Popolo di che?
siamo in una nuova era, in cui la popolazione civile reclama il diritto di dire la sua?


di
Antonino
Musco


C'è un gran parlare a proposito della globalizzazione, del popolo di Seattle (e questa volta i Nirvana non c'entrano), del vertice dei G8 che si terrà a Genova dal 20 al 22 Luglio.
La cosa rientra ormai nella grande categoria degli "eventi mediatici", immagini da vedere al telegiornale e magari commentarle come sfoghi di scapestrati anarchici repressi che danno le mazzate alla polizia (anche se di fatto le prendono) e che tirano i sassi ai MacDonalds.
C'è una grande disinformazione al riguardo e sono in molti a protestare senza conoscere a fondo i fatti. E poi bisogna fare attenzione, perché spesso le manifestazioni lavorano per interessi specifici, per le multinazionali, che potrebbero avere interesse appunto a sollecitare una protesta così da sfavorire un concorrente.
Il discorso è molto delicato , bisogna fare molta attenzione.

Chi è il popolo di Seattle, chi ne fa parte?
"Il popolo di Seattle è un movimento composito, una situazione a cipolla che unisce la militanza tradizionale a movimenti più recenti. Il vecchio orizzonte degli stati nazionali è tramontato e il cittadino non si confronta con il potere politico. C'è uno scollamento tra l'esperienza ordinaria e i governi. E questo crea un'ansia che non si riflette solo nei movimenti" Alessandro Dal Lago.

Dietro questo nome c'è un'organizzazione ben strutturata, suddivisa in gruppi (lavoratori, ambientalisti, studenti, anarchici, umanisti, neo-mistici, le tute bianche - soltanto una minoranza del variopinto popolo di Seattle che con la loro abilità nel gestire la comunicazione sono riuscite a diventarne insieme l’avanguardia di combattimento e il simbolo mediatico), ognuno di essi dà voce alle proprie istanze e manda i propri rappresentanti in un Consiglio di Coordinamento. Questo è l'esempio migliore di come questi "anarchici" uniscono la democrazia di base e la spontaneità dell'azione con la capacità di prendere decisioni in sede centralizzata. Questa "direzione logistica" ha il compito di far aggregare maggior gente possibile nelle sedi delle manifestazioni ed assicurare le infrastrutture per la riuscita delle proteste. La posta elettronica ed internet sono i veicoli di comunicazione preferiti per l'organizzazione.

"Abbiamo degli analisti esperti di comunicazione. Sappiamo che cosa dobbiamo fare perché si parli di noi" Luca Casarini l’“uomo immagine” delle tute bianche.

Perchè il vertice dei G8 si svolgerà a Genova?
La scelta sulla città di Genova è caduta quando era presidente del Consiglio Massimo D'Alema, il deputato DS che è legato a Genova perchè ha studiato al Liceo D'Oria quando suo padre funzionario della Federazione dell'allora Partito Comunista Italiano era stato inviato in missione in Liguria.
A sollecitare la scelta a D'Alema era stato un suo fedelissimo Claudio Burlando, ex sindaco. E Burlando aveva fatto dare questo onore a Genova perchè il sindaco Giuseppe Pericu comanda una Giunta di centro sinistra.
Per il G8 a Genova sono stati stanziati più di 150 miliardi di lire:

90 dal Governo
30 dal Comune
7 dalla Provincia
2 dalla Regione Liguria
7 da sponsor privati.


Prima il ministro degli Esteri Renato Ruggiero e poi Silvio Berlusconi hanno detto che gli obiettivi del popolo di Seattle sono gli stessi del governo. Voi ci credete?

Chi sono questi G8? Cos'è 'sto G8?
E' il vertice dei Capi di Stato o di Governo delle potenze industrializzate.
Ne fanno parte otto nazioni:
Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Italia, Germania, Giappone, Russia, Canada

Globalizzazione economica cosa significa, quali sono le implicazioni del termine? Oggi viviamo in un mondo globalizzato, frutto di un processo iniziato negli anni '70. Non si può più tornare indietro, perché cosa facciamo, chiudiamo le frontiere? Accettiamo di non conoscere le culture degli altri paesi? Globalizzazione vuol dire questo. Musica, cultura e viaggiare liberamente. Tutte cose di cui non possiamo più fare a meno. Visto che la situazione è questa, abbiamo bisogno di regole: regole che devono imporre gli stati e non il libero mercato. È meglio che non siano le multinazionali a determinarle. L'OMC (Organizzazione Mondiale per il Commercio) - in americano WTO - è in questo senso l'istituzione del nuovo millennio. Dopo gli accordi di Marrakech, nel '94, vi aderivano 123 paesi. Oggi sono 140 e la maggioranza è rappresentata da paesi in via di sviluppo, molti paesi africani, quasi tutti i sudamericani.Quelli un po' più indietro sono i Paesi Arabi, che però stanno entrando, come anche la Cina. Quindi il 98% dei commerci mondiali sta dentro questa organizzazione.

Quali gli aspetti negativi della globalizzazione?
Di certo la competizione non regolata. Un pericoloso aspetto prevaricatorio. Ma attraverso l'OMC la competizione può essere regolata e così anche gli interessi dei piccoli stati sono maggiormente tutelati. Non aprirsi al dialogo, oltre che alla competizione, è negativo perché si perde la trasparenza, e si rischia di essere vittime dei paesi più forti. Per il momento sulla OMC c'è un grosso problema di disinformazione.

Quali sono i rapporti tra OMC e ambiente? Alcune decisioni sembrano orientate a sfavore della questione "ambiente". Tuttavia, la tendenza dell'OMC è senza dubbio quella di tenerne conto. Il suo compito è occuparsi di commercio, per questo la OMC non si può occupare di salute e di ambiente. Ci sono altri organi sovranazionali preposti a discutere la questione ambientale. Comunque, è stato creato all'interno della OMC un comitato che si occupa proprio delle implicazione del commercio sull'ambiente. È, appunto, in quest'ottica che l'OMC si può occupare della questione: essere più trasparente e stabilire accordi con altre organizzazioni. Alcuni esistono già, per esempio con la OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro), il WHO (Organizzazione Mondiale per la Sanità), e poi è stato aperto il dialogo con le ONG.
Questo è molto importante perché tra queste ci sono degli specialisti (come Greenpeace) che possono essere di supporto nelle controversie tra stati all'intero del foro della OMC.

E la Chiesa cosa dice?
"Una delle preoccupazioni della Chiesa circa la globalizzazione è che è divenuta rapidamente un fenomeno culturale. Il mercato come meccanismo di scambio è divenuto lo strumento di una nuova cultura. Molti osservatori hanno colto il carattere intrusivo, perfino invasivo, della logica di mercato, che riduce sempre più l'area disponibile alla comunità umana per l'azione pubblica e volontaria a ogni livello. Il mercato impone il suo modo di pensare e di agire e imprime sul comportamento la sua scala di valori. Le persone che ne sono soggette spesso considerano la globalizzazione come un'inondazione distruttiva che minaccia le norme sociali che le hanno tutelate e i punti di riferimento culturali che hanno dato loro un orientamento di vita". Discorso del Papa del 27 aprile 2001 ai membri della Pontificia Accademia delle scienze

In conclusione, quale spunto di riflessione il discorso di Antonio Ukmar, docente di Diritto Commerciale Internazionale presso l'Uninversità di Napoli: "Informarsi, informarsi e informarsi. Su internet e, soprattutto, sui siti ufficiali: non seguire solo le notizie sulla stampa alternativa. È impossibile avere un quadro completo della questione in questo modo. Il sito del WTO è stato rinnovato. Ora è più trasparente. E c'è una guida semplice e completa su cos'è e cosa non è il WTO".

Genealogia del Popolo di Seattle

Novembre 1999 - Seattle (Usa)
Terza conferenza mondiale del Wto (World trade organization) o Omc (Organizzazione mondiale dei commerci).

Nasce il termine "il popolo di Seattle" ad indicare sinistra, pacifisti, ambientalisti, sindacalisti, associazioni dei consumatori contro la globalizzazione, i cibi transgenici, la tecnologia imperante. Intervengono 50 mila manifestanti con 500 associazioni, sono soprattutto americani. Slogan, cortei e lacrimogeni: una città sotto assedio. Sospesa la cerimonia di apertura i lavori slittano di cinque ore. Clinton promette una "globalizzazione verde e dal volto umano". "E' impossibile liquidare una rivolta cosi' diversa, e assieme unanime, senza chiedersi che cosa l' abbia generata", scrive il Wall Street Journal.

Aprile 2000 - Washington (Usa)

Riunioni della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) . Diecimila persone arrivano nella capitale per la Mobilitazione A16 per la giustizia globale (A 16 vuol dire 16 aprile). Al grido di "Sfonda il fondo", "sbanca la banca" il popolo di Seattle annuncia di esistere davvero.

Settembre 2000 - Praga Vertice del Fmi, Fondo monetario internazionale. Arrivano cinquemila giovani da tutta Europa. La stampa rileva la presenza di tre gruppi: i blu (i più agguerriti, anarchici e trozchisti europei), i gialli (italiani e spagnoli del Global Action Express), i rosa (pacifisti per lo più inglesi). Attacco a MacDonald.

Dicembre 2000 - Nizza


Summit dei governanti dell'Unione Europea. Millecinquecento manifestanti italiani del Global Action Express vengono bloccati a Ventimiglia. Nella paura che venga assaltato il consolato francese, la polizia carica i manifestanti.

Gennaio 2001 Davos (Svizzera) e Porto Alegre (Brasile)


Forum del World Economic Forum a Davos che riunisce i mille potenti del mondo (multinazionali etc) e contro forum con il Forum Sociale Mondiale a Porto Alegre. Nel primo all'ordine del giorno anche le diseguaglianze sociali, mancano però rappresentanti del neo governo Bush jn. I manifestanti sparuti sono tenuti a bada da una temibile polizia svizzera in assetto di guerra. Successo a Porto Alegre: più di 10 mila partecipanti e mille giornalisti. Tra gli intervenuti Josè Bovè, Danielle Mitterand e messaggio del subcomandante Marcos.


Giugno 2000 - Göteborg, (Svezia)

25 mila persone pronte ad azioni di disobbedienza civile. Ma la violenza è salita di tono. La polizia ha sparato. Brutto segno.

Libri, autori e altro-
Luciano Gallino, Globalizzazione e disuguaglianze, Laterza, 2000. Ecco una recensione e qui ce n'è un'altra. Ernesto Balducci, La terra del tramonto, Ecp, San Domenica di Fiesole, '92 e www.testimonianze.org Discorso del Papa del 27 aprile 2001 ai membri della Pontificia Accademia delle scienze
Zygmunt Bauman (“La società dell’insicurezza”)
Pierre Lévy (“Cyberculture”).

Documenti consultabili su:
www.genoa-g8.it
www.tutebianche.org
www.verticeg8genova.it
www.esteri.it/g8/index.htm
www.genoa-g8.org
www.controg8.org
http://utenti.tripod.it/enriquez1/codicea.htm
www.wto.org

 

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