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Claudio Fava: "Siamo di fronte ad un allargamento illegittimo di questa giunta e quindi siamo di fronte ad una giunta illegittima e di fronte ad un sindaco sotto sorveglianza politica speciale, perché l'allargamento della giunta ha soltanto il compito di sorvegliare ogni gesto, ogni decisione o ogni indecisione del sindaco. A tutto ciò si aggiunge ed è l'elemento più grave che il sindaco mente, mente da due anni e mente in modo partenopeo, clamoroso, rumoroso. Mente quando dice che le consulenze sono state sfoltite, sfrondate del 50%. Mente e sa perfettamente di mentire, perché le consulenze oggi viaggiano intorno alle 132 unità, per un esborso complessivo che sfiora i dodici miliardi di lire, che ha di gran lunga aumentato le cifre degli anni precedenti. Pochissimi i contratti di consulenza non rinnovati, qualcuno non è stato rinnovato forse con un'intenzione maliziosa, per esempio l'addetto stampa dell'assessore Fiumefreddo, l'unico contratto non rinnovato fra i tanti addetti stampa, forse perché proprio dall'assessore Fiumefreddo era stata sollevata una garbata eccezione sull'opportunità di continuare a spendere una barca di denaro, spesso in direzione puramente clientelare.
Il sindaco mente quando dice che le politiche del lavoro della sua amministrazione hanno prodotto lavoro, hanno prodotto occupazione. Lo ricordano i sindacati fino a qualche giorno fa e in questo trovando una comunione d'intenti e di analisi: il patto per il lavoro che i sindacati hanno firmato assieme a questa amministrazione nel febbraio dell'anno scorso, non ha portato un solo posto di lavoro in tutta Catania.
Il sindaco mente quando regala un miliardo all'architetto Bohigas e investe due miliardi e mezzo nella progettazione di questa parcella di piano regolatore, che riguarda l'apertura della città al mare, nel tratto compreso fra Ognina e piazza Europa. Mente quando decide di stanziare questa cifra, mente quando in consiglio comunale dichiara che di piano regolatore questa città non avrà più bisogno. Entrambe le menzogne ci sembrano gravi: nel primo caso, perché saremmo di fronte alla teorizzazione della deregulation, come diceva Saro D'agata, questa sarebbe l'unica grande area metropolitana, l'unica grande città che dichiara che il piano regolatore non serve più e che si può procedere, come accadeva nel vecchio west, a colpi di revolver e di varianti per decidere i futuri assetti urbanistici della città. Oppure, ed è grave, ha deciso di investire soltanto sull'immagine dell'architetto Bohigas, che è persona eccellente sul piano professionale, ma è un'eccellenza che va utilizzata, che va portata -come dire- a compimento. Mandare l'avvocato del comune, assieme ad un piano di funzionari, a trovare a Barcellona l'architetto per verificare la sua disponibilità ad incassare un miliardo, per un progetto del quale noi non abbiamo voce, non abbiamo traccia, non abbiamo notizia, ci fa pensare molto all'epoca dell'architetto Kenzo Tange, il quale, nel 1974, firmò un magnifico piano regolatore che produsse, come sappiamo, Librino e Monte Po. Allora, siamo di fronte ad un'estetica della politica che ci pare tanto più perniciosa, quanto più costosa.
Infine, il sindaco mente, quando decide di considerare questa città una grande occasione di investimento politico e istituzionale e non una grande occasione di spartizione e di clientelismo. Pochi casi, pochi esempi: il cinema 'Midulla'. Noi siamo di fronte allo sfratto, reso esecutivo, di una grande realtà sociale, associativa, di volontariato di questa città che è il 'Gapa', sfratto molesto, sgarbato, sgradevole nelle forme, nei toni e nel modo in cui si è consumato. La giustificazione che ha portato il sindaco, dopo aver a lungo mentito: ' domani avrete nuovi locali, domani avrete nuovi luoghi in cui continuare a fare gratis questo lavoro che noi dovremmo fare, che invece abbiamo delegato al volontariato, assistere ragazzine in quartieri degradati'. Questi locali non sono mai arrivati, quando il 'Gapa' ha ricominciato a svolgere le proprie attività in una piazza, il sindaco ha detto: 'mi dispiace ma noi abbiamo deciso di non dare più locali del comune a titolo gratuito, di comodo gratuito'. Poi scopriamo leggendo la delibera che il cinema 'Midulla' è stato dato in parte a titolo di comodato gratuito alla parrocchia di San Cristoforo. Evidentemente ci sono uomini e caporali, figli e figliastri. Abbiamo scoperto che il club della stampa riceverà trenta mila euro, sessanta milioni di vecchie lire, perché questa amministrazione ha bisogno di nuove sale di rappresentanza, per generici impegni che non sono stati definiti. Attendiamo che Catania abbia parecchi luoghi a disposizione dell'amministrazione per ospitare seminari, convegni, dibattiti, incontri, di ogni tipo. Ci sembra soltanto una maldestra gratificazione che viene data al club della stampa. Io vorrei ricordare che questa amministrazione ha quindici giornalisti in busta paga. allora mi sembra un eccesso di investimento in una comunicazione che poi sul piano della qualità della verità, non dipende certo dai colleghi giornalisti, ma da ciò che viene detto da questa amministrazione, è assai deficitaria, è in forte debito nei confronti di questa città. Duecentosettantasei milioni pagati per progettare un autodromo che non verrà mai costruito, perché sappiamo che se un autodromo verrà costruito in Sicilia verrà costruito a Pergusa, però per quale ragione non sprecare 276 milioni accontentando qualche amico geometra, qualche amico architetto, perché costruisca un progetto assolutamente inutile e potremmo andare avanti. Prendete l'elenco dei consulenti, chiedete notizia del lavoro che molti di questi consulenti avrebbero dovuto produrre e non hanno prodotto. Andatevi a guardare l'elenco delle delibere e scoprirete che il sindaco da due anni mente. Allora, di fronte a questa insistente, perniciosa menzogna, il sindaco dica alla città quali sono le sue intenzioni: se intende restare a capo di questa amministrazione sino alla fine del mandato al di là delle battute da 'Costanzo show', ma soprattutto cosa intende fare su questi punti gravi, di grave debito politico che noi abbiamo individuato. Avrei un ultimo suggerimento, di utilizzare questi locali che il club della stampa ha affittato al comune di Catania per attività di rappresentanza e dibattito ed incontro per un pubblico confronto. Io vorrei un pubblico confronto col sindaco Scapagnini, lo voglio, lo vorrei, lo desidero da due anni e lo chiedo fuori naturalmente, non soltanto all'interno dei riti, dei tempi, delle forme del consiglio comunale: chiedo un confronto politico con il sindaco Scapagnini, da due anni. Adesso paghiamo sessanta milioni, l'anno, il club della stampa: credo che questa potrebbe essere per utilizzarla bene "
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Interventi di altri consiglieri: dopo D'Agata, Laudani, il segretario cittadino dei Ds Giuseppe Beretta
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Riprende Fava sul possibile conflitto d'interesse o dell'eventuale incompatibilità dell' avvocato capo Mario Arena, nominato direttore generale del comune, di recente.

Fava:
"No, sul piano giuridico, ma sicuramente sul piano dell'opportunità, perché un signore che è avvocato capo e che è anche nuovo direttore generale del comune -capisco che la tradizione avviata da Scapagnini sindaco e titolare di circa un centinaio di deleghe rende possibile qualsiasi miracolo di moltiplicazione dei tempi e delle funzioni- però in questo caso avvocato capo e direttore generale mi sembra un eccesso di responsabilità e ci sembra soprattutto irrituale il modo in cui si è arrivati a questa nomina, cioè con una lettera del sindaco, senza alcun passaggio politico e amministrativo, che abbia quanto meno allargato il livello di condivisione e di consapevolezza all'interno dell'amministrazione. Il sindaco ha mandato a casa, due anni prima, il vecchio direttore generale e con un tratto di penna ha deciso che da domani l'avvocato capo diventa anche direttore generale. Ipse dixit".

Rosario D'Agata:
"C'è da aggiungere la carenza dell'organico dell'avvocatura comunale, che è molto forte, tanto è vero che ci sono degli incarichi esterni. Sono stati nominati, rinnovati -credo- sette avvocati esterni. Questo naturalmente penalizza poi l'efficienza del servizio dell'avvocatura comunale, che dovrebbe essere uno dei settori vitali della macchina amministrativa. Se a ciò aggiungete che addirittura il capo di questa struttura, diventa direttore generale, con un enorme mole di lavoro e di responsabilità, vi rendete conto come quanto meno ragioni di opportunità politica, di opportunità amministrativa avrebbe consigliato un'altra scelta"

Sulla possibilità di dialogo a partire dal consiglio comunale con questa amministrazione…
Fava:
"Questa amministrazione è un muro di gomma, le scivola addosso tutto. Quello che è accaduto sul biglietto dell'Amt e sulla limitazione della durata del biglietto era stato fatto presente in una lunghissima seduta di consiglio comunale, dati alla mano, ovvero: in questa città abbiamo aumentato l'Ici, abbiamo aumentato l'Irpef, abbiamo aumentato la tassa dei rifiuti, aumentiamo del 20% il biglietto, diminuiamo la durata del biglietto in una città che non ha un piano del traffico, vuol dire pretendere da tutti i cittadini fargli pagare due biglietti. Tutto questo mentre in tutte le grandi aree metropolitane, in tutte le grandi città, carta canta, il biglietto meno di quanto costerà a Catania. La risposta del sindaco è stata di dire: non è vero, a Roma è di meno. Poi, abbiamo dovuto tirare fuori i biglietti del tram, per dimostrare che a Roma il biglietto del tram costa meno che a Catania, dura molto più che a Catania. Se ne sono letteralmente fregati. Poi, quando questa battaglia istituzionale, è diventata battaglia politica e sociale, con diecimila volantini nelle mani dei catanesi, con cinquemila firme, raccolte dall'opposizione civile, hanno cominciato a preoccuparsi. Allora il problema è questo: di fronte alle facce di bronzo, di fronte a questo muro di gomma, che lascia scivolare tutto, noi dobbiamo riuscire a spostare il dibattito politico anche ad altre sedi che coinvolgano la città, per fare capire a questa città che un miliardo regalato all'architetto Bohigas, per un piano regolatore che mai vedrà alla luce, è un modo per sottrarre risorse, non soltanto denari, risorse, risorse politiche, qualità della vita, a questa città".

Scelte giornalistiche al comune condizionate dal monopolio privato catanese?
Fava:
"Secondo noi (il monopolio di Ciancio, ndr) pesa in questa città e pesa in Sicilia, perché diventa poi un modo per strizzare sempre l'occhio a chi controlla le leve dell'informazione. Io vorrei chiedere ad esempio al signor sindaco che cosa ha prodotto il signor Alfio Spadaro, al quale non è stato rinnovato il contratto, ma che si è beccato una sessantina di milioni. Per quale tipo di consulenza? Per fare cosa? Per produrre cosa? E' un nome fra i tanti, scelto a caso, cioè siamo di fronte a dodici miliardi di consulenze che hanno rappresentato un valore aggiunto per questa città o l'ottanta per cento di queste consulenze sono figli, nipoti, figliastri, amici, amici degli amici. Noi lo abbiamo detto due anni fa e abbiamo letto delle delibere che erano agghiaccianti. Ragazze stimabilissime, ma che a vent'anni si trovavano a avere incarichi di consulenza di assoluta professionalità, appena diplomate. Un signore che faceva il pilota di elicotteri e che è diventato il capo degli spostamenti celeri della segreteria particolare del sindaco, prima che gli mettessero i ferri ai polsi, lo inquisissero per non si è capito quali malefatte nelle sue passate… Siamo allibiti. Lo abbiamo detto due anni fa, il sindaco non ha fatto una piega, ha continuato a produrre clientelismo.
Questa vicenda del cinema 'Midulla' grida vendetta, perché io vorrei che il signor sindaco, che la moglie del sindaco, andassero ad occuparsi, insieme, dei bambini di San Cristoforo, come fanno i ragazzi del 'Gapa', che passassero i loro pomeriggi liberi, invece che andare al 'Maurizio Costanzo Show', nelle piazze di San Cristoforo. Nel momento in cui c'è un gruppo di persone che volontariamente, senza chiedere nulla in cambio, perché non chiedono carriera politica, non chiedono voti, non chiedono assunzioni e non chiedono denari, da anni, fa questo e senza che tutto ciò sia nemmeno legato alle sorti dell'amministrazione. L'idea folle che il volontariato è di sinistra e la strafottenza è di destra. Non è così. E' soltanto un senso civico di solidarietà nei confronti di questa città. Che cosa si fa? Gli si toglie la sede, gli si dice che non una sede del comune di Catania va data in comodato gratuito, poi c'è l'amico parroco, il quale probabilmente qualche voticino lo porterà alle prossime elezioni, al quale naturalmente il cinema va dato in comodato gratuito. Tutto questo è degno di una repubblica sudamericana."

Catania "al buio"
Le parole "proibite" di Claudio Fava: la conferenza stampa censurata.
Ecco il testo integrale
Conferenza stampa del 12 luglio 2002 al gruppo consiliare dei Ds, Palazzo degli Elefanti:

a cura di Marco Benanti

Comune, senza mutande
online su Erroneo.org

- consulenze: la "mangiatoia" del comune

- documento: della conferenza stampa di Agen

- documento: conferenza stampa di Scapagnini & co.

- consulenze: lettera a La Sicilia delle associazioni Cittàinsieme, Città Felice, Città Libera, Com. 27 Aprile, Com. per la part. e la dem., Girotondo per la Dem., Itaca

online da Lunedì, 22 Luglio, 2002
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