Juan Navarro Baldeweg



di
Giancarlo
Barba

 


Juan Navarro BaldewegArchitetto del nuovo corso della Spagna post-franchista, Baldeweg ha realizzato molte opere pubbliche nel suo Paese, re-inventato le forme della tradizione iberica con originalità e con solide basi culturali.
Definire Navarro Baldeweg solamente architetto è riduttivo, la sua personalità artistica si è manifestata intensamente anche come pittore. Come un artista rinascimentale Navarro Baldeweg è un artista a tutto tondo. Del resto il suo percorso artistico è coerente con il percorso formativo seguito. Dagli anni dei primi studi di pittura a quelli d’incisione presso la scuola di Belle Arti a Madrid a quelli dell’istituto superiore d’architettura di Madrid ha tratto la metodica operativa e la capacità d’osservazione nonché il gusto per la composizione, per la sperimentazione e per l’opera d’arte totale.
Punto caratterizzante della sua formazione è il movimento moderno soprattutto nell’esperienza degli artisti figurativi che con la loro opera hanno rivoluzionato il modo della percezione dell’immagine e degli oggetti come Marcel Duchamp e i suoi studi sul movimento.
Inoltre la figura di Juan Navarro Baldeweg è completata dalla sua attività d’insegnante presso le università americane della Pennsylvania e di Yale e dai numerosi scritti che accompagnano la sua opera d’artista e d’architetto.

Caratteri dell’opera di Navarro Baldeweg

                      Il percorso artistico di Navarro Baldeweg per la sua articolazione pone l’autore nel novero degli artisti concettuali. è impensabile scindere l’opera architettonica da quella pittorica perché analizzando i dipinti si ritrovano gli elementi caratterizzanti della sua architettura ma è altrettanto vero che certe tematiche architettoniche sono state trasposte negli allestimenti che ha proposto.

            La ricerca della consapevolezza dell’oggetto artistico o dello spazio architettonico, sono al centro del lavoro di Navarro Baldeweg. L’occhio è il mezzo attraverso il quale l’osservatore prende coscienza dell’avvenimento artistico, la visione non e solo un fenomeno fisico ma culturale. L'immagine tradotta dalla coscienza ritorna al mezzo per cercare dettagli sempre più precisi e determinare l’emozione che l’oggetto artistico provoca. Mentre Duchamp, suo virtuale maestro, concentra l’attenzione sulla fenomenologia della sensazione, Navarro Baldeweg ribaltando il concetto pone la sua sulla coscienza del fenomeno attraverso la visione.

             La ricerca della simmetria, reale o celata alla prima analisi, è l’elemento caratterizzante dell’esperienza di Navarro Baldeweg. Il concetto di simmetria non è espresso da convenzioni geometriche ma da precisi riferimenti culturali. La simmetria allora si manifesta attraverso la coscienza del fenomeno artistico che a sua volta dipende dalla visione. Questi concetti appaiono più evidenti dall’analisi d’alcune sue opere in cui è marcato il dualismo pittura - architettura che caratterizza l’opera di Navarro Baldeweg.

Movimento davanti all’occhio, movimento dell’occhioL’allestimento Movimento davanti all’occhio, movimento dell’occhio racchiude nel titolo in sintesi tutto il pensiero di Navarro Baldeweg. Un grande pannello contiene undici immagini le quali sono composte secondo una precisa forma di simmetria che benché non apparente permea tutto l’insieme, la simmetria è l’ordine che l’artista si è dato. Le immagini di destra sono foto prese da destra, le immagini del centro sono frontali, le immagini di sinistra sono ritratte da sinistra. Il volto della contessa Casati rappresenta il punto di fuga della composizione. Gli occhi del ritratto concentrano tutte le energie e le trasmettono allo spettatore. Ogni immagine isolata nello spazio ordinato assume una duplice identità: quella della figuratività e quella dell’insieme, identità che peraltro si contrappongono creando la coscienza dell’opera stessa. Ma anche la singola immagine è simmetrica rispetto alle altre, così ogni soggetto è duale dell’altro e all’interno delle immagini si trova uno sdoppiamento degli punti di composizione segnalato dalla presenza d’oggetti della stessa natura che danno senso e movimento all’insieme.


i Kouros Altre due opere pittoriche i Kouros e Le lune ripropongono il tema della simmetria. Nel Kouros bianco raggi di luce immateriale spingono l’occhio abbagliato al centro da dove si dipartono le diagonali che mostrano la bufera delle emozioni del Kouros che a differenza di quelli classici vive interiormente tutta la drammaticità della sua esistenza, dramma metaforicamente rappresentato dalla bufera che si diparte dal centro della composizione. Nelle Lune la simmetria della composizione è manifesta tuttavia non è questo il tema dominante. Il movimento circolare che compie l’occhio crea un percorso mentale che conduce l’osservatore ad un intimo pensiero sullo spazio e sul tempo.


           
Infine un tema caro a Juan Navarro Baldeweg è la cupola, che nella sua opera di pittore e d’architetto assume il ruolo d’elemento tipologico compiuto. La cupola per Navarro Baldeweg è un progetto sospeso, infatti, spesso è un baldacchino sorretto da strutture laterali, ma compiuto, un oggetto che si unisce ad altri per creare la continuità dello spazio ma che preso singolarmente contiene ancora le caratteristiche di continuità e di compiutezza. Le cupole di Dance e di Soane sono gli archetipi cui si riferisce Baldeweg sovvertendo la concezione di questi architetti. Infatti, le cupole di Dance e Soane costruite agli albori dell’epoca dell’architettura di metallo affrontavano il tema del nuovo materiale (la ghisa) cercando nuove forme capaci di far esprimere al meglio le possibilità date dai nuovi materiali. Soprattutto nelle cupole di Soane si può notare la progressiva fusione fra gli elementi portanti e gli elementi portati, fino alla scomparsa dell’arco come unità architettonica individuale e alla contemporanea presenza della continuità spaziale della cupola. Nell’opera di Juan Navarro Baldeweg la cupola è l’elemento ordinatore che con la sua continuità da forza allo spazio sottostante. I cassettoni che spesso caratterizzano le sue cupole determinano i raccordi con le superfici verticali e la scansione ritmica degli spazi.
Il Bagno             Ancora una volta è attraverso un dipinto che esprime la ricchezza del tema. Il Bagno del 1985 trova i suoi antecedenti nelle immagini classiche dei bagni turchi d’Ingres e nella Piscina di Matisse ma in questo dipinto la cupola dispensatrice di luce, è il soggetto protagonista dell’azione. La curvatura della cupola è l’elemento ordinatore della composizione. Il giallo esprime la luce, il blu l’acqua e le ombre, le figure, rosse, si muovono
fra questi due elementi, gli occhi bianchi non diffondono luce come i normali lucernari ma riflettono la luce propria della cupola. I colori individuano gli elementi fondamentali a garanzia dell’effetto finale. La vasca esagonale per effetto della prospettiva è speculare della cupola ma ne è contenuta.

 Opere architettoniche di Juan Navarro Baldeweg

            Le numerose realizzazioni di Juan Navarro Baldeweg si trovano quasi esclusivamente in Spagna. Gli spazi della sua architettura sono fortemente influenzati da modelli iberici e più in generale mediterranei così come le forme ed i materiali.

            Gli interventi maggiori si trovano all’interno di strutture urbane fortemente caratterizzate, come la ristrutturazione dei mulini a Murcia, i progetti a Madrid e a Barcellona, ma in tutte le occasioni l’architetto non propone immagini discoste dal paesaggio urbano usando forme, materiali e tecnologie troppo innovative né tanto meno interrompe la continuità spaziale di questi ambienti. Piuttosto Navarro Baldeweg si inserisce nel ambiente in maniera discreta e a volte seriosa, è il disegno del particolare che determina la presenza di un edificio moderno. Alla compostezza esterna fa da contrappunto la complessità degli spazi interni che sono spesso caratterizzati da cupole di forme insolite, da cassettoni di memoria classica, da ambienti in sequenza come in una passeggiata architettonica. I materiali sono pochi, semplici e spesso grezzi ma capaci di dare forza alle forme. Il calcestruzzo a faccia vista delle volte è alleggerito da ampi tagli da cui filtra luce naturale o artificiale, il legno individua le superfici utilizzabili, la pietra che riveste gli esterni garantisce la continuità con l’ambiente circostante e nello stesso tempo indica una nuova via per l’utilizzo di questo materiale.

           Uno dei temi che sono stati affrontati più spesso da Juan Navarro Baldeweg è il teatro che è presente in tutti i progetti anche se in forma concettuale. Il teatro come stanza immaginaria dove prendono forma e sostanza i pensieri più intimi. Nei progetti di che comprendevano anche auditori grandi o piccoli l’architetto si rifà ad immagini classiche ma senza cadere nell’architettura vernacolare. Nel teatro, che è anche spazio virtuale il palco è delimitato da gradonate le quali delimitano una parte di uno spazio più grande in cui si svolgono anche altre attività come nei Mulini di Murcia o nel centro di servizi sociali San Francisco el grande a Madrid.

            Dei numerosi progetti di Navarro Baldeweg vale la pena soffermarsi su alcuni che esprimono al meglio l’idea architettonica dell’architetto.

Il primo progetto è del 1979, Casa per Karl Friederich Schinkel. Il tema richiede la progettazione di un luogo ideale che Navarro Baldeweg immagina a Berlino. Il progetto si svolge come il racconto di un allievo che progetta la casa per il maestro e che si preoccupa di venire incontro alle esigenze presenti e future del committente cercando di disegnare una casa al di fuori dal tempo così come il maestro a suo tempo aveva immaginato città ideale sospese in una dimensione temporale fra passato e futuro. La casa è composta da varie costruzioni che simboleggiano le età della vita, che si aprono su un canale circolare. Lo schema progettuale è simmetrico ma l’acqua introduce un ulteriore elemento di simmetria: la dualità.

Un altro progetto particolarmente interessante è la Casa della pioggia a Lierganes (Santanter). Questa costruzione risponde ad un quesito intellettuale interessante: cos’è una casa senza pioggia?, e come l’abate Laugiér cercava l’archetipo nella capanna primitiva, Navarro Baldeweg immagina una capanna con grondaie sporgenti per raccogliere l’acqua, ritrovando il carattere tipico della casa mediterranea.  Il progetto pone quindi attenzione alle grondaie che divengono l’elemento tipologico della casa determinano la forma di tutti gli altri elementi e indicano l’appartenenza della costruzione al luogo, che per sua natura è piovoso. 

Casa per un’intersezione

La glissière contenant un moulin a eau en mètaux voisins - Marcel DuchampL’intersezione cui fa riferimento il titolo è quella fra una vetrata con mulino ad acqua accanto e un punto naturale definito da un ruscello, che l’architetto interpreta come il luogo dell’occasione in cui si intersecano gli eventi decisivi. Questo progetto del 1976, destinato ad un collezionista d’arte scapolo, propone un interpretazione della casa studio che ribalta l’icona tradizionale, infatti, lo studio non celebra l’artista proprietario ma contiene la sua arte. La costruzione è ricca di riferimenti all’opera di Duchamp. La finestra semicircolare ricorda La glissière contenant un moulin a eau en mètaux voisins, e la scala Nu descendand un escalier, il letto ricorda la slitta di La marièe mise à nu par se s cèlebataires, même. Ma Navarro Baldeweg resiste alla tentazione di tradurre tutte le immagini di Duchamp e inserisce di suo il movimento. Così il corso d’acqua mette in moto la noria (mulino ad acqua) e con lei tutti gli oggetti della casa.

Ristrutturazione di antichi mulini a Murcia

            Questo progetto affronta il tema sempre attuale delle preesistenze storiche, che Juan Navarro Baldeweg risolve con garbo e senza retorica. Il complesso dei vecchi mulini si trova lungo il fiume Segura all’interno della città storica di Murcia, originariamente avevano un fronte unitario che formava da un lato l’argine del fiume. Successivamente ampliamenti più o meno progettati avevano generato superfetazioni di ogni genere e soprattutto avevano frantumato l’unitarietà del blocco originario.

            Il progetto di ristrutturazione prevedeva la realizzazione di spazi per la cultura. Navarro Baldeweg elimina tutte le superfetazioni recuperando l’unità originale e rimarca la rinnovata integrità con una cornice posta al livello della terrazza che a sua volta è l’elemento di congiunzione con la città. La terrazza oltre ad essere una passeggiata panoramica sul fiume contiene anche una nuova edificazione costituita da un volume regolare da cui emergono le forme della biblioteca e della caffetteria. Nella parte sottostante sono stati ricavati spazi moderni per la cultura e spazi espositivi.

Centro dei congressi a Salamanca

            Questo progetto del 1985 è una delle più importanti realizzazioni della Spagna negli anni ‘80. Il complesso si trova nel fondovalle del fiume Palma, la città di Salamanca si trova sulla collina, e sorge sulle antiche fortificazioni romane. Il basamento ed il profilo compatto del centro hanno la funzione di creare le direttive per il successivo ampliamento della città, l'edificio stesso, trovandosi in un passaggio obbligato si pone come intermediario fra la parte storica di Salamanca e la nuova espansione.

            La costruzione è composta da tre parti: un blocco prismatico più grande coperto a volta che costituisce la parte principale, un blocco più piccolo per gli spazio espositivo e da un anfiteatro all’aperto scavato nel basamento. L’auditorio è coperto da una volta a baldacchino sorretta da muri portanti, soluzione questa che permette di lasciare lo spazio interno libero da pilastri e a tutto vantaggio della flessibilità dello spazio.

 

 

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