L'Età di Mezzo in Rock

di Valentina Di Prima

Cacciatori Nella Neve, Bruegel

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Una realtà trasfigurata, allegorizzata in cui spesso gli dèi prendono il posto degli uomini; un medioevo “meraviglioso” quanto inquietante nella sua magia e nei suoi misteri così come nella sua quotidianità e nelle sue eresie…bar

Ciò e tanto altro costituisce la cornice ideale in cui il rock progressivo inglese negli anni ’70 (ripreso e bene o male imitato nel nostro paese) si schiude, tutto teso a recuperare e a rielaborare una memoria storico-culturale che guarda le radici della storia europea.

Un’epoca lontana, ma viva al tempo stesso. Un modello artistico-musicale molto elaborato, quello del “Prog-Rock”; destinato pero, dopo una seconda stagione, ad esaurirsi presto. Si tratta di un’intrigata costruzione musicale a volte confinante con l’afroamericano blues e col jazz,  avvezzo per lo più alla cultura musicale classica ed a tutti i suoi rimandi culturali (basti pensare a tastieristi inglesi quali Keith Emerson e Rick Wakeman). Un’eredità storica europea pesante, quella che l’Inghilterra tenta di recuperare in musica dalla memoria dei padri fondatori, in contrasto con i propositi rivoluzionari che “ribollono” nell’America di Bob Dylan. Ma non fu prerogativa del rock progressivo rielaborare la tradizione storico-musicale: già i Black Sabbath ed i Led Zeppelin ponevano l’attenzione su tutto un mondo di superstizioni pagane e cristiane, su un magico medioevo fatto di streghe e maghi girovaghi. E che dire dei Deep Purple il cui titolo del celeberrimo lavoro “Book of Talyesin” del 1969 è già indicativo, e riferendosi al leggendario ciclo poetico del XIII secolo. Gentle Giant, Yes, Emerson Lake & Palmer, King Crimson... , tutte bands di rock progressivo sensibili ai temi medioevali, rielaborati da ognuna attraverso concezioni sottilmente diverse tra loro.

Il Medioevo diventa “pop” con i Genesis. Il suddetto termine “pop” non è tuttavia da intendersi con l’accezione più povera e banale di “popolare” in senso stretto; bensì si tratta di un Medioevo filtrato dal Romanticismo, cosicché la realtà viene spesso allegorizzata.

Per un’idea chiara e non necessariamente “sonora” basti pensare ai personaggi ritratti sulle copertine degli LP “Trespass” e “A Thick of the Tail” degli stessi Genesis. Non a caso, del Medioevo il rock progressivo recupera anche il simbolismo pittorico, oltre che letterario; le copertine degli LP si presentano come dei veri e propri capolavori pittorici con influenze bruegeliane, di Goya, ed ernstiane. Dalle atmosfere allegorizzate dei Genesis, i Jethro Tull cercano invece uno spaccato di vita quotidiana che profuma di medioevo; non a caso “Aqualung” (1971) sembra riportarci all’Inghilterra di Chaucer ed a quella delle eresie.

Il leader del gruppo, Ian Anderson, che impersona il barbone cencioso di una Inghilterra post moderna, incanta con i suoi virtuosismi flautistici. Ma, ahimè, tanta creatività musicale da parte del mercato giovanile verteva già nella dance music e negli anni ’80 l’Heavy Metal con i suoi draghi ed orchi sulle copertine degli LP, tenta invano di rielaborare lontane e mistiche atmosfere, ma il risultato fugge ormai da ogni estasi poetica. Congediamoci quindi dalla corte del Re Cremisi…


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