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CONFERENZA
STAMPA SULLE "CONSULENZE", 16 LUGLIO 2002,
PALAZZO DEGLI ELEFANTI, CATANIA.
SINDACO SCAPAGNINI E VICE LOMBARDO
AI LATI GLI ASSESSORI SCAVONE E FIUMEFREDDO, QUEST'ULTIMO DEFILATO
Testo integrale
Buon
divertimento
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a
cura di Marco Benanti

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Scapagnini
apre i lavori, dopo che ai giornalisti è stato distribuito un foglio
con le nuove 'collaborazioni esterne in atto', ma senza l'indicazione
dei nomi.
Il sindaco spiega che questa conferenza stampa arriva
"a chiusura di un lungo lavoro di aggiustamento, finalizzazione e
funzionalizzazione di quelle che sono le collaborazioni esterne con questa
amministrazione. Consentitemi di fare come sindaco una considerazione
che ha un po' del senso storico e un po', invece, una certa impostazione
di carattere politico. Voi sapete bene che in qualunque tipo di cambiamento
che avviene nelle aziende, così come nelle amministrazioni, esistono
delle fasi progressive di aggiustamento ed esistono tutta una serie di
teorie, che vanno dalla teoria del non cambiamento totale, cioè
quella di lasciare le cose nello statu quo per inserirsi all'interno di
un sistema già funzionante, fino a quello che è invece è
il cosiddetto spoil system all'americana, per cui una amministrazione
se ne va e se ne vanno tutti quanti, fino all'ultimo usciere e viene sostituito
tutto. Quindi, ci sono degli estremi in questo.
Noi nel prendere l'amministrazione di questa città, dopo che -sostanzialmente-
tra una cosa e l'altra, grosso modo, era stata diciamo amministrata per
una decina d'anni da un altro tipo di impostazione (VERAMENTE?, ndr),
chiamiamolo di coalizione politica e soprattutto di mentalità,
non abbiamo voluto -per scelta- né applicare il sistema del congelamento,
né il sistema dello spoil system perché noi ritenevamo,
proprio per scelta politica e razionale, che né l'uno né
l'altro fossero giusti. Naturalmente, per poterci introdurre progressivamente
all'interno di una macchina che prevede.. voi sapete questa è la
più grossa azienda della città, più di cinquemila
fra dipendenti diretti ed indiretti, una macchina che naturalmente è
responsabile dell'andamento di una quantità di funzioni, una macchina
che naturalmente secondo però quello che prevede la legge, quello
che prevede lo spirito della legge, sempre più tenderà ad
esternalizzare queste funzioni e quindi a ridurre quelle che sono le competenze,
anche i carichi funzionali e finanziari all'interno.
Noi abbiamo operato una scelta ben precisa, una scelta razionale, non
una scelta casuale ed è stata quella di valerci, per un primo periodo
di tempo, che noi avevamo calcolato da uno a due anni, di collaborazioni
esterne con persone di provata esperienza e di fiducia nostra che potessero
non solo integrare il lavoro che noi svolgevamo quotidianamente con i
funzionari e con la macchina che avevamo trovato, ma che quasi quasi ci
consentissero, in questi mesi, di poter avere il tempo per conoscere e
approfondire quelle che erano le capacità e le potenzialità
di tutto quello che ci avevamo all'interno della nostra macchina, al di
là dei colori politici, perché nessuno ci potrà mai
dire, per grazie di Dio, è vero Raffaele (si rivolge con lo sguardo
al vice sindaco, ndr) di avere operato soltanto un intervento che sia
uno in funzione semplicemente di una esigenza politica (SIC!).
Tutto quello che noi abbiamo fatto, l'abbiamo fatto in funzione delle
competenze, delle capacità, di quelle che noi ritenevamo; certamente
siamo esseri umani e come tali fallaci, potevamo sbagliare nel giudizio,
ma il nostro giudizio è stato sempre basato nell'interesse della
funzionalità dell'amministrazione e quindi nella selezione delle
persone, all'esterno o all'interno, a seconda delle loro capacità
per andare a ricoprire una certa funzione o un certo compito (SIC! STUPEFACENTE,
ndr).
Ed ecco che quindi all'inizio, ci siamo valsi, anche per periodi brevissimi,
mi sembra addirittura abbiamo avuto dei periodi di collaborazione che
si sono estrinsecati nell'arco di una settimana con dei mini-progetti..;
questo per dire come in realtà quando si parla di consulenze si
parla delle cose più complesse, cioè da una consulenza articolata
e importante come può essere il rapporto con un grande architetto
come Bohigas, che deve dare l'impostazione a tutto quanto il piano regolatore
per quanto riguarda il rapporto con il mare, fino ad arrivare alla partecipazione
di un singolo esperto che per una settimana, per una cifra irrisoria,
ci ha promesso una consulenza specifica, perché sapeva fare quello
e quello ci serviva in quel momento.
Nell'arco di questo periodo di tempo, quindi, noi siamo andati avanti
in questa direzione, con questa filosofia e cioè con questa filosofia,
che era quella di cercare sempre più di approfondire la conoscenza
di quella che era la macchina all'interno, le qualità che noi avevamo
all'interno della nostra macchina, potenziarle e organizzarle e quindi
di conseguenza ridurre sempre più quella che era, invece, il rapporto
verso l'esterno, non perché sia negativo, ma perché, a volte,
è assolutamente necessario, ma perché laddove noi ci trovavamo
in presenza di competenze valide all'interno è chiaro che non c'era
nessun senso ad accendere competenze verso l'esterno.
Nel corso, quindi, di questo periodo di tempo, nel corso di questi due
anni, noi abbiamo proceduto in questo senso, per cui non si è trattato
nemmeno di un fenomeno di carattere -diciamo- critico o per lisi che si
è verificato, ma di un fenomeno che naturalmente ha portato sempre
ad una riduzione progressiva, a mano a mano che queste competenze venivano
individuate e valorizzate e nello stesso tempo, però, ci sono stati
dei momenti topici e poi passerò la parola naturalmente al vicesindaco
assessore.
I momenti topici sono stati -se volete- anche dotati di momenti di accelerazione
(TUTTO CHARO, FINORA? ndr). L'accelerazione vera in questo processo che
noi avevamo calcolato nell'arco di due anni è avvenuta a seguito
di fenomeni che sono andati un po', sono nati al di sopra e -direi- dietro
di noi e cioè la scelta che è stata fatta da parte della
commissione istituzionale a Bruxelles di spingere sempre di più
quello che era un vero criterio di sussidiarietà autonomo e quindi
di fornire sì finanziamenti, ma fornire finanziamenti che fossero
sempre di più finalizzati a sgravare le macchine da quella che
era una sorta di blocco amministrativo che tradizionalmente avevamo i
nostri Paesi, ma anche negli altri paesi, quindi fornire i mezzi ma fornire
mezzi che consentissero sempre di più di spostarsi verso l'esternalizzazione
e verso la privatizzazione, quindi supportando soprattutto la parte progettuale.
Naturalmente, questo ha dato un'accelerata e l'accelerata è dovuta
anche al fatto che facendo così, così facendo l'Unione Europea
ha imposto dei vincoli molto rigidi ai vari Paesi appartenenti all'Unione
Europea, per cui -e lo vedete in questi giorni, lo state leggendo in questi
giorni- è ben difficile oggi riuscire veramente a varare un dpf
o varare una serie di provvedimenti, a livello nazionale, che siano completamente
accettati, che rientrino in pieno, in quelli che sono i parametri accettati,
tant'è che si devono fare adesso anche un po' di elasticità,
un po' di giochi, di artifici (SE LO DICE LUI
, ndr), anche da parte
dei governi nazionali (QUALI? ndr) per riuscire ad entrare all'interno
dei parametri. Ma di fatto cosa è successo? Che il governo nazionale
ha ridotto quella che era l'erogazione funzionale per la parte gestionale
alle Regioni, attraverso un rapporto che è stato un rapporto modificato
profondamente fra il Ministro dell'Economia e i rappresentanti delle Regioni
nella Conferenza Stato-Regioni; di fatto si è cercato di trasferire
alle Regioni il massimo della possibilità di autonomia amministrativa,
riducendo però le fonti di finanziamento. Che cosa è successo?
Che, a loro volta, le Regioni hanno applicato questo stesso sistema, in
maniera così scalare, verso l'amministrazione periferica: ed ecco
che noi, l'anno scorso, abbiamo subito un primo taglio profondo e anche
proditorio per certi versi, perché inaspettato, di 25 miliardi,
che ci dovevano dare e che non ci hanno dato e di 25 miliardi che erano,
invece, già nostri e che non ci sono stati erogati. Su questo,
quest'anno, è stata operata e questo dappertutto, in maniera proporzionale,
una ulteriore riduzione delle linee finanziarie che ha abbassato di altri
50 miliardi la erogazione da parte della Regione verso questa amministrazione.
E' chiaro che la scelta doveva essere, quindi, una scelta politica e quando
noi abbiamo fatto il bilancio, abbiamo fatto un bilancio che non era più
il solito bilancio, facciamo questo, facciamo quello, il progetto così,
in questo senso, sempre all'interno naturalmente di un programma, cioè
seguendo il nostro programma, ma un po' condito da scelte varie assessoriali
o preferenze in una direzione o nell'altra.
Abbiamo fatto, invece, un bilancio fortemente politicizzato (PAROLE SANTE,
ndr), con delle scelte ben precise, che sono caratterizzate dalla scelta
al risparmio e che quindi si estrinsecava in primis proprio attraverso
una riduzione dei versamenti o dell'utilizzazione di fondi verso l'esterno,
laddove si poteva privilegiare l'interno. Naturalmente, collegato a questo,
c'è stata poi la scelta successiva, quella che si risparmia, che
abbiamo progressivamente verso il sociale. Quindi, come vedete è
un processo progressivo: nessuno può dire che dall'oggi al domani,
improvvisamente, mentre avevamo intenzione di avere centinaia e centinaia
di consulenti si è girati un bottone e improvvisamente ci siamo
ridotti ad un numero che è la metà o quasi, un decimo. E'
un processo logico, è un processo razionale, è un processo
rispetto al quale nessuno può essere il portabandiera, ma è
semplicemente una parte di una scelta strategica che tutta quanta questa
giunta ha effettuato, che ha condotto l'assessore al personale e vicesindaco,
con il supporto di tutta la giunta e con l'ausilio dell'assessore al bilancio.
Noi abbiamo operato questa scelta e ora l'assessore vi dirà qual
è lo stato attuale dell'arte, che è il frutto di un lungo
lavoro e se voi andate a ricostruire il filo, se voi andate a ricostruire,
attraverso i verbali delle nostre sedute di giunta, anche con la giunta
precedente, troverete sempre e costantemente questo filo conduttore, che
tende a ridurre quella che è la spesa verso l'esterno per privilegiare
la qualità (SIC!). Ne abbiamo trovate tante di grandi qualità
professionali verso l'interno.
Ora io prego, passo la parola all'assessore, al vicesindaco, all'on. Lombardo
che vi illustrerà e poi vi distribuirà quelle che sono il
quadro, la fotografia delle collaborazioni esterne in atto. Un ultima
parola, lasciatemela dire e basta non dico più niente: tutto questo,
guai se dovesse suonare a giustificazione politica. A Genova hanno 662
consulenti, a Milano ne avevamo più di mille, nessuno si è
dovuto nè vergognare, né giustificare. La legge ce ne dà
potere. Qualora noi dovessimo commettere degli errori, degli errori in
buona fede, qualora dovessimo commette degli abusi, allora, in questo
caso, naturalmente si risponde degli errori che si commettono. Però,
la legge dà potere di scegliere i consulenti, di scegliere esperti,
di scegliere staff, cosa che noi abbiamo fatto e stiamo facendo e facciamo
nella misura in cui noi riteniamo la più giusta nell'interesse
della città e dell'amministrazione"
Lombardo:
"ringrazio il signor sindaco e devo dire, in premessa, che condivido
perfettamente questa iniziativa di presentazione alla stampa, quindi all'opinione
pubblica, del quadro delle collaborazioni esterne vigenti al comune di
Catania, perché, non con le parole, ma bensì con gli atti,
con le carte scritte, col nero su bianco che in questa cartella sintetica
vi trovate dinanzi, intendiamo, una volta per tutte, intende questa amministrazione,
una volta per tutte, chiudere con le polemiche che artatamente -devo dire-
sono state suscitate da qualcuno nell'opposizione (E FIUMEFREDDO? ANCHE
LUI ALL'OPPOSIZIONE? ndr) rispetto alla materia collaborazioni, che erroneamente
è stata confusa con il termine consulenze.
Si sono usati termini -credo- eccessivi, che noi non riprendiamo, ma devo
dire che, a causa di questa disinformazione (?), se di menzogna si può
parlare, certo questa non appartiene all'amministrazione.
In questa cartella (QUELLA DATA AI GIORNALISTI, SENZA I NOMI DEI 'COLLABORATORI'
DEL COMUNE, ndr), voi trovate complessivamente il quadro delle collaborazioni
esterne che sono state attivate da questa amministrazione. Le collaborazioni
esterne vigenti o in atto, ma vi assicuro quelle di un anno fa, un anno
e mezzo fa, non erano di gran lunga diverse rispetto a queste (?). Certo
se noi confondiamo per errore o per ignoranza o per disinformazione le
collaborazioni esterne -e mi sforzerò di dirvi perché- con
le consulenze certo ci si può anche scandalizzare (BEN DETTO, ndr).
Ma si tratta -come vedete- e vi elenco le undici voci che voi trovate
in questo schema, di esperti del sindaco, che la norma consente di attivare
in numero di cinque; ne abbiamo avute di più, ora si riducono ad
uno e costano quanto sta scritto là sotto. E' un esperto del sindaco,
il sindaco potrebbe ingaggiarne fino a cinque, si dà il caso che
talune di queste figure professionali, di esperti, sono stati impegnati
in altri istituzioni.
Si passa poi agli staff degli assessori, sarebbero i segretari particolari,
che la norma consente anche in numero di due, quanti sono stati per gli
assessori prima dell'allargamento, tanto che dal primo assessore poteva
disporre di due componenti di staff, si è disposto, si è
concordato di ridurli ad uno per ogni assessore: da venti collaboratori,
segretari particolari, si scende a quindici. L'onere è quello che
trovate scritto lì, il circa è relativo al fatto che se
ci sono dei contratti attivati, come succede per qualche assessore, in
numero e verso due collaboratori, si attende la scadenza di uno dei due,
mentre l'altro, ovviamente, continuerà a collaborare e anche al
fatto che -credo un paio di assessori- debbano ancora designare questi
componenti del proprio staff.
Alla lettera c trovate l'ufficio del piano del patto territoriale per
l'occupazione, una collaborazione indispensabile di quattro professionisti,
credo prevalentemente legali, i quali ci hanno assistito accanto all'avvocato
capo ora anche direttore generale, per fare sì che questo patto
territoriale divenisse, come è divenuto, una realtà tangibile
e sotto gli occhi di tutti, perché molte di quelle iniziative,
finanziate con fondi comunitari, non finiscano nelle secche. Ricordo alcune
transazioni tra proprietari di aree e quant'altro, che noi abbiamo promosso
grazie a queste insostituibili collaborazioni, affinché il patto
territoriale si realizzasse.
L'ufficio legale: sono undici avvocati, ma abbiamo -per essere chiari-
un vuoto di organico di ventisette unità. Su trentadue avvocati
presenti nell'organico, solo cinque sono dipendenti comunali, gli altri
ventisette vuoti sono suppliti soltanto da undici avvocati incaricati
e cosa faccia l'ufficio legale in un comune che ha un bilancio come quello
del comune di Catania e che ha un contenzioso vastissimo
Io stesso
come assessore ai lavori pubblici, grazie a questa collaborazione, sono
riuscito e siamo riusciti come amministrazione a portare avanti due grandi
opere. Ne cito solo due, che rischiavano di finire impantanate, grazie
ai contenziosi preesistenti: la cittadella dello sport di Nesima, avete
visto che si sta completando ora il palazzetto e il depuratore. Eravamo
finiti dinanzi al Tar per un contenzioso tra ditte, le aggiudicatarie
e quelle che pretendevano -e hanno avuto ragione poi- di aggiudicarsi
il lavoro. Per non parlare del contenzioso in materia di personale, di
espropriazione, quello relativo alla pubblicità e quant'altro.
Professionisti di chiara fama -qua manca nello schema il numero delle
unità- e sono due, l'avvocato Vito Branca, il professore Emiliano
Amato, che, peraltro, costituiscono, insieme ad un direttore ad interim,
l'organico della nuova direzione aziende e partecipazioni comunali. Ci
siamo meravigliati che nell'organico di questo comune e nell'organizzazione
di vertice del comune mancassero due direzioni che sono di vitale importanza
per una città importante come Catania: la direzione delle partecipazioni
comunali e delle aziende. Le aziende comunali andavano avanti per i fatti
propri, senza rendere conto a nessuno. Ora c'è una guida politica
e amministrativa di questo prezioso valore per la città, che è
gestita da un direttore, peraltro ad interim, che è quello del
patrimonio e da due professionisti di chiara fama che vi ho citato.
Collaboratori per la redazione del piano regolatore generale: sette, sono
architetti, sono ingegneri, in parte li abbiamo ereditati, esperti in
informatica, che coadiuvano tecnici interni. La cifra la trovate lì,
è di 228 mila euro. Non la confrontiamo con altre cifre. Potremmo
metterla a confronto quella dei tecnici interni che sono stipendiati dal
comune e quella di questi collaboratori esterni, che so (esclamazione,
ndr) con la parcella del professore Cervellati )(in questo momento il
sindaco fa segno con la mano: cinque, cinque.., ndr) ma non lo facciamo,
perché quella parcella è servita a nulla. Il lavoro di questi
tecnici interni e collaboratori porta già alla disposizione della
bozza, ad esempio, del piano particolareggiato della Playa e ad un lavoro
avanzato relativo al piano regolatore generale del comune di Catania (EUREKA!)
L'ufficio stampa. Pensate che una città come Catania possa avere
meno di cinque giornalisti? I quali sono ovviamente indennizzati in base
alla legge. Pensare che un comune come Catania abbia meno di cinque collaboratori
giornalisti mi sembra eccessivo.
E veniamo alle collaborazioni esterne definite come consulenze. Sono dieci
le consulenze (esclamazione quasi irritata) e costano 225 mila euro, se
volete cinquecento milioni delle vecchie lire, se volete il 10% delle
collaborazioni esterne, se volete quanto? Lo 0,2% del costo del personale
del comune di Catania, tutte a lavoro presso le varie direzioni, i vari
assessorati, per giunta con l'onere, retribuiti in base al loro titolo
di studio, di redigere, mensilmente, una relazione sul lavoro compiuto.
(TRADOTTO: LO SCANDALO CONSULENTI E' PRESSOCCHE' UN'INVENZIONE, ndr)
Altre collaborazioni esterne, a titolo gratuito, che potremmo rinnovare
o meno, non ci costano se non le spese per missioni o per impegni che
l'amministrazione autorizza, cose irrisorie, da parte di uomini. Che so?
Un deputato regionale, nel frattempo eletto che è stato esperto-consulente
nel passato che ovviamente non percepisce nessun compenso. E poi dirigenti
di servizio e dirigenti di direzione esterni. Quattro dirigenti di servizio,
due li abbiamo ereditati, due invece li abbiamo incaricati; ne avevamo
trovati dieci, siamo scesi a quattro e due dirigenti di direzione, i vertici
della burocrazia. Ne avevamo trovati quattro, peraltro due dei quattro
dirigenti di servizio continuano il loro lavoro, perché lo avevamo
iniziato nel passato. Uno dei due direttori è quello delle politiche
comunitarie, cui accennavo poco fa a proposito della nuova direzione,
insieme a quelle delle aziende che è stata costituita, che è
un dirigente esterno, perché una professionalità, a livello
di direzione, in una materia impegnativa, devo dirvi nuova, quella dei
rapporti con l'Unione Europea, dell' utilizzo delle risorse e dei fondi
strutturali dell'Unione Europea, è una materia che richiedeva una
professionalità esterna all'interno del comune.
Concludo dicendo: in quanto ad eventuali distacchi, comandi, quant'altro,
etc, sono vuoti di organico che vanno coperti. Noi abbiamo ingaggiato
perché siamo impegnati in tal senso, ad esempio, col Patto per
il lavoro diciannove netturbini, tra gli ex lsu.
Hanno colmato un vuoto in organico e la legge ce lo consente. Noi abbiamo
ingaggiato dieci deaffissatori e la legge ce lo consente, per onorare
quel Patto per il lavoro. Diciamo che abbiamo una spesa per il personale
che, purtroppo, non può essere contratta, che ammonta a circa 256
miliardi all'anno e che potremmo ridurre soltanto attuando la politica
delle esternalizzazioni. Quando noi istituiremo una società, comunale
prima e poi privatizzata, che, ad esempio, gestirà gli impianti
sportivi, la chiameremo, che so, 'Catania sport' o la nettezza urbana,
la chiameremo come vorremo, in uno col patrimonio del comune o col servizio
nel secondo caso, assorbirà nel primo caso un centinaio di dipendenti,
nel secondo caso circa ottocento dipendenti.
Rispetto a questo impegno finanziario, la voce collaborazioni è
quella che trovate, elencata e spiegata, in questo schema e quello delle
consulenze è appunto quella che abbiamo spiegata a proposito della
lettera h di questo schema. Lo abbiamo fatto -credo- con chiarezza e con
trasparenza, perché anche in questo campo sono questi i due principi
ai quali questa amministrazione ispira il proprio agire".
Scapagnini:
"vi ringraziamo e volevo dire che il vicesindaco, il direttore generale
ed io dobbiamo prendere l'aereo dell'una, perché proprio per questo,
per le esternalizzazioni, ad una riunione a Roma, alle ore 15. Quindi,
se ci sono delle domande veloci, facciamole. Siamo a disposizione. Fra
cinque minuti, dobbiamo andare via
facciamo l'intervista"
Dichiarazioni ai microfoni:
Domanda: Ridotte del 50% circa le collaborazioni esterne. E' un atto di
difesa verso chi vi attaccava o è una reale esigenza di questa
amministrazione?
Scapagnini:
"Mi fa piacere ripetere quanto ho detto in conferenza stampa. E'
una politica che noi abbiamo adottato fin dal primo giorno della nostra
amministrazione. Come sapete, o si adopera lo spoil system e si tagliano
tutte le teste o si entra in un sistema che è già consolidato
e del quale non si cambia niente. Noi, invece, abbiamo voluto dall'inizio
valerci di un po' di consulenze esterne per potere piano piano cogliere
il valore di quella che è la professionalità che noi abbiamo
all'interno di questa nostra grande struttura e piano piano siamo andati
eliminando le consulenze, ma poi non sono le consulenze, le collaborazioni
verso l'esterno per poi giungere a quella che è la conclusione
finale. Vedete, l'inganno in tutto questo è come se noi avessimo
fatto tutto questo sotto pressione (APPLAUSI, ndr). Noi abbiamo fatto
questo e risulta dagli atti di ogni giunta, noi progressivamente siamo
andati sempre tendendo a individuare competenze all'interno e riducendo
quelle all'esterno. Finchè siamo giunti a questo punto che è
un punto di equilibrio forte che è legato anche alla scelta di
bilancio che noi abbiamo fatto e che di fatto sta a dire che il massimo
delle spese avviene per alcuni tipi di 'collaborazioni esterne' assolutamente
indispensabili come quelle di copertura dei vuoti in organico in avvocatura
per esempio o come quella dell'integrazione del personal tecnico per accelerare
il piano regolatore generale o per come abbiamo portato a termine il piano
territoriale per l'occupazione. Collaborazioni di tecnici dall'esterno,
addirittura noi siamo -credo- quelli che in Italia ne adoperiamo di meno,
che grosso modo corrisponde a circa cinquecento milioni. Se voi pensate
che soltanto per il piano regolatore veniva corrisposta una cifra che
ho vergogna, per me stesso e non per gli altri,di alcuni miliardi per
una persona sola che non ha fatto nulla per il piano regolatore, vi potete
rendere conto di come questa amministrazione in tutta trasparenza fornisce
numeri e cifre e ci siamo stancati di dare l'impressione di essere inseguiti
dall'esterno e qualche volta in maniera -credo in buona fede dall'interno-
su dei temi che la legge ci consente e che noi portiamo avanti con il
massimo della trasparenza, ma anche con la logica, cioè la logica
di fare il meglio per questa città.
Un'ultima considerazione e credo che sia altrettanto importante : moltissime
delle collaborazioni che noi abbiamo da grandi professionisti vengono
offerte anche a titolo gratuito".
Assessore Fiumefreddo:
"l'invito rivolto al sindaco dai Liberasocialisti è stato
accolto in maniera importante. La riduzione di oltre la metà delle
consulenze mette fine non soltanto ad una stagione di spreco che ha riguardato
questa amministrazione, che credo ha riguardato in genere le amministrazioni
in Italia. Sono felice, ringrazio il sindaco. Queste somme saranno spese
in servizi, in servizi sociali, in servizi per la città"
CON
QUESTA MEMORABILE DICHIARAZIONE,
GIU' IL SIPARIO!
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