Ne hanno parlato un po' tutti gli organi di informazione indipendente o comunque non leccaculeggiante/sub-governativa: un rotocalco settimanale
berlusconiano (*il* rotocalco etc.), in una "inchiesta" (!) di cui preferiamo non citare niente (nemmeno il titolo), ha scritto cose gravissime su alcuni siti di movimento. L'accusa: servire da veicolo di discussione e propaganda per le sedicenti "nuove" "BR".
Tra i siti oggetto di diffamazione, alcuni li linkiamo da tempo, perche' la loro attivita' ci e' sembrata e tuttora ci sembra preziosa. Ne citiamo uno
in particolare, forse quello piu' preso di mira:
www.informationguerrilla.org. Visitatelo, mettetelo tra i vostri segnalibri, tornateci sovente.

Pochi giorni dopo, viene estradato in Italia Paolo Persichetti, ex BR-UCC condannato per concorso nell'omicidio del generale Giorgeri (1987), da dieci anni esule a Parigi. Il governo cerca di farla passare per una "brillante
operazione" contro il terrorismo, per bocca dello stesso ministro che vorrebbe inasprire i regolamenti carcerari, a suo dire "troppo permissivi".
In effetti, e' scandaloso che i GOM non possano ancora garrotare i detenuti come pare e piace a loro.
[Si parla dello stesso sistema penitenziario che ha scosso profondamente lo stesso dottor Caselli (uno che in fondo ha passato la vita a mandare la gente in prigione), che sembra aver vissuto il suo incarico di direttore degli istituti di pena come una discesa agli inferi.]
Una brillante operazione, dicevamo. Come no! Persichetti non si e' mai nascosto, viveva alla luce del sole col proprio nome e cognome, faceva il ricercatore universitario e contribuiva regolarmente all'erario francese, firmava articoli e libri (citiamo fra tutti il saggio "Il nemico inconfessabile", scritto a quattro mani con Oreste Scalzone, Odradek, Roma
1999), era una presenza assidua e per nulla camuffata nel dibattito sul movimento globale. Suoi interventi sono apparsi su diverse mailing list italiane, su Indymedia e su Rekombinant. Un suo articolo intitolato "Biagi,
Cofferati e il compagno Monteventi" e' disponibile qui:
http://www.rekombinant.org/article.php?sid=1792
Forse alludeva a quest'ultimo aspetto la pseudo-inchiesta di quel tal settimanale riguardo alla presenza dei brigatisti su Internet? Forse quell'articolo era un annuncio criptato dell'operazione-Persichetti? Chi lo sa. Certi articoli e certe interviste hanno diversi livelli di interpretazione, e' come se tra le righe qualcuno scrivesse messaggi col succo di limone: avvicini il foglio a una fonte di calore et voila!
L'estradizione di Persichetti stabilisce un brutto precedente e mette a repentaglio le esistenze di un centinaio di esuli in Francia, molti dei quali sinora tutelati da principii di civilta' rimasti intatti nel Diritto d'Oltralpe pre-Schengen, come l'inesistenza di reati d'opinione "anabolizzati" e quindi l'indisponibilita' a estradare gli accusati di "concorso morale" et similia. A suo tempo (fine anni Settanta) la stessa
Amnesty International denuncio' pubblicamente la lesione del diritto di difesa e la negazione di garanzie processuali a molti imputati di reati politici, per questo spinti alla fuga all'estero.
A partire dalla settimana precedente il delitto Biagi, a ogni ondata di lotte sociali (tra poco si potra' parlare di vera e propria mareggiata) i media governativi hanno risposto agitando (o evocando?) lo spettro del "nuovo terrorismo". In corrispondenza di ogni defaillance dell'Esecutivo, sono rimbalzate sui giornali presunte minacce a qualche suo tirapiedi piu' o meno oscuro.
Nel caso del suicidio simulato di Michele Landi (esperto informatico che pare stesse "tracciando" la rivendicazione via e-mail dell'attentato di via Valdonica), i cronisti si sono ben guardati dal fare 2 + 2.
Dopo la pubblicazione delle lettere di Biagi da parte di "Zero in condotta" e l'inchiesta che sta producendo smottamenti nella questura e nella prefettura di Bologna, e' ormai palese che la vita di Marco Biagi (per semplice "leggerezza"?) fu offerta ai sicari su un vassoio, come la testa di
Giovanni Battista.
Quanto alla "danza dei sette veli" (delle sette veline), quella l'hanno fatta gli inquirenti, con tutte le panzane sull'identita' tra l'arma che uccise d'Antona e quella usata per uccidere Biagi. Non era vero niente, non c'era ancora stata nessuna perizia balistica, ma i giornali pubblicarono le bubbole a caratteri cubitali (La Repubblica ci schiaffo' sotto un bel
riquadro sui sottoscritti e sul racconto "Carcajada profunda y negra", con l'aggiunta di un untuoso predicozzo sulle pagine bolognesi di qualche giorno dopo). In seguito, perquisizioni in diverse citta', secondo una logica che - facciamo pure gli ingenui - "sfugge": a ritrovarsi con la casa e la vita sottosopra sono sindacalisti di base, esponenti dei Social Forum, iscritti a Rifondazione...
Piu' il nemico e' astratto e virtuale, piu' l'emergenza produce effetti concreti sulla realta'.
C'e' veramente qualcuno che creda a scatola chiusa all'esistenza di queste "nuove" "BR"? Vi e' da qualche parte chi non si ponga nemmeno un dubbio sulla tempistica dei comunicati e sul loro utilizzo criminalizzante e tendenzialmente *criminogeno* (perche' vorrebbe trasformare in reati comportamenti perfettamente leciti, ampliando quindi l'area dell'illegalita')? Non e' evidente? Si mettono alla gogna gli attivisti di oggi, si appendono spade
sulle teste degli attempati veterani di ieri.
Eppure, anche a sinistra, c'e' chi preferisce non fare la basilare addizione di cui sopra. Pur di non farsi accusare di "dietrologia", la stessa gente che ha sempre urlato "al lupo!" per complotti che non c'erano (vedi il caso 7 Aprile), lascera' le pecore in balia di belve reali e complotti piu' temibili? Non basta l'indignazione per le scorte ritirate, qui occorre una
controinchiesta generale su tutte le incongruenze e le cazzate. A differenza di quella celeberrima su Piazza Fontana, non puo' sobbarcarsela solo il movimento o la sinistra sociale che dir si voglia. Deve muoversi anche
l'opposizione ufficiale.

Fonte: /Giap/ 28/8/02 - la newsletter telematica di Wu Ming

C'e' veramente qualcuno che creda a scatola chiusa all'esistenza
delle "nuove" "BR"?

di Wu Ming

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