La Secessione Viennese
(seconda parte)



di
Giancarlo Barba

La rivista

Anche la rivista ufficiale della Secessione, Ver Sacrum, inizia le sue pubblicazioni nel 1898. Come altre riviste del periodo Pan, Jugenstil e altre, Ver Sacrum si occupa oltre che di arte anche di musica, letteratura e decorazione. Gli artisti della Secessione sono gli editorialisti della rivista, ne curano l'impaginazione estremamente decorata e trasformano la parola in segno grafico per cui decorativo. La Primavera sacra ha il compito di diffondere fra gli iniziati e gli adepti la parola, il verbo del nuovo stile: rinnovamento. Il giornale dev'essere in grado di coinvolgere i lettori descrivendo l'arte, immetterli nella dimensione irreale nella quale germoglia la Secessione e bandire l'ineluttabile passato. La decorazione della rivista e la parola scritta sono strumenti di difesa e di rinascita. Secondo i secessionisti la Primavera Sacra è La Primavera di Botticelli che scende dalla tela per diffondere il messaggio universale della rinascita.

Gli altri artisti

Altri protagonisti della Secessione sono Moser, Moll, Mucha, che hanno un ruolo secondario all'interno del gruppo, ma il loro contributo alla causa secessionista è rilevante soprattutto per le realizzazioni compiute da questi artisti. Moser oltre a fronteggiare Klimt, saprà ritagliarsi un posto accanto a Hoffman, quando l'esperienza viennese si sarà conclusa.
Moser è un decoratore. La qualità delle sue produzioni trascende il piano puramente artigianale, ed entra di diritto nell'ambito dell'arte. Tacito oppositore di Klimt, manifesta il suo dissenso nei suoi allestimenti, contrapponendo alla sostanza immateriale del maestro l'eleganza delle forme delineate dagli effetti di luce. All'unità pittorica la frammentazione del mosaico.
Anche altri artisti che lavoravano a Vienna, affascinati dal nuovo stile introdussero elementi di novità nel loro lavoro, come nel caso di Fabiani e Schöntel, allievi di Wagner. Questi due architetti portarono il loro bagaglio di esperienza secessionista fino agli anni trenta, soprattutto sul piano teorico, tuttavia le loro opere non raggiunsero mai organicità e coerenza di linguaggio col nuovo stile. Ad esempio nel prospetto del palazzo Portois&Fix a Kolomart di Fabiani e nella villa Votesik di Schöntel il genius loci è riconoscibile anche in apparati ispirati al cosmopolitismo Art Nouveau. Il cornicione fortemente aggettante degli edifici di Fabiani, e i fregi ispirati al barocco Viennese nelle ville di Schöntel pongono queste fabbriche nell'ambito delle architetture autoctone.

Le esposizioni

Delle venti esposizioni organizzate dalla Secessione, solo alcune sono importanti. La prima del 1898, si è svolta nella sala di una società di orticultura. Olbrich ideatore della scenografia, posiziona gli elementi decorativi in maniera posticcia ed eccessiva alle pareti, tuttavia propone soluzioni innovative come l'uso di colore per delimitare gli spazi, il raggruppamento delle opere per autore, il posizionamento delle tele ad altezza d'occhio e il sistemi di velari per diffondere la luce all'interno della sala espositiva. Le altre esposizioni sono a tema, i mobili inglesi, le suppellettili artigianali, le arti applicate, ma l'interesse maggiore è per le soluzioni espositive che di volta in volta Klimt, Moser, Hoffman e Olbrich allestiscono.
L'allestimento della XIV curato collettivamente dai secessionisti, riguardava un gruppo scultoreo di Max Klinger. La scultura entra a far parte dello spazio architettonico, e sembra essere un druido che officia il rito magico dell'arte. Il tempio è composto da pannelli mobili che ruotano attorno al centro dove c'è il gruppo di Beethoven. La scultura è posta su un trono nel quale sono simboleggiate le idee cristiane ed elleniche. Lungo le pareti laterali, in alto, c'e una sequenza di affreschi di Klimt, in basso delle nicchie quadrate, ricavate nell'intonaco grezzo, il passaggio da un sala all'altra avviene attraverso un edicola di forma parallelepipeda ma comunque subordinata alla struttura. Al di sopra delle nicchie pannelli astratti con figure cristalliformi, catturano la luce, la scompongono e trasformano lo spazio architettonico in continuo spaziale dove ogni piccola parte concorre all'idea di Gesantkunstwerk l'opera d'arte totale.

Le critiche

La trascinante popolarità della Secessione fra i ceti borghesi, maggiori sostenitori ed acquirenti del movimento, ben presto etichetta il gruppo come elitario, scatena duri commenti critici negli ambienti più liberali. Il personaggio che contesta di più la Secessione, confrontandosi sul piano artistico è un architetto austriaco, Adolf Loos.
Loos era stato negli Stati Uniti dove aveva visto le nuove costruzioni americane, i grattacieli e i nuovi linguaggi dell'architettura. Viaggiando per l'Europa aveva conosciuto stili di vita e culture liberali. Soprattutto Loos aveva letto un opuscolo di Sullivan sull'uso della decorazione architettonica da cui prese spunto per il suo libro "ornamento e delitto".
Tornato in Austria, Loos comincia la sua personale polemica contro la Secessione. Sostiene che la bellezza della struttura architettonica non debba essere nascosta dalla decorazione e che l'estetica è nelle forme e nei volumi semplici. A riprova delle sue teorie Loos, negli stessi anni ha l'occasione di costruire un edificio nella centralissima Micheleplaze a Vienna, in cui manca ogni elemento decorativo, e per questo chiamata dai viennesi la casa senza palpebre.
Nel libro Ornamento e delitto Loos considera la decorazione come manifestazione d'inciviltà, gli uomini primitivi la usano perché come i bambini, comprendono solo il valore esteriore. La decorazione è un simbolo erotico, un istinto e come tale dev'essere bandito. L'uomo moderno deve apprezzare lo stile limpido della musica di Beethoven e della letteratura di Goethe. Nel libro immaginato come un dialogo con Hoffman che chiama caro professore, Loos pone l'attenzione sulla banalità e lo spreco economico della decorazione.
I maestri europei nonostante la loro opposizione all'accademismo, si erano buttati a capofitto nello stile floreale, e lo avevano reso istituzione, facendo rivivere di fatto le Accademie, senza approfondire gli aspetti teorici della nuova arte, e per questo rapidamente l'Art Nouveau si esaurì. Loos invece basava le sue convinzioni oltre che sulla conoscenza diretta dei modelli americani, anche sugli scritti di Violet-le-Duc e di Semper, precursori delle teorie del movimento moderno. La sua posizione è ben descritta nell'apologo del mastro sellaio che va da un professore della Secessione per farsi disegnare un nuovo modello di sella. L'indomani gli vengono proposti ben 219 progetti di cui cinque del professore stesso. Dopo aver visto i lavori il mastro sellaio replica che nessun artista che aveva disegnato quelle selle era mi andato a cavallo. Il mastro sellaio è Loos ed il professore Hoffman. L'uno sostiene l'esigenza dello strutturalismo funzionale, l'altro la qualificazione estetica del manufatto.

La fine della secessione

Nel 1903 esce l'ultimo numero di Ver Sacrum e la Secessione si scioglie. Olbrich va a Darmstrad nel 1899, Wagner, si dedica all'insegnamento e Hoffman si dedica alle officine Wienner Werkstatte i laboratori artigianali. Manca l'unità fisica, manca Klimt, manca un coordinatore che possa guidare il gruppo.
A parte la mancanza fisica dei componenti la Secessione, finisce quando non ci sono più motivazioni comuni né premesse per il futuro.
Klimt che fino ad allora aveva fornito idee e stimoli nel momento in cui ogni artista cerca la sua emancipazione perde ogni interesse per la Secessione. Wagner, tende a razionalizzare il nuovo stile per poterlo insegnare, persino nella sua casa in Hüttelbergstrasse, rinuncia allo stile floreale e affida la decorazione a fasce di materiale bicromatico.
Hoffman dal canto suo arriva a sintetizzare il suo linguaggio architettonico nel classicismo compositivo, ma il suo interesse sarà prevalentemente dedicato alla produzione di suppellettili.
Olbrich muore precocemente tuttavia porta a compimento la sua personale ricerca sullo stile floreale a Darmstrad.

 

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