Rivoluzione fra i pennelli
Ovvero le proteste "estetiche" degli studenti dell'Accademia di Belle Arti di Catania, ormai in una situazione insostenibile

di Alfio Caruso

Da un po' di tempo a questa parte fra le tinture, i colori e progetti architettonici comincia a serpeggiare un vento di rivolta, infatti gli studenti dell' Accademia di Bb. Aa. hanno aperto gli occhi su quello che e' la riforma scolastica italiana ma soprattutto sulle opportunita' a loro negate da ciò che è la progettazione dei nuovi spazi Catanesi.
Spazi che all'interno d'una città come Catania non comprendono solamente le infrastrutture ma anche i servizi, le opportunità di lavoro e l' opportunità di poter accedere alle mansioni a loro più adeguate.

Così un gruppetto di ragazzi prendendo coraggio e sfoderando le armi a loro disposizione, hanno organizzato una protesta di fronte all' accademia con cartelloni, striscioni e dipinti allegorici e un po' di intrattenimento, body painting, scenette sarcastiche sul mondo accademico etc..

Tutto ciò è stato un 11 giugno d'una città cieca alle proteste dei ragazzi, dove l'interesse predominante era il metter da parte danaro e smaltire il lavoro per poi partire per le vacanze estive. Nessun rimprovero all'indifferenza cittadina anche perché ognuno sceglie il mondo in cui vivere, ovviamente si voleva far notare al cittadino o al lettore di queste mie due righe, che la nostra classe dirigente è malata grassa flaccida e difetta di melanina (ad eccezione di Scapagnini, sempre superabbronzato che manco siamo a Honolulu) ed al mare non va mai in estate, per non mostrare gli inestetismi al popolo che, ne rimarrebbe turbato dopo tutte le angosce riversategli dai media, angosce che impediscono al cittadino d' uscir di casa a causa d' un brufolo in faccia. Ma questa ovviamente è un' accusa gratuita, giusto per arrivare al nocciolo del discorso e cioè che nel frattempo che noi ci sollazziamo al mare la nostra classe dirigente, ci propina le leggi del prossimo anno, leggi fatte con più inefficienza dell' anno passato e più astiose di quanto un comune cittadino non si possa immaginare.

In questo clima i ragazzi dell'accademia, consapevoli solo d'esser una parte lesa, urlavano in strada per esser
considerati un corso accademico universitario, e non un semplice secondo diploma, ma soprattutto la loro protesta va al dopo diploma, in sostanza i lavori offerti alla fine del loro corso di studio si limitano a poche mansioni all'interno della società, e quando si è fortunati e qualche santo permette di lavorare, i ragazzi dell'accademia vengono trattati come dei praticoni del pennello non permettendo in alcun modo ai nuovi diplomati di metter a disposizione del mondo, la loro cultura artistica maturata negli anni accademici.
Ma la protesta dei ragazzi non era rivolta solo al futuro e alle
possibilità future; fra i temi della protesta vi era una voce che spiccava decisa e senza incertezze. Credo che non solo i ragazzi dell'accademia hanno portato in campo questa protesta che colpisce ormai tutti gli istituti del catanese. Come gia' avete intuito la
protesta riguarda le infrastrutture in cui tutti gli studenti sono stipati, parlo di edifici piccoli e fatiscenti, che il comune vanta come orgoglio culturale della città.
Non ci si capacita di fronte alla cecità d'una classe dirigente che produce dei carnai sovra affollati e abbia il coraggio di vantarle come ottime e grandiose, ovviamente per la buona volontà degli studenti, ma anche perché dalle tasse, ricevono un introito altissimo.
Ritornando all'accademia la loro condizione e un po' più disagiata degli altri studenti di Catania non perché loro sono artisti e hanno il bisogno di edifici lussuosi ma giusto perché hanno una sede ricavata da un ex supermarket con una decina di aule senza finestre e senza punti aria, ed il loro studio è fatto si di pennelli, ma anche di tinture diluenti colle epossilike. E che dire del disegno. visto e considerato che stanno in tre o quattro in un banchetto e a turno tracciano una linea sul proprio foglio. Ma in fondo non è l'unica cosa che va storta, c'è sempre chi avrà da ridire sulle proteste studentesche, si spera solamente che questa non venga scordata e soprattutto si spera in un miracolo al comune che risolva i mali che lo affliggono.

Il mare ci
aspetta con i brufoli o senza ,e aspettiamo le novità che la nostra classe dirigente avrà da proporci per questo 2002-2003.

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