della città non ci sono più incidenti mortali."
I funzionari stanno facendo questo per motivi di potere personale, perchè sono un relitto di altre fronde politiche che voi non avete mandato via o per un fatto tecnico, perché sono loro che devono firmare?
"Per tutte le tre cose messe assieme. Io capisco che il funzionario che deve firmare ha delle responsabilità e quindi è giusto che stia ben attento. Non mi permetterei mai di forzare la mano ad un funzionario. Sono convinto che in alcuni casi ci sia un eccesso di potere, sono convinto che ci siano retaggi del passato, sono convinto che ci sia soprattutto una certa gerontocrazia".
Altri appunti?
"Nel settore dei servizi sociali non abbiamo avviato una impopolare opera di ripulitura delle prestazioni. Io sono assolutamente convinto che a Catania esista una microarea di parassiti, che operano abusivamente, che traggono tutti i vantaggi da questo abusivismo ricevendo sovvenzioni, vantaggi, non pagando ticket. Nello specifico, nel mondo del commercio, per citarne uno, io mi chiedo perché quando intercetto duecento abusivi, solo 52, avendogli promesso il posto, di mettersi in regola. Evidentemente, ce ne sono 148 che hanno dei vantaggi per persistere nel settore dell'abusivismo. Io credo che un'amministrazione di centro-destra debba avere il coraggio di fare pulizia. Certamente perderemmo mille voti. Non l'abbiamo fatta, non l'ha fatta nessuno prima di noi. Abbiamo continuato con il vecchio sistema"
Gli unici margini di manovra, allora, passano forse dai consulenti?
"Un'altra cosa su cui dissento sono i consulenti, perché i consulenti -secondo me- sono la risposta sbagliata ad un problema non affrontato. Noi abbiamo detto nella nostra campagna elettorale che avremmo valorizzato le risorse interne. Significava che cambiavano. Nel momento in cui non cambiamo e chiamiamo risorse interne siamo venuti meno al nostro impegno. Credo di aver dato un segnale. Io come assessore, per regolamento comunale, ho diritto a nominarmi due esperti, il famoso staff. Io non ho nominato lo staff. Eppure, credetemi: due ragazzi laureati amici a cui regalare una cinquantina di milioni all'anno c'è li ho anch' io. Non li ho nominati, perché ero convinto che all'interno del mio assessorato, con tutti i suoi difetti, ci fossero delle risorse umane tali da crescere anche senza i due staff. Invece, mi sono battuto per avere le posizioni organizzative, sono partito da due ho cinque a cinque. Sono delle promozioni a chi se le merita. Io trovo che questa fosse la metodologia. Non sono per i consulenti."
Esiste anche una questione politica?
"Credo che due anni fa ci fosse stato un accordo politico per cambiare modo di amministrare fra la Confcommercio e Forza Italia. Io non ero assessore, io ero l'assessore del gruppo imprenditoriale che poi aveva in Confcommercio una delle organizzazioni, non l'unica. Devo dire che questo accordo fra il mondo della nostra organizzazione, che io rappresentavo e una parte di Forza Italia, quella che io definisco 'sgradevole', si è rotto. Mi pare evidente, tant'è che per il 2 maggio è convocata la giunta dell'Ascom che deciderà cosa fare. Quando dico la parte 'sgradevole' di Forza Italia, chiarisco che non esiste una Forza Italia, perché io, in due anni, non ho mai avuto l'onore e il piacere di essere riunito né dal segretario provinciale né dal segretario comunale di Forza Italia. Esistono? Non lo so. Io ho letto solo sui giornali di presunti riunioni per presunti rimpasti, per presunti allargamenti, per presunti sottogoverni. Io non li ho mai incontrati. Non sono chi siano, non mi hanno mai chiesto niente, non mi hanno mai detto quale era l'indirizzo di Forza Italia per certi versi è stato un bene così ho fatto quello che volevo per certi altri è preoccupante. Non ha riguardato solo l'assessore Pietro Agen, ha riguardato gli assessori di Forza Italia, che non sono mai stati riuniti in due anni."
La storia del "rimpasto" ha influito sulla sua decisione?
"Io mi ero dimesso dopo quattro mesi di assessorato, mi ero ridimesso dopo un anno e le seconde dimissioni rientrarono per un intervento diretto del Presidente nazionale di Confcommercio. Io andai a Roma assieme il sindaco Scapagnini per rinsaldare la nostra alleanza in sede nazionale di Confcommercio. Solo per quello ritirai le dimissioni già un anno fa e allora non si parlava di rimpasto. Poi posso garantire che ho avuto, ho pressioni da tutte le forze politiche, esclusa una, non è Forza Italia. Non diciamo che l'on. Firrarello è Forza Italia, sarebbe triste per Forza Italia. Allora, credo di avere avuto un solo vero nemico e me ne vanto, perché anche questo è segno di cambiamento. Essere nemici dell'on. Firrarello credo che mi qualifichi nei confronti di una fascia di opinione pubblica che mi apprezza. Il perché non lo so. Provate a chiedervelo."
Con le sue dimissioni che fine faranno progetti come quello del Parco Primo Sole?
"Io personalmente lo continuerò a difendere da un'altra posizione. Lancio solo una sfida da oggi a domani Fino ad oggi io vi sfido a trovare una sola persona a Catania, dal progetto di duecento miliardi al progetto di due milioni, il chiosco, che negli ultimi due anni si sia sentito chiedere: un posto di lavoro, un subappalto, un subincarico, una consulenza o un chiosco. Allora, se il mio assessorato, in questi due anni, ha fatto una di queste cose, per favore, svolgete un'indagine e mettetelo in prima pagina. Poi continuate a chiedete se non si rifà da domani in poi. Evidentemente, a qualcuno il mio metodo non andava bene a qualcuno. Il mio vanto è di aver lanciato iniziative per complessivi investimenti verso i mille miliardi e a sfidare a qualcuno a vedere se io , i miei funzionari o i miei amici hanno chiesto lire una, direttamente o indirettamente. In due anni Confcommercio non ha avuto nulla. Questo per me è un vanto".
Dopo le sue dimissioni cosa farà Confcommercio nei confronti di questa amministrazione?
"Si batterà perché si facciano le cose. Io chiederò che questa amministrazione stia attenta a ciò che avviene. E' comunque una questione di efficienza non di trasparenza. Io non ho mai parlato di scarsa trasparenza, ho detto che esistono dei lati oscuri nell'amministrazione, che non coinvolgono la classe politica sui cui mi riservo, come abbiamo fatto sull'aeroporto, di presentare, laddove ne riesca ad acquisire tutte le documentazioni, degli esposti alla magistratura."
Cosa non la convince sull'aeroporto?
"Cosa facciamo? Facciamo una conferenza stampa sull'aeroporto? Non mi convince che l'aeroporto di Catania che ha lo stesso movimento passeggeri di Venezia, che ne ha più di Palermo, chiuda con bilanci deficitari di fatto, perché si è fatto quadrare il bilancio con un artificio. Di contro si diano promozioni retroattive al 1 gennaio 2001 ad alcune persone, di contro non si facciano le gare per affidare i servizi che vengono gestiti con un sistema che secondo me, merita l'attenzione della magistratura. Su questo non ho dubbi. Un uomo di Confcommercio, il dott. Barberi, ha presentato un esposto, credo che molto presto ne presenteremo un altro, più ampio, più dettagliato. Io, una volta, ho dichiarato che se volete capire sull'aeroporto di Catania, indagate sulle subconcessioni. Qualcuno ha detto che era un messaggio mafioso. Io non riesco a capire perché dire la verità sia messaggio mafioso. Allora, visto che sulle subconcessioni all'aeroporto di Catania non si fanno gare da dieci anni, allora, mi pare chiaro cosa sono venuto a dire. Che si devono fare le gare. Dopo di che se le gare sono fatte bene, chi le vince le vince, io sono l'uomo più felice della Terra. Mi pare evidente che le gare si devono fare. A Catania non si fanno e questo è preoccupante. Anche perché poi basta andare a leggere tutte queste cose e ci si accorge che le mancate gare dell'aeroporto significa minore incassi per -occhio e croce- due miliardi. Pensate il mio terribile imbarazzo per la scoperta che il bar del Terminal 2 all'aeroporto è abusivo. Il fatto drammatico è che questo bar abusivo è stato aperto da una società che è controllata dalle Camere di Commercio, che sono le garanti della legalità. E' terrificante. Poi, che ci sia conflitto d'interessi, se poi volete lo dite voi, io non l'ho detto. Il conflitto d'interessi non riguarda solo Berlusconi, riguarda tutti, anche me se ho degli interessi in conflitto. Però in questa città non si dice. In questa città, nei giorni scorsi, ho letto un articolo in cui si parlava dei 'dissidenti' della Camera di Commercio. Non i 'dissidenti' della Camera di Commercio, la maggioranza dei consiglieri della Camera di Commercio, che è una cosa diversa. I 'dissidenti' sono i pochi, la maggioranza sono i tanti. Quando diciotto consiglieri su trentadue chiedono di discutere in Camera di Commercio di aeroporto e non si discute…. La verità è che c'è una corsa all'omogeneizzazione dell'aeroporto all'interno del quale il rappresentante del comune, secondo me, non fa il suo dovere, perché, secondo me, l'uomo del comune deve essere garante della correttezza, della legalità, della trasparenza. Questi sono i motivi di dissenso e sono dissensi forti, non è buonismo, tutt'altro.

marco benanti
Pietro Agen se ne è andato: dal 13 maggio prossimo, dopo l'adunata nazionale degli alpini, non fa più parte della giunta Scapagnini. Ha lasciato le attività produttive ed è tornato in Confcommercio. Per spiegarne i motivi, ha incontrato, il 29 aprile scorso, i giornalisti. Questo è il testo pressoché integrale della conferenza stampa.

 

a cura di Marco Benanti

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