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No. Non è
un eroe. Il tanto compianto Carlo Giuliani non è decisamente un
esempio da ricordare. La compassione umana per la sua scomparsa non dev'essere
confusa con la sua figura civile.
Non chiamatelo eroe, o imbecille, come quelli che usano la violenza per
fare i prepotenti, come tutti quelli che manifestano per un ideale perchè
è di moda, come tutti quelli che fanno delle idee una bandiera
e poi dimostrano con i fatti il contrario. Solo un ragazzo trovatosi al
posto sbagliato in una guerra sbagliata; perchè la Globalizzazione
è un fenomeno culturale e si combatte con la Cultura.
Si lotta contro la globalizzazione usando Internet (prodotto principale
della globalizzazione). Si manifesta a Seattle, a Davos, a Goteborg, a
Genova per appartenere ad un gruppo, nessuno mai va a manifestare quando
si riunisce il WTO (Wold Trade Organization) vero motore della globalizzazione,
nessuno ha protestato per l'introduzione dell'Euro che diventerà
il principale fenomeno della globalizzazione in Europa. E' facile lottare
contro la globalizzazione a parole ma è nei fatti che si combatte.
La vera guerra dev'essere fatta contro chi produce alimenti con materie
modificate geneticamente, contro l'omogeneità dei sapori, contro
chi ci vuole imporre stili di vita non nostri.
Quali sono le armi? Semplicemente noi. Il nostro potere d'acquisto. Il
fronte è il carrello della spesa, i consumatori che premiano i
prodotti naturali e locali combattono contro le multinazionali con più
efficienza. Vi ricordate la guerra delle banane? quanti sarebbero attratti
da piccoli frutti verdi con qualche macchiolina? Voi mettere! un frutto
carnoso, grosso, giallo che fa venire l'acquolina in bocca. Eppure
paradossalmente comprando il frutto verde che è infinitamente più
gustoso
aiutiamo i produttori del terzo mondo, comprando il frutto giallo arricchiamo
i paperoni che li sfruttano. La globalizzazione è questo.
La vera
priorità è distinguere quello cher vogliamo globalizzare,
scienza tecnologie, farmaci, da quello che non vogliamo omogeneizzare,
alimenti, culture, identità.
Credo
fermamente che la morte di quel manifestante sia da attribuire alla
mancanza di Idee, e dalla stupidità di quanti pensano che il bastone
serva a
farsi considerare (non si chiamavano fascisti?) per imporre l'opinione
di
pochi.
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