Architetto
del nuovo corso della Spagna post-franchista, Baldeweg ha realizzato molte
opere pubbliche nel suo Paese, re-inventato le forme della tradizione
iberica con originalità e con solide basi culturali.
Definire
Navarro Baldeweg solamente architetto è riduttivo, la sua personalità
artistica si è manifestata intensamente anche come pittore. Come un artista
rinascimentale Navarro Baldeweg è un artista a tutto tondo. Del resto
il suo percorso artistico è coerente con il percorso formativo seguito.
Dagli anni dei primi studi di pittura a quelli dincisione presso
la scuola di Belle Arti a Madrid a quelli dellistituto superiore
darchitettura di Madrid ha tratto la metodica operativa e la capacità
dosservazione nonché il gusto per la composizione, per la sperimentazione
e per lopera darte totale.
Punto caratterizzante della sua formazione è il movimento moderno soprattutto
nellesperienza degli artisti figurativi che con la loro opera hanno
rivoluzionato il modo della percezione dellimmagine e degli oggetti
come Marcel Duchamp e i suoi studi sul movimento.
Inoltre la figura di Juan Navarro Baldeweg è completata dalla sua attività
dinsegnante presso le università americane della Pennsylvania e
di Yale e dai numerosi scritti che accompagnano la sua opera dartista
e darchitetto.
Caratteri
dell’opera di Navarro Baldeweg
Il percorso artistico di Navarro
Baldeweg per la sua articolazione pone l’autore nel novero degli artisti
concettuali. è impensabile scindere l’opera architettonica
da quella pittorica perché analizzando i dipinti si ritrovano gli elementi
caratterizzanti della sua architettura ma è altrettanto vero che certe
tematiche architettoniche sono state trasposte negli allestimenti che
ha proposto.
La
ricerca della consapevolezza dell’oggetto artistico o dello spazio architettonico,
sono al centro del lavoro di Navarro Baldeweg. L’occhio è il mezzo attraverso
il quale l’osservatore prende coscienza dell’avvenimento artistico, la visione
non e solo un fenomeno fisico ma culturale. L'immagine tradotta dalla coscienza
ritorna al mezzo per cercare dettagli sempre più precisi e determinare l’emozione
che l’oggetto artistico provoca. Mentre Duchamp, suo virtuale maestro, concentra
l’attenzione sulla fenomenologia della sensazione, Navarro Baldeweg ribaltando
il concetto pone la sua sulla coscienza del fenomeno attraverso la visione.
La ricerca della simmetria, reale o celata alla prima analisi,
è l’elemento caratterizzante dell’esperienza di Navarro Baldeweg. Il concetto
di simmetria non è espresso da convenzioni geometriche ma da precisi riferimenti
culturali. La simmetria allora si manifesta attraverso la coscienza del
fenomeno artistico che a sua volta dipende dalla visione. Questi concetti
appaiono più evidenti dall’analisi d’alcune sue opere in cui è marcato
il dualismo pittura - architettura che caratterizza l’opera di Navarro
Baldeweg.
L’allestimento
Movimento davanti all’occhio, movimento dell’occhio racchiude nel
titolo in sintesi tutto il pensiero di Navarro Baldeweg. Un grande pannello
contiene undici immagini le quali sono composte secondo una precisa forma
di simmetria che benché non apparente permea tutto l’insieme, la simmetria
è l’ordine che l’artista si è dato. Le immagini di destra sono foto prese
da destra, le immagini del centro sono frontali, le immagini di sinistra
sono ritratte da sinistra. Il volto della contessa Casati rappresenta
il punto di fuga della composizione. Gli occhi del ritratto concentrano tutte le energie e le
trasmettono allo spettatore. Ogni immagine isolata nello spazio
ordinato assume una duplice identità: quella della figuratività e quella
dell’insieme, identità che peraltro si contrappongono creando la coscienza
dell’opera stessa. Ma anche la singola immagine è simmetrica rispetto
alle altre, così ogni soggetto è duale dell’altro e all’interno delle
immagini si trova uno sdoppiamento degli punti di composizione segnalato
dalla presenza d’oggetti della stessa natura che danno senso e movimento
all’insieme.
Altre due opere pittoriche i Kouros e Le lune
ripropongono il tema della simmetria. Nel Kouros bianco raggi di
luce immateriale spingono l’occhio abbagliato al centro da dove si dipartono
le diagonali che mostrano la bufera delle emozioni del Kouros che a differenza
di quelli classici vive interiormente tutta la drammaticità della sua
esistenza, dramma metaforicamente rappresentato dalla bufera che si diparte
dal centro della composizione. Nelle Lune la simmetria della composizione
è manifesta tuttavia non è questo il tema dominante. Il movimento circolare
che compie l’occhio crea un percorso mentale che conduce l’osservatore
ad un intimo pensiero sullo spazio e sul tempo.
Infine
un tema caro a Juan Navarro Baldeweg è la cupola, che nella sua
opera di pittore e d’architetto assume il ruolo d’elemento tipologico
compiuto. La cupola per Navarro Baldeweg è un progetto sospeso,
infatti, spesso è un baldacchino sorretto da strutture laterali, ma
compiuto, un oggetto che si unisce ad altri per creare la continuità dello
spazio ma che preso singolarmente contiene ancora le caratteristiche di
continuità e di compiutezza. Le cupole di Dance e di Soane sono gli archetipi
cui si riferisce Baldeweg sovvertendo la concezione di questi architetti.
Infatti, le cupole di Dance e Soane costruite agli albori dell’epoca dell’architettura
di metallo affrontavano il tema del nuovo materiale (la ghisa) cercando
nuove forme capaci di far esprimere al meglio le possibilità date dai
nuovi materiali. Soprattutto nelle cupole di Soane si può notare la progressiva
fusione fra gli elementi portanti e gli elementi portati, fino alla scomparsa
dell’arco come unità architettonica individuale e alla contemporanea presenza
della continuità spaziale della cupola. Nell’opera di Juan Navarro Baldeweg
la cupola è l’elemento ordinatore che con la sua continuità da forza allo
spazio sottostante. I cassettoni che spesso caratterizzano le sue cupole
determinano i raccordi con le superfici verticali e la scansione ritmica
degli spazi.
Ancora una volta è attraverso un dipinto che esprime la ricchezza
del tema. Il Bagno del 1985 trova i suoi antecedenti nelle immagini
classiche dei bagni turchi d’Ingres e nella Piscina di Matisse
ma in questo dipinto la cupola dispensatrice di luce, è il soggetto protagonista
dell’azione. La curvatura della cupola è l’elemento ordinatore della composizione.
Il giallo esprime la luce, il blu l’acqua e le ombre, le figure, rosse,
si muovono fra questi due elementi, gli
occhi bianchi non diffondono luce come i normali lucernari ma riflettono
la luce propria della cupola. I colori individuano gli elementi fondamentali
a garanzia dell’effetto finale. La vasca esagonale per effetto della prospettiva
è speculare della cupola ma ne è contenuta.
Opere
architettoniche di Juan Navarro Baldeweg
Le numerose realizzazioni di Juan Navarro Baldeweg si
trovano quasi esclusivamente in Spagna. Gli spazi della sua architettura
sono fortemente influenzati da modelli iberici e più in generale mediterranei
così come le forme ed i materiali.
Gli interventi maggiori si trovano all’interno di
strutture urbane fortemente caratterizzate, come la ristrutturazione
dei mulini a Murcia, i progetti a Madrid e a Barcellona, ma in tutte
le occasioni l’architetto non propone immagini discoste dal paesaggio
urbano usando forme, materiali e tecnologie troppo innovative né tanto
meno interrompe la continuità spaziale di questi ambienti. Piuttosto Navarro
Baldeweg si inserisce nel ambiente in maniera discreta e a volte seriosa,
è il disegno del particolare che determina la presenza di un edificio
moderno. Alla compostezza esterna fa da contrappunto la complessità degli
spazi interni che sono spesso caratterizzati da cupole di forme insolite,
da cassettoni di memoria classica, da ambienti in sequenza come in una
passeggiata architettonica. I materiali sono pochi, semplici e spesso
grezzi ma capaci di dare forza alle forme. Il calcestruzzo a faccia vista
delle volte è alleggerito da ampi tagli da cui filtra luce naturale o
artificiale, il legno individua le superfici utilizzabili, la pietra che
riveste gli esterni garantisce la continuità con l’ambiente circostante
e nello stesso tempo indica una nuova via per l’utilizzo di questo materiale.
Uno
dei temi che sono stati affrontati più spesso da Juan Navarro Baldeweg è
il teatro che è presente in tutti i progetti anche se in forma concettuale.
Il teatro come stanza immaginaria dove prendono forma e sostanza
i pensieri più intimi. Nei progetti di che comprendevano anche auditori
grandi o piccoli l’architetto si rifà ad immagini classiche ma senza cadere
nell’architettura vernacolare. Nel teatro, che è anche spazio virtuale il
palco è delimitato da gradonate le quali delimitano una parte di uno spazio
più grande in cui si svolgono anche altre attività come nei Mulini di Murcia
o nel centro di servizi sociali San Francisco el grande a Madrid.
Dei numerosi progetti di Navarro Baldeweg vale la pena soffermarsi
su alcuni che esprimono al meglio l’idea architettonica dell’architetto.
Il
primo progetto è del 1979, Casa per Karl Friederich Schinkel. Il
tema richiede la progettazione di un luogo ideale che Navarro Baldeweg
immagina a Berlino. Il progetto si svolge come il racconto di un allievo
che progetta la casa per il maestro e che si preoccupa di venire incontro
alle esigenze presenti e future del committente cercando di disegnare
una casa al di fuori dal tempo così come il maestro a suo tempo aveva
immaginato città ideale sospese in una dimensione temporale fra passato
e futuro. La casa è composta da varie costruzioni che simboleggiano le
età della vita, che si aprono su un canale circolare. Lo schema progettuale
è simmetrico ma l’acqua introduce un ulteriore elemento di simmetria:
la dualità.
Un
altro progetto particolarmente interessante è la Casa della pioggia
a Lierganes (Santanter). Questa costruzione risponde ad un quesito
intellettuale interessante: cos’è una casa senza pioggia?, e come
l’abate Laugiér cercava l’archetipo nella capanna primitiva, Navarro Baldeweg
immagina una capanna con grondaie sporgenti per raccogliere l’acqua, ritrovando
il carattere tipico della casa mediterranea. Il progetto pone
quindi attenzione alle grondaie che divengono l’elemento tipologico della
casa determinano la forma di tutti gli altri elementi e indicano l’appartenenza
della costruzione al luogo, che per sua natura è piovoso.
Casa
per un’intersezione
L’intersezione cui fa riferimento il titolo è quella
fra una vetrata con mulino ad acqua accanto e un punto naturale definito
da un ruscello, che l’architetto interpreta come il luogo dell’occasione
in cui si intersecano gli eventi decisivi. Questo progetto del 1976, destinato
ad un collezionista d’arte scapolo, propone un interpretazione della casa
studio che ribalta l’icona tradizionale, infatti, lo studio non celebra
l’artista proprietario ma contiene la sua arte. La costruzione è ricca
di riferimenti all’opera di Duchamp. La finestra semicircolare ricorda
La glissière contenant un moulin a eau en mètaux voisins, e la
scala Nu descendand un escalier, il letto ricorda la slitta di
La marièe mise à nu par se s cèlebataires, même. Ma Navarro
Baldeweg resiste alla tentazione di tradurre tutte le immagini di Duchamp
e inserisce di suo il movimento. Così il corso d’acqua mette in moto la
noria (mulino ad acqua) e con lei tutti gli oggetti della casa.
Ristrutturazione
di antichi mulini a Murcia
Questo progetto affronta il tema sempre attuale delle
preesistenze storiche, che Juan Navarro Baldeweg risolve con garbo e senza
retorica. Il complesso dei vecchi mulini si trova lungo il fiume Segura
all’interno della città storica di Murcia, originariamente avevano un
fronte unitario che formava da un lato l’argine del fiume. Successivamente
ampliamenti più o meno progettati avevano generato superfetazioni di ogni
genere e soprattutto avevano frantumato l’unitarietà del blocco originario.
Il progetto di ristrutturazione prevedeva la realizzazione di spazi
per la cultura. Navarro Baldeweg elimina tutte le superfetazioni recuperando
l’unità originale e rimarca la rinnovata integrità con una cornice posta
al livello della terrazza che a sua volta è l’elemento di congiunzione
con la città. La terrazza oltre ad essere una passeggiata panoramica sul
fiume contiene anche una nuova edificazione costituita da un volume regolare
da cui emergono le forme della biblioteca e della caffetteria. Nella parte
sottostante sono stati ricavati spazi moderni per la cultura e spazi espositivi.
Centro
dei congressi a Salamanca
Questo progetto del 1985 è una delle più importanti
realizzazioni della Spagna negli anni ‘80. Il complesso si trova nel fondovalle
del fiume Palma, la città di Salamanca si trova sulla collina, e sorge
sulle antiche fortificazioni romane. Il basamento ed il profilo compatto
del centro hanno la funzione di creare le direttive per il successivo
ampliamento della città, l'edificio stesso, trovandosi in un passaggio
obbligato si pone come intermediario fra la parte storica di Salamanca
e la nuova espansione.
La costruzione è composta da tre parti: un blocco prismatico più
grande coperto a volta che costituisce la parte principale, un blocco
più piccolo per gli spazio espositivo e da un anfiteatro all’aperto scavato
nel basamento. L’auditorio è coperto da una volta a baldacchino sorretta
da muri portanti, soluzione questa che permette di lasciare lo spazio
interno libero da pilastri e a tutto vantaggio della flessibilità dello
spazio.
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