PERCHE'?
Oggi, in questo luogo, si ricordano Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, due magistrati che hanno dato la vita per la ricerca della verità e della giustizia.
Ed è solo per amore della verità e della giustizia (nel rispetto della memoria) che on possiamo tacere circa un fatto che ci crea inquietudine:
I Promotori del Convegno "La memoria e l'impegno…" che si sta svolgendo, dapprima, avevano invitato Giambattista Scidà (che aveva accolto l'invito) come uno dei relatori. Dopo, lo hanno escluso.

PERCHE'?
E' intervenuto qualcuno perché gli organizzatori tornassero indietro?
La sua presenza avrebbe creato problemi? E a chi?
E' l'ennesima prova del tentativo di ostacolare la comunicazione non conformistica su temi incresciosi della vita istituzionale nell'area catanese.
Dal libro di Alfio Caruso: "Perché non possiamo non dirci mafiosi"Milano, Longanesi, 2002, pp 127-128: "….A Catania si è verificato di peggio. Un giudice e un magistrato si sono trovati a pedalare in salita… Giovanbattista Scidà era il presidente del Tribunale per i minorenni, Nicolò Marino il sostituto procuratore che ha scoperchiato tante pentole ributtanti di fango… la colpa di Scidà e di Marino e' di essere rimasti estranei alle logiche cittadine, di non avere familiari coinvolti con Cosa Nostra, di non aver acquistato -per ignoranza, per distrazione, per calcolo- appartamenti da costruttori legati a Cosa Nostra, di non aver badato alle amicizie, alle parentele delle persone sulle quali dovevano giudicare o indagare. Scidà e Marino si sono preoccupati e occupati di fare rispettare la legge. Hanno creduto a quanto letto e studiato sui testi sacri: che la legge è uguale per tutti e che la si applica senza particolari interpretazioni per gli Amici, per i Bravi Ragazzi, per i loro simpatizzanti. Scidà è andato in pensione, Marino cambierà sede. La Catania ufficiale, la Catania dello straripante potere massonico, dell'intrallazzo, dei reciproci favori, la Catania in cui il lecito e l'illecito si confondono, s'intrecciano, si amalgamano, ha festeggiato con lo champagne.
L'accantonamento di Scidà e di Marino coincide con il festoso ritorno al passato della città. Rispuntano i vecchi luoghi comuni del "pugno di amici", del "siamo ben altro che mafia", del "basta con il sospetto generalizzato", della "indefinibilità del concetto di mafia", del "c'è mafia e mafia". Per dirla con uno slogan che li racchiude tutti: "Catania, non solo mafia".

(ECCO IL TESTO DEL VOLANTINO DISTRIBUITO IN QUESTI GIORNI DALLE TRE ASSOCIAZIONI CHE LO HANNO FIRMATO IN CALCE)
Catania, luglio 2002

il "caso Catania"
online su Erroneo.org

- memoria storica: Sebastiano "Nello" Scuto, il re degli alimentari. La miccia del "caso Catania"

- parla Giambattista Scida', ex presidente del Tribunale dei minori

- Scida', un uomo "scomodo": volantino del Gapa, Siciliani per la legalita', Citta' Libera

- intervento del magistrato Nicolo' Marino su mafia, giustizia e potere

- Strani silenzi sul "caso Catania"

"Città libera"
"G.A.P.A"
"Siciliani per la Legalità"
online da luglio 2002
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