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<<Il
corpo è uno strumento politico>>,
grida Sara, mentre si spoglia sul furgone rosso che si è
fermato nel mezzo di P.zza Stesicoro.
Il messaggio è chiaro, nessuno decida al posto nostro su ciò
che riguarda la sessualità, ma non soltanto.
Quest'anno forse più che altre volte il Pride Gay Lesbica Bisessuale
Trans ha parlato a tutti e chiaramente. In gioco ci sono i diritti dei
singoli e della collettività, come? Lo dice Helena al microfono
:<<Globalizzazione vuol dire, nel linguaggio
del potere e dei media di cui si serve, uniformare il pianeta alle esigenze
produttive di pochi e plasmare la società a seconda di queste esigenze.
La globalizzazione crea marginalità sempre più sofferenti.
Il lavoro, l'ambiente, l'autodeterminazione nelle scelte subiscono la
pressione del governo unico e mondiale, dobbiamo dare voce alle differenze,
alla libertà di essere e di agire>>.
Catania, scelta per il terzo anno per ospitare il Glbt Pride 2002 del
centro-sud Italia, ha visto così sfilare per il suo centro una
carovana non numerosa ma festosa che ha riempito di musica, balli e colori
le strade. Non ci sono state le temute provocazioni nè da parte
di Forza Nuova nè dei giovani di An, che hanno ricevuto l'ordine
di non farsi vivi dai dirigenti locali del partito, molti dei quali detengono
cariche istituzionali anche nazionali. L'unico a non resistere è
stato il giovanissimo assessore allo sport, il nazional-alleato Paolo
De Caro, che dai balconi del palazzo comunale, come chi è logorato
dal potere pur avendolo appena assaggiato, si è affacciato irridendo
al corteo che per tutta risposta gli ha inviato baci e inviti ad unirsi
alla "carnevalata", come è stato definito il giorno dell'
"0rgoglio Resistente" dal consigliere dei Ccd Consoli,
che avrebbe voluto proibire la manifestazione e che si è beccato
dell'intollerante dal Centro di studi teologici di Milano e persino dal
vescovo di Catania Bommarito che ha dichiarato <<Il
Duomo non chiude le porte a nessuno, soprattutto a chi è stato
per lungo tempo stigmatizzato>>.
Nonstante la magra partecipazione le adesioni si sono moltiplicate rispetto
agli anni passati, dalla Cgil ai Ds presenti con i loro striscioni, alla
LILA, attiva nella lotta e nella prevenzione dell'Aids, passando per le
associazioni gay-lesbo di Siracusa, Palermo e Reggio Calabria. Tra i rappresentanti
istituzionali era presente il dott. Piero Montana, consulente del comune
di Bagheria per la realtà omosessuale nominato nel '98 da una giunta
di centro destra e riconfermato da una di centro sinistra, unico esempio
del suo genere sul territorio nazionale.
L'interesse accresciuto è tra le altre cose da imputare al documento
politico del Pride che condanna un sistema patriarcale che <<trova
la sua naturale espressione nella guerra come unica risoluzione dei conflitti,
nelle regole del capitalismo che sfruttano milioni di individui>>,
il documento aggiunge <<la formazione di
una cultura democratica ha bisogno di una scuola pluralista e laica, libera
dall'orientamento clericale e dai condizionamenti di un pensiero unico
dominante che si identifica nelle logiche del potere politico ed economico>>.
Ma il Pride, organizzato dal centro Open Mind,
dall'Arci Catania e dal circolo Lady
Oscar di Palermo non ha soltanto dato vita ad una manifestazione
pluralista e multicolore. Nei quattro giorni precedenti la sfilata si
sono susseguite le iniziative in cui hanno ricevuto ascolto le voci sommerse
della cultura omosessuale grazie a una rassegna di corti e lungometraggi
a cui si sono aggiunte le letture e la presentazione del libro "Tra
le rose e le viole", tenutesi nel giardino della libreria Voltapagina
alla presenza degli autori.
Un altro appuntamento e' stato il 4 luglio a Palermo presso l'Aula Rostagno
del Palazzo delle Aquile dove Titti De Simone, deputata del Prc, e' intervenuta
sul tema delle coppie di fatto in Europa e in Italia dove, lo sappiamo,
le ingerenze della Chiesa hanno finora impedito che si giungesse al ricinoscimento
dei diritti più elementari di coloro che pur convivendo, non sono
uniti da un sacro, istituzionale vincolo.



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