ricordando Rino Gaetano

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L'Erroneo


di Antonino Musco scrivimi!


dal Corriere della Sera, 3 Giugno 1981

 

Oggi 2 giugno 2001, venti anni esatti dopo la sua precoce morte, mi sembra doveroso ricordare Rino Gaetano, acuto osservatore, provocatorio ed iconoclasta cantore delle piccole e grandi nostre contraddizioni; tuttora attuale, quasi come un profeta...



18 Aprile festa nazionale dei parastatali con almeno due anni di servizio. La scelta casualmente di comune accordo fra tutti i parastatali del regno festeggiava San Galdino vergine. Tutti si preparavano alla festa e nessuno ne sentì mai la mancanza. Il principe con i piedi contro il lampadario acquistava dimestichezza con lo Yoga-Rock: ultima importazione anglo-americana in tema di belinate. Il fratello del principe si rosicchiava il medio della sinistra convinto di contribuire con questo allo sviluppo dei popoli in via di sottosviluppo. La regina sculacciava di santa ragione un servitore, visto che si trattava di un fatto reale. Il re si depilava sulle cosce. Il popolo eseguiva un raro esercizio di masturbazione massificata. La forza dell'ordine nell'esercizio del proprio dovere si identificava col popolo, e tutti cantavano in coro « Binario, dolci parallele della vita ». I parastatali scalzi e votati alla castità si recavano in fila per quattro verso lo stadio pena: la morte. Il primo esercizio, consisteva nella scalata dei tralicci d'illuminazione ai bordi dello stadio; e nell'immediato tuffo a testa in giù sulle gradinate. Altri mille giochi coronavano la festa e tutte le categorie partecipavano con spirito sportivo e abnegazione assoluta. Al vincitore veniva concesso di toccare per secondi trenta le cosce alla regina, ma inevitabilmente ogni anno era lo stesso re, gelosissimo e depilato a sottoposi al trattamento. Allora ci furono dei moti sovversivi capeggiati dai rossi che al grido « W la regina e le sue cosce » organizzarono manifestazioni articolate. La rivoluzione non tardò. La rivoluzione era fissata per le ore 18:00 in piazza larga e si apriva con un concerto di Fabrizio De Andrè.

note di copertina dell'ellepi: "Mio fratello è figlio unico", Rino Gaetano (1976)

Rino Gaetano

Rino Gaetano nasce il 29 Ottobre 1950 a Crotone, dove vive gli anni della prima infanzia, fino a quando, nel 1960, i suoi genitori decidono per motivi di lavoro di trasferirsi a Roma nel quartiere popolare di Monte Sacro.
Incontra fin da subito le perplessità del mondo musicale per il suo modo ironico e singolare di proporre i suoi pezzi, poco "in linea" con la tendenza seriosa e di stile ideologico di quel periodo, ma viene però notato da alcuni discografici romani quali Sergio Bardotti e Vincenzo Micocci, quest'ultimo proprietario dell'etichetta discografica It).
Dopo varie esperienze di teatro per ragazzi (in una versione musicale di "Pinocchio" interpretava la Volpe), debutta nella giungla discografica italiana nei primi anni 70 per la It con un 45 giri nel quale interpreta sotto lo pseudonimo di "Kammamuri's", una canzone intitolata "I love you Marianna", che serve soprattutto a confermare ancora una volta i dubbi che il mondo discografico in genere aveva nei suo confronti .
Soltanto 2 anni dopo si ripropone con il suo primo LP "Ingresso libero" (1974) che viene per lo più ignorato sia dal grande pubblico che dagli addetti ai lavori ma che funge da anticamera ad un periodo di riscontri decisamente più rilevanti, a partire dal vero debutto nel 1975 con il 45 giri "Ma il cielo è sempre più blu", una sorta di filastrocca sui vizi e le contraddizioni della società di quel tempo interpretata da Rino senza mai rinunciare alla sua naturale dose di sarcasmo mescolata però ad un vero e proprio coraggio civile. Nel 1976, esce il suo secondo LP, frutto di alcuni anni di lavoro intitolato"Mio fratello è figlio unico" con inclusa la famosa "Berta filava", album apprezzato dalla critica ma accolto con favore solo da una parte di pubblico.
Da questo momento in poi, per un periodo che va dal 1976 al 1978, Rino Gaetano si impone sempre più come il cantautore fuori dalle righe, il "grillo parlante" per antonomasia e pubblica una serie di pezzi che hanno la qualità (insolita per certi versi) di divertire ma di far riflettere su temi tanto delicati quanto difficili da affrontare in musica. Con i successivi LP "Aida" (1977) e "Nuntereggaepiù" (1978) in un rapido crescendo, riscuote consensi sempre più consistenti, fino ad ottenere un vero e proprio successo con la canzone "Gianna"al Festival di Sanremo del 1978, dove si esibisce alla grande platea mostrando tutta la sua ironia scanzonata degna di un vero artista di varietà, un esibizione che rimarrà scolpita nelle memorie di molti.
La canzone "Gianna" fu l'improvvisa "chiave" che servì a liberare la mente dai tetri condizionamenti ideologici di ogni genere .
A quel Festival di Sanremo "Gianna" si piazzò al terzo posto, ma raggiunse il primo posto nelle classifiche di vendita, dove rimase inchiodata per diverse settimane . Nel 1979 l'album "Resta vile maschio dove vai" (il brano omonimo viene scritto da Mogol) che lancia nel periodo estivo l'indimenticabile ballata "Ahi Maria" segna il passaggio dalla piccola casa discografica It, alla multinazionale RCA e l'inizio di una serie di tournée che lo renderanno popolarissimo in tutta Italia. Entra in crisi artistica nel 1980 dopo aver inciso l'album "E io ci sto". Cerca però di dare una svolta alla propria attività sperimentando nuove strade e iniziando a collaborare con artisti come Riccardo Cocciante e i New Perigeo con i quali incide un Qdisc.
Proprio mentre sta vivendo questa importante fase di transizione, alle prime luci dell'alba del 2 Giugno 1981, all'età di trentun' anni Rino Gaetano esce di scena per un beffardo scherzo del destino. La sua morte prematura, che viene immediatamente paragonata a quella di Fred Buscaglione, ci impedisce di sapere quanto altro ancora avrebbe detto questo "giullare dei giorni nostri" con la sua esuberanza, col suo linguaggio corposo, con il suo modo trascinante. Chissà quanti e quanti sarebbero finiti adesso tra le righe di Nuntereggaepiù...
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