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E'
nata nel maggio dell'anno scorso e ha sede in una delle tante "ferite"
aperte della città. Sen Berillo Vecchio. Oggi, conta circa cento
soci, taluni con nomi altisonanti, ma, rifiuta ogni "spirito inquisitorio"
e definisce "aperta, d'impegno civile e innovativa". Questa
è, in sintesi, "Metacatania". Per saperne di più
ci siamo rivolti al suo presidente, Valentina La Rosa, 30 anni, avvocato
tributarista, spirito apparentemente placido e schivo in un fisico palestrato.
Come nasce e con quali principi nasce l'associazione?
"Metacatania nasce dall'esigenza di trovare un luogo di aggregazione
che fosse diverso dagli strumenti di aggregazione classici e anche dall'esigenza
di creare una palestra di impegno civile, con finalità di progresso
della comunità, ma anche di formazione di coloro che si impegnano
a questi fini"
Come si definisce "Metacatania"?
"E' un'associazione civica, aperta a tutti. Non ha una connotazione
ideologica".
Come è strutturata l'associazione?
"C'è un presidente, un direttivo. L'associazione è
poi articolata in diverse commissioni, dei gruppi di lavoro che si occupano
di sviluppare i singoli progetti. Noi abbiamo organizzato manifestazioni
culturali, convegni. Adesso, stiamo producendo un lavoro teatrale, scritto
qui a Catania, che racconta proprio la storia dello sventramento di San
Berillo e legge un pò le vicende del quartiere".
Il direttivo da chi è composto?
"E' un direttivo per la verità molto aperto, perché,
oltre a chi ne fa effettivamente parte, molto spesso vengono anche le
persone che sono interessate ai progetti e che lavorano su di essi. C'è
Harald Bonura, Antonio Mistretta, Fabio Pagliara, Massimo Leone, Giuseppe
Berretta, Renato Gervasi, Pierluigi Flamigni, Marcello Auteri, Ilaria
Spoto Puleo, Marcello Marina, Pierfrancesco Virlinzi, Francesco Bizzini,
Rino Astorina, Milko Vallone"
Ma perché "Metacatania" nasce proprio a San Berillo Vecchio?
"Metacatania non è l'associazione di San Berillo. Non è
una connotazione specifica. La sede a San Berillo è come segnale
anche di spirito civico. Si è voluto cominciare a fare rivivere
un quartiere della città, che è ancora in una condizione
di parziale degrado. Non ci sono altre ragioni se non quelle di avere
trovato la sede lì"
Siete nati un anno fa. Si può fare un primo bilancio?
"Siamo riusciti ad organizzare iniziative di primo rilievo. Abbiamo
fatto le proiezioni dei film di Wisper, poi abbiamo organizzato il convegno,
che segnava il trapasso dal progetto 'Athena' al 'Cantiere di idee', cui
sono intervenuti Pasquale Pistorio, Elio Catania, insomma figure di primo
risalto. Abbiamo poi organizzato un convegno, insieme alla cattedra di
diritto del lavoro di giurisprudenza, sul 'progetto Select' e sul 'patto
per il lavoro', cui sono intervenuti sindacalisti e il responsabile della
task force per il comune, Lino Leanza. Abbiamo anche lanciato il progetto
sui 'Cantieri di San Berillo', quindi di sviluppo culturale, sociale ed
economico del quartiere"
Qual è la vostra proposta per San Berillo?
"E' quella di fare rinascere la vecchia vocazione artigiana
e commerciale, per quello che è in nostra facoltà, perché
è evidente che noi non possiamo procedere ad un intervento decisivo
sul quartiere, ma soltanto stimolare un processo di rinascita. Il progetto
si articola su tre fronti: quello di rilancio culturale, di cui il momento
qualificante è proprio la rappresentazione teatrale che si terrà
a fine mese, con uno spettacolo di Elio Gimbo. Sotto il profilo economico,
abbiamo sottoscritto una convenzione con 'Sviluppo Italia' in cui quest'ultima
si è impegnata a fornirci il suo know-how, per potere innanzitutto
pensare di aprire un nuovo sportello integrato, che possa servire da punto
di informazione e di riferimento per i giovani che vogliano avviare attività
imprenditoriali. Poi, anche se è un progetto ambizioso, ci sarebbe
quello di recuperare un immobile e lanciare un incubatore di impresa di
new economy"
Lo avete individuato quest'immobile?
"Ce ne sono diversi. Abbiamo anche fatto un giro del quartiere
insieme a Carlo Borgomeo, proprio per vedere quali potessero essere gli
immobili da recuperare, anche se c'è il problema, che è
grave a San Berillo e cioè quello di rintracciare la proprietà.
Ci siamo anche rivolti all' 'Asber', l'associazione dei proprietari di
immobili di San Berillo, che hanno una carta abbastanza dettagliata e
che sono in contatto con alcuni dei proprietari. Molti non stanno più
a Catania, è difficile individuarli perché la proprietà
si è frazionata nel tempo, quindi, magari in via di successione
ereditaria, si è così tanto ramificata che è difficile
trovare un referente"
Voi, in generale, sulla vicenda di San Berillo
che giudizio storico date?
"Il giudizio non può essere positivo, in virtù
dei risultati che ha prodotto. Io non mi avventuro in un'analisi storica,
che è compito di altri fare. Elio Gimbo, in questo spettacolo,
ne proporrà una, che però è la sua ed è abbastanza
articolata. La sua idea non è sicuramente un giudizio positivo
di quella che è stata una speculazione maturata negli anni cinquanta
con un clima politico che l'ha favorita"
Parlare di San Berillo significa riaprire una
vecchia "ferita" e infatti le polemiche non mancano. Di recente,
anche Claudio Fava ha parlato di "Metacatania" un po' come un
"club di figli di papà". Cosa risponde il Presidente?
"Non rispondo. Io non credo che noi abbiamo alcun motivo
di difenderci, perché questo è un attacco, io mi dovrei
difendere, ma non vedo da che cosa sinceramente, perché, tra l'altro,
quello che si fa non si giudica da quello che si è, o meglio da
quello che alcuni dei soci di 'Metacatania' possano essere. Io dico con
assoluta tranquillità, limpidezza e chiarezza che non c'è
alcun progetto sotto banco, come mi è stato peraltro chiesto in
una conferenza stampa."
Certo, però, che a leggere i nomi di alcuni
soci, si potrebbe pensare ad altro
"E' proprio uno spirito inquisitorio che credo vada riservato
a dei casi che lo meritino di più. Peraltro, mi pare anche un pò
ingenuo pensare che attraverso un'associazione della quale fanno parte
dei figli di alcuni notabili della città, questi notabili dovrebbero
non so chè."
Fantapolitica?
"Sì, assolutamente. Peraltro, il nostro intento
è quello di impegnarsi per la città e anche io penso che
sia una palestra. Molti di noi sono giovani ed è un'occasione di
formazione, di sviluppo di alcune sensibilità che non va persa.
Chiunque voglia aderire, non vedo perché debba essere censurato
in base alle origini ".
Se un giovane vuole aderire, cosa deve fare?
"Mettendosi in contatto con noi, compilando un modulo
e versando una quota associativa, che è veramente ridottissima:
duecentomila lire all'anno"
Ma come è organizzata l'associazione?
"C'è una sede in via De Luca. E' aperta tutta la
settimana, prevalentemente al mattino. E' Pierluigi Flamigni che si occupa
appunto di tutti i contatti."
Parliamo di contatti. Che tipo di relazione avete
con le istituzioni, con l'amministrazione comunale?
"Nel caso dello spettacolo ad esempio, abbiamo avuto una
relazione di piena collaborazione con l'assessore Fiumefreddo, che abbiamo
messo a parte del nostro progetto"
Avete avuto incontri con il sindaco, con la giunta
sulle questioni più specifiche del quartiere?
"Sì, abbiamo avuto dei primi contatti. Loro hanno
dimostrato apertura nel volere sentire quello che le diverse associazioni,
ordini professionali od altro possono proporre in merito. In questo senso,
noi ci faremo parte attiva"
Nei fatti, sul Prg non si sa nulla. Non ci sono
segnali che possano dare un'indicazione generale su quello che si vuole
fare nel quartiere?
"Che io sappia no. Noi evidentemente non possiamo intervenire
in materia di Prg, anche perché occorrono anche delle competenze
tecniche che noi non esprimiamo. Possiamo dare un'idea"
Di recente si è parlato di fare dei pub
o un centro commerciale
"Io nel tempo ne ho sentite diverse, anche fare la Questura
lì, ma sono tutte ipotesi da verificare. Noi non abbiamo nessuna
indicazione particolare come associazione, quelle che come cittadini sentiamo
tutti."
Come vi ha accolto il quartiere?
"Ci siamo inseriti bene. All'inizio, ci guardavamo con
un po' di diffidenza, anche perché temevano che aprissimo da un
momento all'altro un'attività commerciale, abituati un po' a questo
trend di sviluppo nel quartiere"
Avete instaurato rapporti con qualcuno?
"In genere, nella piazzetta delle Belle si fermano delle
persone a giocare a carte, spesso il pomeriggio, persone che noi conosciamo.
Abbiamo avuto anche contatti con una persona che da tempo cerca di aprire
un laboratorio di bambole in porcellana lì nel quartiere. Abbiamo
registrato questa difficoltà e se avremo un'occasione per mettere
in contatto il proprietario di qualche bottega, che però ad oggi
non abbiamo individuato, anche perché spesso si tratta di immobili
da ristrutturare e c'è la difficoltà di indurre o di stimolare
i proprietari a ristrutturare".
Voi avete pensato il vostro San Berillo? Come
lo immaginate nel futuro?
"Vorremmo che venisse recuperato senza che venga violentato.
Certo non ci potremmo augurare una speculazione edilizia sul quartiere,
no senz'altro, ma un recupero e ci auguriamo anche che venga progressivamente
ripopolato"
Pensate ad un risanamento abbattendo certe zone,
o mantenendo tutto e riqualificando?
"Io so che il progetto di Cervellati (il progettista del
Prg della giunta Bianco, ndr) prevedeva il ripristino del quartiere proprio
così com'era, senza abbattere nulla. Non mi sento di dare una risposta
a nome dell'associazione, perché questo poi inerisce a scelte tecniche
di effettiva fattibilità, di un recupero del singolo immobile ".
In generale, poi, vi convincono le condizioni
generali del quartiere?
"Ancora sono del tutto insufficienti. C'è il problema
della pulizia delle strade, dell'acqua, del gas, perché la metanizzazione
non è arrivata lì nel quartiere, c'è il problema
dell'illuminazione, che in parte negli ultimi mesi è stato risolto.
A livello di servizi ancora è assolutamente insufficienti".
Come leggete certe diffidenze "politiche"
sulla nascita di "Metacatania"?
"Probabilmente sono degli schemi radicati e c'è
anche un po' di elitarismo culturale, se lo vogliamo chiamare così.
Io non credo però che sia un atteggiamento produttivo. Tra l'altro
come ogni atteggiamento di chiusura verso il nuovo o l'altro, non produce
adesione. Tutto sommato, anche se si tratta di persone di qualità,
però limita l'apertura, gli scambi con quello che può essere
diverso da sé, ma non per questo deve essere sbagliato in principio"
Ma realmente, i notabili con voi che rapporto
hanno? Vi hanno fatto gli auguri o altro?
"Ci è capitato di invitarne ad alcune iniziative.
L'hanno accolta positivamente ed hanno anche aderito."
Per esempio?
"Al convegno organizzato a giurisprudenza, c'erano Lino
Leanza e professori universitari. Al convegno sul progetto 'Athena' c'erano
Pistorio, Bianco, Elio Catania. Alla presentazione del progetto su San
Berillo c'era Bianco e c'era Borgomeo. Abbiamo avuto aperture di credito,
poi l'attività si sviluppa al nostro interno."
E con la grande impresa, i grandi gruppi editoriali?
"Di conoscenza. Carla Ciancio è una socia, ma rapporti
con l'editoria non ne abbiamo"
E' mai venuto alle vostre iniziative il cavaliere
Virlinzi?
"No, assolutamente. Lorena Virlinzi è nostra socia.
Per il nostro gruppo non è qualificante che ci sia tizio piuttosto
che caio. E' qualificante il gruppo"
San Berillo, significa anche altro. Ad esempio,
voi che ne pensate della legalizzazione della prostituzione?
"Noi come associazione non abbiamo una posizione, anche
perché ci è capitato di parlarne così attorno ad
un tavolo e c'erano le idee più diverse."
A vostro avviso è una questione di ordine
pubblico, come è stato fatto con il blitz del dicembre scorso?
"Probabilmente c'è altro da fare. L'effetto del
blitz c'è stato, perché il fenomeno è parzialmente
regredito, anche se c'è chi obietta che in parte queste prostitute
si siano trasferite giusto un po' più in là. Ci vuole un'attenzione
costante delle forze dell'ordine per mantenere gli effetti del blitz e
per fare in modo che il ghetto non si sposti altrove."
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MEMORIA
STORICA
Ecco quanto dichiarava il Presidente di "Metacatania" nell'estate
nel 2001
A
colloquio con il presidente dei "Metacatania": tanti propositi
e "illazioni inquisitorie" rinviate al mittente
"Nessun
progetto sotto banco. Siamo per l'impegno civile"
di Marco Benanti

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