Rogatorie di cosa nostra



interviste e brani tratti dalla stampa internazionale e nazionale e da siti internet
a cura di di Antonino Musco

Striscioni in SenatoNel nostro parlamento gli avvocati-onorevoli di Silvio Berlusconi si danno da fare giorno e notte per far approvare una nuova legge sulle rogatorie internazionali che salvi il premier e l’onorevole Cesare Previti dai processi per corruzione.
Un colpo di mano che mette a rischio oltre 5 mila processi per mafia, pedofilia, riciclaggio, immigrazione clandestina, traffico di droga e di armi. Alla faccia dei proclami elettorali di partiti come la Lega o An, in prima fila nel chiedere massima severità contro la criminalità. "Città più sicure" si diceva in tempo di demagogia elettorale.
Paradossalmente, la giustizia diviene il crimine ed il crimine la giustizia.


Bernard Bertossa, procuratore capo del tribunale di Ginevra, così si è espresso in un'intervista al Corriere della Sera (5/10/2001, pag.23) al riguardo del decreto legge votato dal parlamento italiano in gran fretta: "La legge sulle rogatorie è una catastrofe per la giustizia internazionale. In dodici anni di collaborazione giudiziaria con Paesi di tutto il mondo non ho mai visto norme del genere. [...] Si tratta chiaramente di disposizioni politiche dirette a far cadere le indagini e i processi più delicati. Ma anche per il futuro per noi magistrati svizzeri diventerà impossibile collaborare con l'Italia nelle indagini sulla corruzione, sul riciclaggio dei patrimoni mafiosi e sulle organizzazioni che finanziano i terroristi. In un momento storico in cui Usa ed Europa premono per una maggiore trasparenza finanziaria l'Italia fa un passo indietro. [...] Si tratta di una scelta politica che contrasta con tutte le convenzioni internazionali sulla validità delle prove raccolte all'estero. [...] L'Italia di oggi mi ricorda la Russia di Breznev. Solo nell'ex Urss c'era un così ampio potere economico, mediatico e politico concentrato in una sola persona. E' paradossale che impostazioni ideologiche così diverse arrivino a risultati così simili. [...] L'articolo 17 è una cosa mai vista, non conosco un'altra norma nel mondo che consenta di cancellare prove già formate".

Il procuratore generale di Milano, Francesco Saverio Borrelli, e il procuratore della Repubblica, Gerardo D'Ambrosio scrivono al Consiglio Superiore della Magistraura all'indomani del duro scontro successivo al varo della legge sulle rogatorie. "Confidiamo che l'organo di autogoverno voglia accordare tutela alle persone, che sono state ingiustamente ferite in occasione e a causa del compimento del loro dovere" scrivono i due magistrati. Un testo che è una esplicita richiesta rivolta al Csm affinché avvii un'iniziativa a tutela dei magistrati dopo le critiche ricevute dal governo e dalla maggioranza sulla nuova normativa sulle rogatorie. Un'iniziativa che suscita nel Ministro della Giustizia, il leghista Roberto Castelli, un'alzata di spalle e una frase tagliente: "Mi occupo di cose più serie".
Borrelli e D'Ambrosio chiedono al CSM di assumere ogni iniziativa "per stigmatizzare l'incivile e inammissibile violazione dei principi di verità e di rispetto istituzionale, commessa in sede politica ai danni della magistratura". Un attacco diretto al governo, anche se Borrelli nega di cercare "lo scontro" e parla invece di "reazione alle offese ricevute".
Borrelli e D'Ambrosio se la prendono con quelli, tra le fila del governo e della maggioranza, che hanno difeso la nuova legge, definendola come un mezzo per impedire l'utilizzazione di prove false nella pronuncia di sentenze di condanna. Un accusa che i due magistrati giudicano infamante. "In nessuno dei casi, ai quali le impudenti dichiarazioni si riferiscono - sostengono i due magistrati - erano state finora sollevate in sede processuale questioni di inautenticità di documenti, ottenuti attraverso procedure rogatoriali. Ma non v'è dubbio che tali prese di posizione abbiano danneggiato la credibilità dei magistrati".

Il settimanale inglese The Economist: Conflitto d’interessi irrisolto, rogatorie, falso in bilancio. Silvio Berlusconi ha avuto «una partenza accidentata» nei primi tre mesi di governo. «Cattiva sorte e guida goffa, su una strada insidiosa»: il settimanale inglese traccia un bilancio negativo delle mosse del Cavaliere, pur riconoscendogli circostanze sfortunate: la recessione internazionale e la guerra al terrorismo.

Nanni Moretti (la Stampa, 6/10/2001): "Sono esterrefatto per quello che è successo nel Parlamento italiano". Il regista Nanni Moretti, Palma d'oro a Cannes e ospite ieri del Festival di Annecy, in Francia, non usa mezzi termini per criticare la legge sulle rogatorie. "Ci sono degli avvocati del presidente del Consiglio, che lui ha fatto eleggere parlamentari, che hanno cambiato una legge che renderà più difficili i processi contro il premier e i suoi amici»"

il quotidiano spagnolo El Pais (4/10/2001): La riforma sulle rogatorie, approvata per 302 voti a favore e 207 contrari, prevede tralaltro una modifica sostanziale dell'accusa di falso in bilancio, per la quale Berlusconi è accusato in tre processi.

il Business Week, settimanale americano dedica l'editoriale (Berlusconi's accidental gift to bin Laden) al nostro presidente del consiglio: "La mannaia è calata. Dagli attacchi dell'11 Settembre le autorità americane ed europee hanno rafforzato la cooperazione internazionale nelle indagini della polizia, mettendo in comune tutte le informazioni sui conti bancari usati dalle reti terroristiche e restringendo le leggi sul reciclaggio del denaro sporco e su altri crimini finanziari. Eppure c'è un Paese che sta marciando nella direzione opposta: l'Italia, e ciò nonostante il giudizio contrario delle autorità giudiziarie. E il principale responsabile non è altri se non il primo ministro, Silvio Berlusconi".

Ed ecco i firmatari della legge. Se volete potete mandare il vostro parere a questi nostri rappresentanti che, in un momento difficile per l'umanità, non trovano di meglio che far passare in tutta fretta normative a beneficio della malavita organizzata che invece dovrebbero combattere.

On. Cesare Previti (infoline dubbi, perplessità, domande)
previti_c@camera.it
On. Gaetano Pecorella (Pres. Commissione Giustizia)
pecorella_g@camera.it
Sen. Marcello Dell'Utri (Forza Italia - firmatario della proposta di legge)
m.dellutri@senato.it
Sen. Enrico Pianetta (Forza Italia - firmatario)
e.pianetta@senato.it
Sen. Raffaele Iannuzzi (Forza Italia - firmatario)
r.iannuzzi@senato.it
Sen. Guglielmo Castagnetti (Forza Italia - firmatario)
g.castagnetti@senato.it
Sen. Paolo Guzzanti (Forza Italia - firmatario)
p.guzzanti@senato.it
Sen. Aventino Frau (Forza Italia - firmatario)
a.frau@senato.it

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