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La
rivista
Anche
la rivista ufficiale della Secessione, Ver Sacrum, inizia le sue pubblicazioni
nel 1898. Come altre riviste del periodo Pan, Jugenstil e altre, Ver Sacrum
si occupa oltre che di arte anche di musica, letteratura e decorazione.
Gli artisti della Secessione sono gli editorialisti della rivista, ne
curano l'impaginazione estremamente decorata e trasformano la parola in
segno grafico per cui decorativo. La Primavera sacra ha il compito di
diffondere fra gli iniziati e gli adepti la parola, il verbo del nuovo
stile: rinnovamento. Il giornale dev'essere in grado di coinvolgere i
lettori descrivendo l'arte, immetterli nella dimensione irreale nella
quale germoglia la Secessione e bandire l'ineluttabile passato. La decorazione
della rivista e la parola scritta sono strumenti di difesa e di rinascita.
Secondo i secessionisti la Primavera Sacra è La Primavera di Botticelli
che scende dalla tela per diffondere il messaggio universale della rinascita.
Gli
altri artisti
Altri protagonisti
della Secessione sono Moser, Moll, Mucha, che hanno un ruolo secondario
all'interno del gruppo, ma il loro contributo alla causa secessionista
è rilevante soprattutto per le realizzazioni compiute da questi
artisti. Moser oltre a fronteggiare Klimt, saprà ritagliarsi un
posto accanto a Hoffman, quando l'esperienza viennese si sarà conclusa.
Moser
è un decoratore. La qualità delle sue produzioni trascende
il piano puramente artigianale, ed entra di diritto nell'ambito dell'arte.
Tacito oppositore di Klimt, manifesta il suo dissenso nei suoi allestimenti,
contrapponendo alla sostanza immateriale del maestro l'eleganza delle
forme delineate dagli effetti di luce. All'unità pittorica la frammentazione
del mosaico.
Anche altri artisti che lavoravano a Vienna, affascinati dal nuovo stile
introdussero elementi di novità nel loro lavoro, come nel caso
di Fabiani e Schöntel, allievi di Wagner. Questi due architetti portarono
il loro bagaglio di esperienza secessionista fino agli anni trenta, soprattutto
sul piano teorico, tuttavia le loro opere non raggiunsero mai organicità
e coerenza di linguaggio col nuovo stile. Ad esempio nel prospetto del
palazzo Portois&Fix a Kolomart di Fabiani e nella villa Votesik di
Schöntel il genius loci è riconoscibile anche in apparati
ispirati al cosmopolitismo Art Nouveau. Il cornicione fortemente aggettante
degli edifici di Fabiani, e i fregi ispirati al barocco Viennese nelle
ville di Schöntel pongono queste fabbriche nell'ambito delle architetture
autoctone.
Le
esposizioni
Delle venti
esposizioni organizzate dalla Secessione, solo alcune sono importanti.
La prima del 1898, si è svolta nella sala di una società
di orticultura. Olbrich ideatore della scenografia, posiziona gli elementi
decorativi in maniera posticcia ed eccessiva alle pareti, tuttavia propone
soluzioni innovative come l'uso di colore per delimitare gli spazi, il
raggruppamento delle opere per autore, il posizionamento delle tele ad
altezza d'occhio e il sistemi di velari per diffondere la luce all'interno
della sala espositiva. Le altre esposizioni sono a tema, i mobili inglesi,
le suppellettili artigianali, le arti applicate, ma l'interesse maggiore
è per le soluzioni espositive che di volta in volta Klimt, Moser,
Hoffman e Olbrich allestiscono.
L'allestimento della XIV curato collettivamente dai secessionisti, riguardava
un gruppo scultoreo di Max Klinger. La scultura entra a far parte dello
spazio architettonico, e sembra essere un druido che officia il rito magico
dell'arte. Il tempio è composto da pannelli mobili che ruotano
attorno al centro dove c'è il gruppo di Beethoven. La scultura
è posta su un trono nel quale sono simboleggiate le idee cristiane
ed elleniche. Lungo le pareti laterali, in alto, c'e una sequenza di affreschi
di Klimt, in basso delle nicchie quadrate, ricavate nell'intonaco grezzo,
il passaggio da un sala all'altra avviene attraverso un edicola di forma
parallelepipeda ma comunque subordinata alla struttura. Al di sopra delle
nicchie pannelli astratti con figure cristalliformi, catturano la luce,
la scompongono e trasformano lo spazio architettonico in continuo spaziale
dove ogni piccola parte concorre all'idea di Gesantkunstwerk l'opera d'arte
totale.
Le
critiche
La trascinante
popolarità della Secessione fra i ceti borghesi, maggiori sostenitori
ed acquirenti del movimento, ben presto etichetta il gruppo come elitario,
scatena duri commenti critici negli ambienti più liberali. Il personaggio
che contesta di più la Secessione, confrontandosi sul piano artistico
è un architetto austriaco, Adolf Loos.
Loos era stato negli Stati Uniti dove aveva visto le nuove costruzioni
americane, i grattacieli e i nuovi linguaggi dell'architettura. Viaggiando
per l'Europa aveva conosciuto stili di vita e culture liberali. Soprattutto
Loos aveva letto un opuscolo di Sullivan sull'uso della decorazione architettonica
da cui prese spunto per il suo libro "ornamento e delitto".
Tornato in Austria, Loos comincia la sua personale polemica contro la
Secessione. Sostiene che la bellezza della struttura architettonica non
debba essere nascosta dalla decorazione e che l'estetica è nelle
forme e nei volumi semplici. A riprova delle sue teorie Loos, negli stessi
anni ha l'occasione di costruire un edificio nella centralissima Micheleplaze
a Vienna, in cui manca ogni elemento decorativo, e per questo chiamata
dai viennesi la casa senza palpebre.
Nel libro Ornamento e delitto Loos considera la decorazione come manifestazione
d'inciviltà, gli uomini primitivi la usano perché come i
bambini, comprendono solo il valore esteriore. La decorazione è
un simbolo erotico, un istinto e come tale dev'essere bandito. L'uomo
moderno deve apprezzare lo stile limpido della musica di Beethoven e della
letteratura di Goethe. Nel libro immaginato come un dialogo con Hoffman
che chiama caro professore, Loos pone l'attenzione sulla banalità
e lo spreco economico della decorazione.
I maestri europei nonostante la loro opposizione all'accademismo, si erano
buttati a capofitto nello stile floreale, e lo avevano reso istituzione,
facendo rivivere di fatto le Accademie, senza approfondire gli aspetti
teorici della nuova arte, e per questo rapidamente l'Art Nouveau si esaurì.
Loos invece basava le sue convinzioni oltre che sulla conoscenza diretta
dei modelli americani, anche sugli scritti di Violet-le-Duc e di Semper,
precursori delle teorie del movimento moderno. La sua posizione è
ben descritta nell'apologo del mastro sellaio che va da un professore
della Secessione per farsi disegnare un nuovo modello di sella. L'indomani
gli vengono proposti ben 219 progetti di cui cinque del professore stesso.
Dopo aver visto i lavori il mastro sellaio replica che nessun artista
che aveva disegnato quelle selle era mi andato a cavallo. Il mastro sellaio
è Loos ed il professore Hoffman. L'uno sostiene l'esigenza dello
strutturalismo funzionale, l'altro la qualificazione estetica del manufatto.
La
fine della secessione
Nel
1903 esce l'ultimo numero di Ver Sacrum e la Secessione si scioglie. Olbrich
va a Darmstrad nel 1899, Wagner, si dedica all'insegnamento e Hoffman
si dedica alle officine Wienner Werkstatte i laboratori artigianali. Manca
l'unità fisica, manca Klimt, manca un coordinatore che possa guidare
il gruppo.
A parte la mancanza fisica dei componenti la Secessione, finisce quando
non ci sono più motivazioni comuni né premesse per il futuro.
Klimt che fino ad allora aveva fornito idee e stimoli nel momento in cui
ogni artista cerca la sua emancipazione perde ogni interesse per la Secessione.
Wagner, tende a razionalizzare il nuovo stile per poterlo insegnare, persino
nella sua casa in Hüttelbergstrasse, rinuncia allo stile floreale
e affida la decorazione a fasce di materiale bicromatico.
Hoffman dal canto suo arriva a sintetizzare il suo linguaggio architettonico
nel classicismo compositivo, ma il suo interesse sarà prevalentemente
dedicato alla produzione di suppellettili.
Olbrich muore precocemente tuttavia porta a compimento la sua personale
ricerca sullo stile floreale a Darmstrad.
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