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L'avvio
è stato su un articolo di stampa sulla questione Amt.
"Un articolo, secondo me, emblematico di questa città. Io
mi dissocio da questo modo di fare. Io ieri leggo le dichiarazioni dei
sindacati contro il comportamento dell'Amt. C'era una dichiarazione molto
pesante su come la Amt viene gestita, su quello che ha fatto il consiglio
comunale, su quello che ha fatto l'amministrazione che ha aumentato i
biglietti. Ma io mi chiedo: i sindacati non fanno parte del consiglio
d'amministrazione dell'Amt, con loro rappresentanti? Se sì, io
credo che abbiano il dovere di dimettersi, perchè se una persona
dissente da qualcosa all'interno dell'organo di cui fa parte, credo che
bisogna restituire il principio, una volta per tutte, che chi non è
d'accordo scinde le responsabilità. Invece, questa è una
strana città, dove si fa maggioranza e opposizione. Si va in consiglio
d'amministrazione, perché il posto fa piacere a tutti, anche a
me fa piacere il posto di assessore. Però, ad un certo momento,
devo decidere: se sono assessore devo condividere la linea, se non la
condivido non la posso attaccare e poi rimanere nell'organismo.
Ecco, allora, io ho voluto dimettermi proprio per dimostrare e ieri ho
avuto la conferma che bisogna cambiare il metodo. Se si condivide la linea,
si sta nel gruppo, se non si condivide la linea, con tutti gli affetti
personali, si esce. Io ieri ho avuto un lunghissimo, affettuosissimo,
colloquio con il sindaco e con gli assessori, ma la mia linea non è
cambiata. Mi auguro che cambi quella dell'amministrazione. Che sia chiaro:
la mia non è una critica all'amministrazione Scapagnini per quello
che ha fatto, ma vorrei dire per quello che non ha fatto. Noi siamo stati
-e mi ci metto anch'io- criticissimi nei confronti della precedente amministrazione
e io confermo in pieno le critiche. Poi, quando qualcuno un giorno vuole
parlare di commercio, io vi posso dimostrare cosa non è stato fatto
negli ultimi dieci anni. Però, devo dire che questa amministrazione
non ha rotto con il passato. Allora, Abbiamo a dirigere gli organismi
chiave di questo comune le stesse identiche persone che hanno retto l'amministrazione
precedente. Allora, io non dico che si debba fare come in America, con
lo spoil-system, cioè li mandiamo tutti a casa, e cambiamo tutti,
mi metto gli amici miei e poi se vado bene vado bene, se vado male etc,
Però pensare che si possa governare e cambiare con gli stessi soggetti
che hanno gestito di fatto amministrato, perché oggi il potere
dei funzionari è spaventoso rispetto ai politici , è quanto
meno impensabile. Noi abbiamo ancora una burocrazia che -secondo me- sarebbe
meglio chiamare in alcuni casi gerontocrazia, che di fatto dirige ed amministra
questo comune, dal bilancio in giù. Allora, secondo me, una grave
colpa di questa amministrazione è quella di non aver cambiato.
Questo è il primo grande punto di fondo. Noi dovevamo avere il
coraggio di rompere col passato.
Seconda cosa. Io negli anni passati sono stato molto critico e lo sono
ancora sul metodo con cui vengono gestite le gare a Catania. Io non dico
che siano illegali, io non sono un giudice, ci mancherebbe altro, non
è compito mio, però non abbiamo rotto con quel sistema.
Quel sistema sta andando avanti, imperterrito, poi noi assessori, ogni
tanto, ci impegniamo per cambiare alcune cose
"
Qual è questo sistema?
"Voi siete giornalisti e sapete che da come io scrivo una parola
posso anche poi determinare. Se facendo una gara, io metto che il vincitore
deve essere alto, biondo e con gli occhi azzurri, già ho ridotto
la fascia. Se poi metto quello che zoppicava alla gamba destra, ho scritto
anche il nome del vincitore. Allora, in certi casi, un eccesso di puntualità
può diventare, involontariamente -ci mancherebbe altro, io penso
sempre bene di tutti- un modo per indirizzare. Io questo, sia chiaro,
non lo addebito a questa amministrazione, tutt'altro. Lo addebito alla
precedente. Però non siamo riusciti a rompere con il passato. Alcuni
esempi ci sono stati, ma sono esempi che vedono alcuni assessori, anche
il sindaco in certi casi, combattere sulla singola battaglia, ma non siamo
riusciti a cambiare il sistema. Questo è il grande problema. Poi,
questi sistemi, all'improvviso, si possono rompere malamente. Allora,
non posso continuare a dire che non condivido il sistema delle gare dei
bagni chimici, per fare un esempio, e poi non trarne le dovute conseguenze.
Dico i bagni chimici, ma potrei dirne un altro. Oppure il catering, altre
cosettine. Non posso continuare a dire che non vanno. Purtroppo, vi sembrerà
incredibile, ma noi assessori non abbiamo neppure il potere di modificarli,
perché ormai il potere non è più politico in certe
cose. Certi atti noi non li firmiamo più. Qualcuno crede che le
licenze le dia l'assessore, ma non è così. Poi sulle grandi
scelte: ieri, il sindaco mi diceva che abbiamo fatto tante cose nel commercio.
E' vero ed è falso. Abbiamo rilanciato il centro commerciale che
dormiva da oltre venti anni, ma poi la pratica ferma da cinque mesi perché
deve essere nominato il responsabile amministrativo della procedura. Non
lo deve firmare né l'assessore, né il sindaco. Cosa c'è?
Non lo so, però sicuramente ci sono dei blocchi che impediscono
a questa città di andare avanti. Andiamo deliberato come giunta
-questo per dire che il potere politico poi la sua parte l'ha fatta- la
partecipazione al consorzio dell'agroalimentare. Sono bastate quattro
letterine su un giornale perché il consorzio agroalimentare si
sia fermato e di fatto bloccato con il rischio fortissimo che Catania
perda 55 miliardi. Allora, queste sono tutte cose che lasciano perplessi
sulla volontà di cambiare e -ripeto- sono personalmente convinto
che la volontà ci sia nel sindaco, in tutti -ma che di fatto non
si riesca ad estrinsecare in un'opera vera e propria. Un ultimo esempio
che -penso- sia significativo: mi riferisco a quella indegna polemica
che si è scatenata sul Parco Primo Sole. Scusate il termine indegna,
riferito a tutto e a tutti, di gente che non sapeva nemmeno cos'era Parco
Primo Sole, ma sparava preventivamente contro. Perché? Perché
in questa città sta ritornando con forza al governo chi dice: 'non
dobbiamo fare niente se non lo faccio io o se non sono coinvolto'. Allora,
visto che io sono liberista e libertario di formazione culturale, credo
che, invece, chi vuole fare si faccia avanti, investa soldi e mi troverà
sempre favorevole. Sono preoccupato di quelli che parlano dei progetti
altrui, non propongono niente, vogliono entrare negli organismi direzionali
senza investire. Io -ripeto- se c'è qualcuno che vuole investire,
ieri come assessore, oggi come Confcommercio, mi avrebbe trovato al suo
fianco. Io capivo benissimo le ragioni degli ambientalisti. Non mi trovavano
d'accordo, assolutamente, però li capivo. Io non capisco le posizioni
di altri che sparano su un progetto senza neppure averlo visto. Questo
significa una vecchia mentalità. Recenti episodi lo hanno confermato.
Il recente rinnovo del consiglio di amministrazione del mercato agroalimentare.
Dico non è certo colpa del comune di Catania, perché non
ha espresso -peraltro per una mia resistenza- il proprio candidato. Però,
devo dire che, rispetto al precedente consiglio d'amministrazione, rilevo
un abbassamento del livello. Questo lo devo affermare. Io capisco i dubbi
del Presidente uscente, neoPresidente riconfermato, li capisco tutti,
perché una cosa è girare in Ferrari una cosa è girare
in 500. Ritengo che oggi si sia riandati ad una assoluta spartizione di
tipo politico, mentre il precedente consiglio, pur essendo lo stesso spartitorio,
però aveva delle personalità di indubbio livello. Parlo
del Prof. Costa, di persona di espressione del gruppo Bianco, parlo di
una dottoressa di cui non ricordo il nome che aveva una presenza ministeriale.
Oggi, mi pare che, invece, il livello sinceramente si sia abbastanza abbassato."
Quando lei dice che ci sono persone che dicono "non dobbiamo fare
niente se non lo faccio io" a chi si riferisce? A politici, amministratori,
imprenditori, a chi?
"Amministratori no. Io devo dare atto a maggioranza e opposizione
di aver lavorato con correttezza. Io ho dichiarato che mi avevano parlato
dei consiglieri comunali come delle cose terribili, contro cui avrei dovuto
lottare. Devo dire che in due anni ho avuto qualche richiesta serena,
tranquilla, più che altro di vedere una pratica, mai di fare porcherie.
Quindi, il mio giudizio sui consiglieri di maggioranza e opposizione è
mediamente positivo. La stessa cosa per la giunta. Vi sembrerà
incredibile, io dico sempre che in questa giunta nessun assessore mi ha
chiesto un chiosco. E' una battuta, perché una delle richieste
più forti di Catania è quella del chiosco. Tutti vogliono
chioschi e io non ne ho dati. Questo è un segno di maturità.
Io devo dire, invece, che in alcune forze sindacali e imprenditoriali
non ho trovato questa collaborazione. Non ho ricevuto una sola proposta
in due anni. Nessuna. Il vuoto. Ultimo punto, l'ho lasciato per ultimo
perché è emblematico. Io ho apertamente dichiarato il mio
dissenso al sindaco, il sindaco ha idee diverse, ma ci mancherebbe altro,
se siamo sempre d'accordo. Io non sono assolutamente contento di come
il rappresentante del comune all'interno della 'Sac srl' dell'aeroporto
ha operato, in quanto, a mio parere, è stato garante di una gestione
diciamo non buona. Poi, se è illegale o meno lo dirà la
magistratura, non è compito mio fare il giudice. E' Fanti. Io trovo
che la gestione di questa società sia stata certamente non buona,
trovo che il ruolo svolto dal rappresentante del comune sia non buono.
Mi differenzio assolutamente dalla visione del sindaco. Il tempo dirà
chi aveva ragione. Vedremo se quello che prossimamente racconteremo sul
caso 'Sac' è vero o non è vero. Di tutte queste io puntualmente
ho avvertito l'amministrazione, su tutte queste cose non ho avuto risposte.
E' incredibile che dopo tre mesi noi non siamo riusciti ad andare in consiglio
con lo spostamento del mercato agroalimentare, nel frattempo Torino e
Roma hanno deliberato. Catania non ci riesce, nonostante che tutte le
commissioni competenti abbiano deliberato favorevolmente. E' incredibile
che un atto deliberativo che si può fare in un pomeriggio, in una
sera, dove io sono convinto che la stessa opposizione non avrebbe granchè
da ridire, perché non vedo cosa si possa trovare da ridire su un
investimento in cui il comune di Catania non spende mille lire
."
E con l'opposizione?
"Io detto che ho sempre avuto un sereno rapporto con l'opposizione,
perché con l'opposizione mi sono confrontato soprattutto in commissione
su questi grandi temi e non ho mai trovato posizioni preconcette o aggressive.
Voi noterete che su tutti i tre grandi progetti, centro commerciale all'ingrosso,
mercato agroalimentare e parco Primo Sole, l'opposizione noi non l'abbiamo
avuta contro, anzi, in commissione, ha anche collaborato. Possiamo aver
avuto dei distinguo, possiamo aver avuto delle battute, l'opposizione
mi ha chiesto dei documenti, glieli ho costantemente forniti, ma abbiamo
collaborato, non abbiamo avuto l'opposizione contro. Evidentemente bastano
tre lettere su un giornale o una letterina mandata così per bloccare
un sistema. Io vorrei avere un confronto su queste cose e poi vedremo
chi ha ragione e chi ha torto. Allora, quando in una città di fatto
vengono bloccati dei progetti che comportano investimenti, lira più
lira meno, intorno ai mille miliardi e che creerebbero-nessuno me lo può
smentire- almeno mille posti di lavoro aggiuntivi, oltre a quelli dell'edilizia,
c'è qualcosa che mi preoccupa. Sono convinto che non sia nella
volontà di questa giunta, però qualcosa c'è di strano.
Non sono contento del modo in cui lavora 'InvestiaCatania', l'ho detto
pubblicamente, nel modo più chiaro e più palese. Ritengo
che 'InvestiaCatania'abbia completamente perso il contatto con l'imprenditoria.
Il fatto che 13 organizzazioni di categoria abbiano mandato una lettera
ufficiale un mese e mezzo fa all'amministrazione, dicendo che volevano
un confronto su 'InvestiaCatania' è significativo. Poi -taglia
corto- qualcuno ha detto che sono le 13 organizzazioni di categoria amiche
dell'assessore Agen. Può anche darsi, evidentemente ho tanti amici.
Quindi, io credo che si sia fondamentalmente la volontà di cambiare,
ma è incredibile che in un'amministrazione in cui andiamo tutti
d'accordo, perché non c'è stato un solo scontro all'interno
della giunta, serio, in due anni non riesca a produrre queste minime cose"
E allora dov'è il problema? Mancanza di coraggio o incapacità
della giunta?
"Secondo me c'è una incapacità di cambiare. Sono convinto
che ci sia un eccesso di buonismo. Io, forse, venendo dal privato sono
abituato al principio che se un mio capo-servizio non funzionava o lo
retrocedevo o lo mandavo a casa. Forse sono esagerato, i sindacati diranno
che violo l'articolo 18, però nei sindacati non vale, quindi non
vale nemmeno per me nella Confcommercio, siamo esenti. Però dico:
alla fine, se non si danno dei segnali forti di cambiamento, si demotiva
chi vuole cambiare e si garantisce quella che io definisco la gerontocrazia,
che di fatto ha ovattato questa città, bloccando tutto e fermando
tutto. Avete letto il bilancio di quest'anno? Io sono rimasto perplesso.
Voi giornalisti avete attaccato e -fate il vostro mestiere, io lo trovo
abbastanza giusto, con battutine varie- il fatto che il sindaco avesse
due miliardi per un proprio fondo personale. Io vi dico una cosa: il grave
è che fosse scritto chiaro. Nelle precedenti amministrazioni il
sindaco non aveva due miliardi, ne aveva quattro, ne aveva cinque, ne
aveva sei, ma erano messi con voci che non era così facile capire.
Magari c'era un fondo -andate ad indagare- che si chiamava 'Catania, Etna
Valley', un miliardo, mai usato, non si poteva usare e poi al momento
buono ci si attingeva. In questo bilancio, invece, è' stato -se
mi permettete- massacrato il sindaco mettendo palesemente che il sindaco
ha a disposizione due miliardi. Ma qual è il sindaco in Italia
che non ha a disposizione due miliardi? Sono che non sono così
perversi, in alcuni casi, dall'evidenziarlo. Si tratta di veri e propri
agguati compiuti nei confronti di questa amministrazione compiuti da qualcuno"
Chi è questo qualcuno?
"Ho parlato di gerontocrazia, che volete nomi e cognomi? Ne faccio
quattro o cinque."
Ma il sindaco ha gli strumenti per operare e non li vuole attivare?
"Io credo che la vera grande colpa del nostro sindaco è di
essere un buonista. Io vengo dal privato: un capo deve o farsi amare o
farmi temere. Io credo che la nostra amministrazione non sia né
amata né temuta. Questo è il nostro limite."
C'è l'ha con i funzionari?
"C'è l'ho con alcuni funzionari. Sono convinto che ci sia
una grande parte di gente in gamba e abile, che di fatto viene bloccata
e che oltre tutto è rimasta anche sconfortata. Io sono convinto
che in moltissimi dipendenti comunali ci sia lo sconforto per il cambiamento
che non c'è stato.
Se ve lo dico, è perché io sono uno di quelli che gira.
Ho fatto l'assessore per strada e guardate che questa impressione noi
l'abbiamo anche alla cittadinanza, cioè di non aver rotto con il
passato e la cittadinanza ce lo rinfaccia: 'ci sono sempre le stesse facce'.
"
Forse questo è stato il prezzo politico per aver vinto?
"Io sono convinto che noi non abbiamo dovuto pagare nessun prezzo
politico. Abbiamo un potere enorme, una maggioranza enorme e avevamo un
consenso enorme. Oggi sono convinto che c'è l'abbiamo un pochino
meno, me non per le cose che abbiamo fatto, ma per quello che non è
stato fatto. Io vi sfido a dire una delle cose che abbiamo fatto, dalle
rotatorie per cui ci prendete in giro tutti che sono bellissime e grazie
alle quali in moltissimi posti della città non ci sono più
incidenti mortali."
I funzionari stanno facendo questo per motivi di potere personale, perchè
sono un relitto di altre fronde politiche che voi non avete mandato via
o per un fatto tecnico, perché sono loro che devono firmare?
"Per tutte le tre cose messe assieme. Io capisco che il funzionario
che deve firmare ha delle responsabilità e quindi è giusto
che stia ben attento. Non mi permetterei mai di forzare la mano ad un
funzionario. Sono convinto che in alcuni casi ci sia un eccesso di potere,
sono convinto che ci siano retaggi del passato, sono convinto che ci sia
soprattutto una certa gerontocrazia".
Altri appunti?
"Nel settore dei servizi sociali non abbiamo avviato una impopolare
opera di ripulitura delle prestazioni. Io sono assolutamente convinto
che a Catania esista una microarea di parassiti, che operano abusivamente,
che traggono tutti i vantaggi da questo abusivismo ricevendo sovvenzioni,
vantaggi, non pagando ticket. Nello specifico, nel mondo del commercio,
per citarne uno, io mi chiedo perché quando intercetto duecento
abusivi, solo 52, avendogli promesso il posto, di mettersi in regola.
Evidentemente, ce ne sono 148 che hanno dei vantaggi per persistere nel
settore dell'abusivismo. Io credo che un'amministrazione di centro-destra
debba avere il coraggio di fare pulizia. Certamente perderemmo mille voti.
Non l'abbiamo fatta, non l'ha fatta nessuno prima di noi. Abbiamo continuato
con il vecchio sistema"
Gli unici margini di manovra, allora, passano forse dai consulenti?
"Un'altra cosa su cui dissento sono i consulenti, perché i
consulenti -secondo me- sono la risposta sbagliata ad un problema non
affrontato. Noi abbiamo detto nella nostra campagna elettorale che avremmo
valorizzato le risorse interne. Significava che cambiavano. Nel momento
in cui non cambiamo e chiamiamo risorse interne siamo venuti meno al nostro
impegno. Credo di aver dato un segnale. Io come assessore, per regolamento
comunale, ho diritto a nominarmi due esperti, il famoso staff. Io non
ho nominato lo staff. Eppure, credetemi: due ragazzi laureati amici a
cui regalare una cinquantina di milioni all'anno c'è li ho anch'
io. Non li ho nominati, perché ero convinto che all'interno del
mio assessorato, con tutti i suoi difetti, ci fossero delle risorse umane
tali da crescere anche senza i due staff. Invece, mi sono battuto per
avere le posizioni organizzative, sono partito da due ho cinque a cinque.
Sono delle promozioni a chi se le merita. Io trovo che questa fosse la
metodologia. Non sono per i consulenti."
Esiste anche una questione politica?
"Credo che due anni fa ci fosse stato un accordo politico per cambiare
modo di amministrare fra la Confcommercio e Forza Italia. Io non ero assessore,
io ero l'assessore del gruppo imprenditoriale che poi aveva in Confcommercio
una delle organizzazioni, non l'unica. Devo dire che questo accordo fra
il mondo della nostra organizzazione, che io rappresentavo e una parte
di Forza Italia, quella che io definisco 'sgradevole', si è rotto.
Mi pare evidente, tant'è che per il 2 maggio è convocata
la giunta dell'Ascom che deciderà cosa fare. Quando dico la parte
'sgradevole' di Forza Italia, chiarisco che non esiste una Forza Italia,
perché io, in due anni, non ho mai avuto l'onore e il piacere di
essere riunito né dal segretario provinciale né dal segretario
comunale di Forza Italia. Esistono? Non lo so. Io ho letto solo sui giornali
di presunti riunioni per presunti rimpasti, per presunti allargamenti,
per presunti sottogoverni. Io non li ho mai incontrati. Non sono chi siano,
non mi hanno mai chiesto niente, non mi hanno mai detto quale era l'indirizzo
di Forza Italia per certi versi è stato un bene così ho
fatto quello che volevo per certi altri è preoccupante. Non ha
riguardato solo l'assessore Pietro Agen, ha riguardato gli assessori di
Forza Italia, che non sono mai stati riuniti in due anni."
La storia del "rimpasto" ha influito sulla sua decisione?
"Io mi ero dimesso dopo quattro mesi di assessorato, mi ero ridimesso
dopo un anno e le seconde dimissioni rientrarono per un intervento diretto
del Presidente nazionale di Confcommercio. Io andai a Roma assieme il
sindaco Scapagnini per rinsaldare la nostra alleanza in sede nazionale
di Confcommercio. Solo per quello ritirai le dimissioni già un
anno fa e allora non si parlava di rimpasto. Poi posso garantire che ho
avuto, ho pressioni da tutte le forze politiche, esclusa una, non è
Forza Italia. Non diciamo che l'on. Firrarello è Forza Italia,
sarebbe triste per Forza Italia. Allora, credo di avere avuto un solo
vero nemico e me ne vanto, perché anche questo è segno di
cambiamento. Essere nemici dell'on. Firrarello credo che mi qualifichi
nei confronti di una fascia di opinione pubblica che mi apprezza. Il perché
non lo so. Provate a chiedervelo."
Con le sue dimissioni che fine faranno progetti come quello del Parco
Primo Sole?
"Io personalmente lo continuerò a difendere da un'altra posizione.
Lancio solo una sfida da oggi a domani Fino ad oggi io vi sfido a trovare
una sola persona a Catania, dal progetto di duecento miliardi al progetto
di due milioni, il chiosco, che negli ultimi due anni si sia sentito chiedere:
un posto di lavoro, un subappalto, un subincarico, una consulenza o un
chiosco. Allora, se il mio assessorato, in questi due anni, ha fatto una
di queste cose, per favore, svolgete un'indagine e mettetelo in prima
pagina. Poi continuate a chiedete se non si rifà da domani in poi.
Evidentemente, a qualcuno il mio metodo non andava bene a qualcuno. Il
mio vanto è di aver lanciato iniziative per complessivi investimenti
verso i mille miliardi e a sfidare a qualcuno a vedere se io , i miei
funzionari o i miei amici hanno chiesto lire una, direttamente o indirettamente.
In due anni Confcommercio non ha avuto nulla. Questo per me è un
vanto".
Dopo le sue dimissioni cosa farà Confcommercio nei confronti
di questa amministrazione?
"Si batterà perché si facciano le cose. Io chiederò
che questa amministrazione stia attenta a ciò che avviene. E' comunque
una questione di efficienza non di trasparenza. Io non ho mai parlato
di scarsa trasparenza, ho detto che esistono dei lati oscuri nell'amministrazione,
che non coinvolgono la classe politica sui cui mi riservo, come abbiamo
fatto sull'aeroporto, di presentare, laddove ne riesca ad acquisire tutte
le documentazioni, degli esposti alla magistratura."
Cosa non la convince sull'aeroporto?
"Cosa facciamo? Facciamo una conferenza stampa sull'aeroporto? Non
mi convince che l'aeroporto di Catania che ha lo stesso movimento passeggeri
di Venezia, che ne ha più di Palermo, chiuda con bilanci deficitari
di fatto, perché si è fatto quadrare il bilancio con un
artificio. Di contro si diano promozioni retroattive al 1 gennaio 2001
ad alcune persone, di contro non si facciano le gare per affidare i servizi
che vengono gestiti con un sistema che secondo me, merita l'attenzione
della magistratura. Su questo non ho dubbi. Un uomo di Confcommercio,
il dott. Barberi, ha presentato un esposto, credo che molto presto ne
presenteremo un altro, più ampio, più dettagliato. Io, una
volta, ho dichiarato che se volete capire sull'aeroporto di Catania, indagate
sulle subconcessioni. Qualcuno ha detto che era un messaggio mafioso.
Io non riesco a capire perché dire la verità sia messaggio
mafioso. Allora, visto che sulle subconcessioni all'aeroporto di Catania
non si fanno gare da dieci anni, allora, mi pare chiaro cosa sono venuto
a dire. Che si devono fare le gare. Dopo di che se le gare sono fatte
bene, chi le vince le vince, io sono l'uomo più felice della Terra.
Mi pare evidente che le gare si devono fare. A Catania non si fanno e
questo è preoccupante. Anche perché poi basta andare a leggere
tutte queste cose e ci si accorge che le mancate gare dell'aeroporto significa
minore incassi per -occhio e croce- due miliardi. Pensate il mio terribile
imbarazzo per la scoperta che il bar del Terminal 2 all'aeroporto è
abusivo. Il fatto drammatico è che questo bar abusivo è
stato aperto da una società che è controllata dalle Camere
di Commercio, che sono le garanti della legalità. E' terrificante.
Poi, che ci sia conflitto d'interessi, se poi volete lo dite voi, io non
l'ho detto. Il conflitto d'interessi non riguarda solo Berlusconi, riguarda
tutti, anche me se ho degli interessi in conflitto. Però in questa
città non si dice. In questa città, nei giorni scorsi, ho
letto un articolo in cui si parlava dei 'dissidenti' della Camera di Commercio.
Non i 'dissidenti' della Camera di Commercio, la maggioranza dei consiglieri
della Camera di Commercio, che è una cosa diversa. I 'dissidenti'
sono i pochi, la maggioranza sono i tanti. Quando diciotto consiglieri
su trentadue chiedono di discutere in Camera di Commercio di aeroporto
e non si discute
. La verità è che c'è una corsa
all'omogeneizzazione dell'aeroporto all'interno del quale il rappresentante
del comune, secondo me, non fa il suo dovere, perché, secondo me,
l'uomo del comune deve essere garante della correttezza, della legalità,
della trasparenza. Questi sono i motivi di dissenso e sono dissensi forti,
non è buonismo, tutt'altro.
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marco
benanti
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