Mi inserisco nella discussione nata dall’ articolo di Riccardo Orioles ed alimentata da Anonimo.

Intanto, mi preme spiegare perché il mio nick è Coccinella Rivoluzionaria. Ho passato 20 anni della mia vita ad Acireale (CT), vivendo in pieno le spaventose contraddizioni, le sconcertanti realtà che Orioles spesso racconta nelle sue fulminanti mail (a proposito.. per chi non è ancora abbonato basta scrivergli a ricc@libero.it, è gratis e anche un po’ geniale!). Per anni ho lottato insieme ad altri per ottenere spazi e visibilità come giovani, strutture e servizi come cittadini, trasparenza e onestà come elettori. Purtroppo mai nessuna realtà amministrativa locale ha prestato orecchio alle nostre richieste.

Non so se avete presente quale può essere il senso di infinita frustrazione che nasce dalla continua disattesa delle tue speranze, ma vi assicuro che è grande e genera una rabbia grandissima. Bene… Coccinella Rivoluzionaria è il grido che qualcuno, prima di me, ha impresso su un muro di Acireale, qualcuno che forse aveva provato quel senso di rabbia, qualcuno che non aveva altro modo a disposizione per far sentire la sua “voce” ad una realtà sorda agli stimoli e chiusa ad ogni cambiamento politico e sociale. Per anni sono passato davanti a quel “graffito”, per anni ho provato ad immaginare chi l’ avesse realizzato, e perché: oggi faccio mio quel grido per scrivere su queste pagine.

Quindi… la Coccinella Rivoluzionaria ha vissuto a Catania, e la conosce bene. La Coccinella Rivoluzionaria si chiede dove il nostro/a caro/a Anonimo abbia visto questa stupenda, democratica realtà che affresca nel suo articolo. La Coccinella Rivoluzionaria ha visto rabbia, sopraffazione, ricatto, ha visto (di persona) intrallazzi e ruberie. Ha visto il disfacimento delle commissioni anti-mafia più volte denunciato da Orioles, e (ritornando all’ argomento centrale) ha visto SOLO il giornale di Ciancio (ovvero, per non fare il nome, quella sorta di guazzabuglio che è LA SICILIA) troneggiare tronfio nelle edicole catanesi, dedicando interi editoriali alla glorificazione dei “cavalieri dell’ Apocalisse”. Il mio caro Anonimo venga pure ad Acireale, per esempio all’ edicola centralissima di Piazza Duomo, e scoprirà che esposti fuori ci sono solo giornali stranieri (a sottolineare la vocazione turistica siciliana … peccato che mancano i turisti!) e poi, casualmente, La Sicilia. “A Catania funziona tutto nella massima regolarità e correttezza, come si conviene in una città moderna di uno Stato moderno con un governo moderno”, scrive Anonimo. La Coccinella Rivoluzionaria si chiede se Anonimo ci è o ci fa. Se tutto avviene nella massima regolarità e correttezza, come spiega il nostro/a Anonimo i processi a carico di vari managers di Ciancio?
Solito attacco dei giudici “communisti” ? Fantasia? Invenzione ?
E’ vero che Catania è una città moderna e democratica, o almeno lo è per le voci omologate ai potenti di turno: provate invece a sollevare un dubbio, un velo, a diffondere idee “controvento” (Orioles sa di cosa parlo) e forse non troverete questo allegro clima democratico.
Troverete minacce e sabotaggi, bastoni fra le ruote quando non direttamente sulla schiena!
Oggi la Coccinella non abita più a Catania, andata via per lavoro e per rabbia. Peccato…. Caro il/la mio/a Anonimo, potevi dirmelo prima che abitavo in un luogo di così limpida democrazia, di libertà ed opportunità, magari sarei rimasto!!

Per concludere, non vorrei aver dipinto con queste mie righe una realtà catanese troppo oscura e mafiosa: Catania è anche (e soprattutto) vita, impegno sociale, voglia di fare (Orioles, i suoi “ragazzi” ma anche migliaia di altre persone che non sanno neanche chi sia Riccardo, ne sono prova vivente).

Purtroppo questa è sola una faccia della città. Voglio infine sperare che dietro Anonimo in realtà non si nasconda uno dei “fedayn” di Ciancio, perché questo si sarebbe molto “Catania oscura”!

tratto da www.ilbarbieredellasera.com

Che bel posticino, Catania!
Peccato. Potevate dirmelo prima che è una città di così limpida democrazia, di libertà ed opportunità. Magari sarei rimasto

di Coccinella Rivoluzionaria

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