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Sangue
vivo è il primo disco del gruppo Zoè, sette musicisti
del Salento che hanno spremuto dalla terra arsa dal sole il liquido vitale
confondendolo con quello delle loro vene e trasformandolo in un vorticare
irrefrenabile e coinvolgente di note e passioni dionisiache e struggenti.
Tra i 10 brani presenti nell'album, registrati nella masseria della famiglia
Winspeare a Depressa, troviamo pizziche tarantelle e pizziche tarantate
i cui ritmi guidano in un viaggio verso le origini civili grecaniche della
terra pugliese, approfondimenti di una cultura popolare che si è
consacrata celata tra le viti, i sassi bianchi e il mare Adriatico, autostrada
di civiltà in tempi lontani. Alcuni dei pezzi sono tradizionali,
come le liriche di "Nifta Main", invito all'amore nelle tiepide
notti di Maggio, o come il risentito "L'America" che "nun
se chiama cchiù l'america, se chiama la ruvina de la casa",
canto di una donna che protesta per la sparizione forzata del suo amato
migrato lontano.
Se andiamo all'origine della tarantella scopriamo che nasce dalle donne
e per le donne, le tarantolate, così chiamate perchè danzanti
in uno stato di trance, donne schiave della necessità e dei lavori
più pesanti, mentre gli uomini erano imbarcati e che trovavano,
come nei riti pre-cristiani, emancipazione libertà ed espressione
nella frenetica danza al tempo in levare della musica.
Ascoltando Cinzia Marzo e Raffaella Aprile capiamo come le voci possono
essere suadenti e sferzanti allo stesso tempo e come nella disperazione
il sangue bollendo ridiventi vivo e propositore di una via fremente e
altra all'esistenza.
Gli
Zoè, che sono Cinzia Marzo alla voce, flauti e tamburello, nonchè
compositrice di quasi tutti i pezzi non tradizionali, Donatello Pisanello
agli organetti diatonici, Ambrogio De Nicola alla chitarra classica, Raffaella
Aprile a voce e castagnette, Clauduio Miggiano a chitarra, tres e violino,
Lamberto Probo a tamburello, tamborra e cupa cupa, Pino Zimba a tamburello,
voce, castagnette e violino a sonagli, si sono esibiti il 17 Agosto al
Teatro di Verdura di Palermo per la rassegna Womad organizzata dall'etichetta
Real World di Peter Gabriel in una serata che hanno riempito di magie
carnali, danze forsennate e impegno, dedicando un loro pezzo Filìa
(amore fraterno) a Carlo Giuliani, ucciso da un carabiniere a Genova.
Essi stessi scrivono sul libretto che accompagna il CD "Soffio d'aria,
spiriti di guerra, senza armi con la sola forza della musica, andiamo,
contro la falsità di chi al buio vuole omologarci. Un'unione spontanea
che crea una complice fratellanza, un solo battito, campo di battaglia
la melodia a tratti malinconica, a tratti vorticosa, per unire e convogliare
il profumo di un unico respiro, la forza di una sola identità".
"Sangue vivo", che accompagna tra l'altro l'omonimo film di
Edoardo Winspeare, è un fiume d'intelligenza e cieca passione,
di libertà giamblica pagana e impegno civile, di ricerca musicale
e amore totale, un altro segno eclatante di profonda e raffinata cultura
nata e cresciuta nella cosiddetta "periferia", di contro ad
un centro televisivo sordido e morbosamente stupido.
Il loro disco è acquistabile online presso sharemusic.it
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