Siamo stati in quaranta in Via Etnea, uomini e donne, per due ore, sotto la Prefettura (davanti alla sede del Ccd, il partito del sen. Cirami), per manifestare sdegno, preoccupazione e netta contrarietà alla proposta di legge del centro-destra sul "legittimo sospetto", che, dopo, la monopolizzazione dell'informazione, l'odiosa legge Bossi-Fini sui migranti e la manipolazione dell'art.18 dello Statuto dei Lavoratori, porta un ulteriore e gravissimo attacco alla legalità, ai diritti e alla democrazia del nostro Paese.

Un SIT-IN, organizzato, mentre a Catania tutto taceva, in sole 36 ore da un gruppo di Associazioni della societa' civile, pubblicizzato da centinaia di e-mail, telefonate, e da un comunicato pubblicato dai tre quotidiani catanesi.

E' possibile supporre che a Catania, pur essendo in periodo estivo e feriale, ci siano solo poche decine di persone che ritengono la proposta di legge sul "legittimo sospetto" ( ormai passata in Senato) un grave attacco alla legalità e alla democrazia?
Dove erano gli uomini e le donne della sinistra, del centro democratico, delle organizzazioni sindacali e dei movimenti catanesi?
Dove erano le "strutture", i militanti, le associazioni dirette, i rappresentanti istituzionali locali e non, "autorevoli" o meno, dei partiti del centro-sinistra e della sinistra plurale?
Dove erano i tanti intellettuali, di sinistra, o, "progressisti", i sedicenti depositari dei saperi e delle scienze, che dall'alto delle loro cattedre impartiscono al "popolo" lezioni di progetto, di linea , ed analisi astratte?
Dove erano i cultori della solidarietà e gli antagonisti ?
Dove erano i rappresentanti "delle arti e dei mestieri", che si proclamano, durante le cene e gli incontri conviviali, impegnati a sinistra e contro il Governo di centrodestra?

Possibilmente, in alcuni non erano in città, altri non informati, i più, invece, erano "in altre vicende affaccendati"! Forse, a farsi i fatti propri: di casta, corporazione, o, di ricerca vanesia dell' autogratificazione dell'ego.

Ma, grande domanda. A parte il SIT-IN, la sinistra organizzata, tutta, Ulivo e altri, a Catania, dov'è, che fa?
Esistono? Svolgono un proprio ruolo attivo e propositivo nella politica e nei rapporti sociali in città? Hanno una strategia comune?: sulle questioni della politica generale, di strategia, dei diritti, di difesa del territorio, sulla vivibilità e l'ecosistema, sulla gestione della città e nella contrapposizione contro gli affarismi politici-mafiosi-clientelari?

Oppure, partiti, rappresentanze istituzionali, organizzazioni sociali di "massa", movimenti, e quant'altro, nei fatti, si sono ridotti ad essere Soggetti chiusi portatori di interessi corporativi.
Soggetti, non dialoganti, e molte volte l'un con gli altri contrapposti.

Comportamenti che nulla hanno a che fare con la politica reale, con la rappresentanza e la difesa degli obiettivi che si dicono di volere esprimere.

Si tratta solo di "parrocchie e parrocchiette"; separati non tanto per differenziazioni oggettive di merito e di metodo, ma, in quanto al servizio di tal o altro capetto.

Vince il principio e la sostanza operativa "quel che fa l'uno deve essere boicottato dall'altro".

Tutto questo mentre a Catania crescono degrado, sofferenze, povertà e malaffari, e il centro-destra predomina e si consolida. In voti, nelle rappresentanze istituzionali locali, in città, nel territorio provinciale, nei quartieri, nei rapporti clientelari con le persone. Di fatto, in mancanza di un'opposizione, forte, convinta, progettuale ed unitaria, il centro-destra spradoneggia, fa e strafa, cuce e tesse a suo piacimento, "culturizza", allarga le clientele e gli affari.

Che si può fare?

Riteniamo necessario che si apra con grande urgenza una riflessione comune. Schietta, efficace ed operativa, per individuare rimedi e percorsi.

A destra di mafia, sinistra di merda
Lettera sul SIT-IN di giorno 30 luglio riguardo al
" legittimo sospetto "

invito per una seria e dura riflessione

Amerigo Giovanni, Bellante Bruna, Di Mauro Mario, Di Salvo Anna, Giurato Grazia, Giustolisi Giuseppe, Murgo Angelo Riccardo, Prato Titti, Provenza Eugenia, Sconza Santina, Signorelli Antonio, Stimolo Domenico
Catania, 07/08/2002

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