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Mi
ricordo quando dal quinto e dal settimo piano del mio palazzo gettavano
la spazzatura per centrare il bidone di sotto, e quando i bambini nudi
miei coetanei si facevano il bagno nella fontana pubblica sotto casa.
Non erano tempi lontani, era il 72-73, quando da terrone emigrato
a Genova ero tornato polentone a Catania. La città, la chiamavano
la Milano del Sud, aveva un porto funzionale, era sporca, caotica, i bus
sembravano delle latte di sardine sudate, le fogne non esistevano o erano
tappate dai rifiuti, quartieri degradati e delinquenza ad ogni ordine
di livello organizzativo.
Tutto sommato in questo casino urbanistico e sociale, dove si viveva di
clientelismo, c'era ancora una speranza di lavoro grazie ai Cavalieri...
un poco per tutti.
Nelle scuole, nelle università, c'era politica vera, si discuteva
dei problemi dei tempi, si faceva a botte. C'era cultura incompresa, artisti
incompresi. C'erano i falchi che facevano "pulizia" dei
malviventi, c'erano tanti morti ammazzati, insomma in quegli anni quando
bastava poco per divertirsi in una piazza, la citta, pur vivendo nel suo
folle degrado, era viva e si chiamava ancora Catania.
Oggi siamo nel 2001 e dopo tanti trucchi estetici e politici questa citta'
ha perso la sua vera identità, l'hanno chiamata la Barcellona del
sud, la... Rimini, e oggi su La Sicilia la Copacabana della sicilia orientale.
Ci troviamo con una nuova realtà, i Cavalieri non ci sono
piu', ma ci sono ancora con tanto di pubblicità di Malta sul giornale,
i sindacalisti ci sono ma non capisco dove sono i lavoratori e gli operai
in una città dove non esiste la minima forma di impresa e realta'
industriale. Il senso politico di ognuno si è estinto, S.Berillo
e le sue belle sono state sfrattate e si e' dato il via alla creazione
della Dea Bellezza di Catania. Tutti ci sono e si aggrovigliano per rifare
il trucco del centro storico deturpandone nella maggior parte dei casi
la sua storia. E' stato cambiato parte del calpestio della Via Crociferi,
solo per dar vita economica per anni a inutili scavi che mostravano solo
vecchie fogne e tubature, si è riammodernata l'illuminazione della
bella di notte tagliando di netto lampioni del 600, caricati come detriti
su camions e poi... sostituendoli con veri loculi da cimitero volgarmente
copiati male, via via seguendo fino agli ulivi e le lamiere della Scalinata
Alessi che impediscono una normale salita a una delle Vie barocche piu'
famose d'Europa. Tutti, mi riferisco a tutti, hanno speso follie e grandi
parole per ingrandire all'immenso la divinità di S. Agata, con
il malcontento dei fedeli si e' costruito il megacero Pomodoro/Presti
che ha bruciato in pochi minuti centinaia di milioni e mettendo in serio
pericolo l'incolumita dei presenti. Tutti si danno un gran da fare per
vivere di notte come fosse ormai un obbligo da eseguire, e questo senza
soste settimanali, giorni feriali e festivi.
Ma poi io, povero scemo senza identità mi guardo intorno e ripercorro
gli anni passati e mi ritrovo in una città dove si vive nella pura
indifferenza sociale, politica e culturale, dove il destino di grossi
ghetti come Librino, Monte Po, San G. Galermo, ecc., e' lasciato alla
volontà Divina, dove per far rinascere un minimo discorso politico
che è stato astutamente subito manipolato ci è voluta la
guerra di Genova, la citta' dove vivevo da piccolo terrone.
Catania, una città stupenda con i 1000 problemi del 73 e i 10000
del 2001. Si è vestita una bella dama dimenticando le mutande.
E mi chiedo tutti i giorni e le notti: come si fa a vivere senza lavoro
in una città dal consumismo sfrenato e generale di negozi, ipermercati,
pub e pib?!?!
Ma la gente
che lavora chi è??? Dov'è l'operaio???
O sono pazzo
o lo divento ! Penso che la gente piu figa in se stessa viva a
Catania piu' che a Milano. Si perchè qui si vive nel perfetto
sistema del consumismo in una città dove l'occupazione lavorativa
è al tasso zero!!!
Per questi motivi
rimpiango la vera, di nome e di fatto, Catania del '73.
Anche se hanno
cambiato i numeri dei Bus il casino è comunque totale, sono aumentati
gli stop, i sensi vietati, le strisce blu, le rotonde e i vasi di fiori
ma la situazione la vedo peggiore. Si e' addirittura inventata una
metropolitana in un sottosuolo inacessibile e la cui linea di percorrenza
devo ancora capirla.
Nell'ambito culturale, artistico, e politico preferisco non esprimermi
perche' mi dovrei ribattezzare. Poi cosa vogliono fare ora di S.Berillo,
quartiere storico di Catania, non voglio nemmeno immaginarlo!
In tutti questi anni ho visto questa stupenda e unica città andare
allo sbando tanto che L'Etna s'incazza e sputa lapilli e fuoco. Una città
che artisticamente ha tutto, dal periodo greco romano al barocco e potrebbe
con il suo patrimonio naturale fatto di mare e neve vivere vermente con
il suo vero nome da grande Signora del Sud.
Si vuole trasformare
il lungomare in una specie di Rimini della Sicilia orientale, dimenticando
consapevolmente che a Rimini (posto orribile, n.d.a.) prima di sistemare
le spiagge e invitare i turisti hanno fatto tante altre cose e speciamente
hanno una città dei cittadini che funziona perfettamente con tanto
di fognature e rete idrica.
Concludendo,
l'unica speranza è che rinasca nel Catanese la fiducia in se stesso
e lo spirito d'orgoglio che è radice di tutti i veri siciliani,
la voglia di capire che Catania è e deve rimanere Catania con gli
organi e gli attributi che consentano prima ai catanesi di vivere una
vita decorosa, non con giochi di prestigio ma creando prima di
tutto occupazione vera e non virtuale, estirpando il lavoro nero da 800.000
lire al mese e ricostruire le infrastutture pubbliche, tutte, dal
servizio sanitario alla coda chilometrica allo sportello postale,ma
fondamentalmente
curare il cancro del clientelismo che ha portato a Catania e in tutta
la Sicilia solo illusioni, povertà e favole come quella della Dea
senza mutande.
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