Zoè: la vita nel sangue




di
Gianluca Ferro


Sangue vivo è il primo disco del gruppo Zoè, sette musicisti del Salento che hanno spremuto dalla terra arsa dal sole il liquido vitale confondendolo con quello delle loro vene e trasformandolo in un vorticare irrefrenabile e coinvolgente di note e passioni dionisiache e struggenti. Tra i 10 brani presenti nell'album, registrati nella masseria della famiglia Winspeare a Depressa, troviamo pizziche tarantelle e pizziche tarantate i cui ritmi guidano in un viaggio verso le origini civili grecaniche della terra pugliese, approfondimenti di una cultura popolare che si è consacrata celata tra le viti, i sassi bianchi e il mare Adriatico, autostrada di civiltà in tempi lontani. Alcuni dei pezzi sono tradizionali, come le liriche di "Nifta Main", invito all'amore nelle tiepide notti di Maggio, o come il risentito "L'America" che "nun se chiama cchiù l'america, se chiama la ruvina de la casa", canto di una donna che protesta per la sparizione forzata del suo amato migrato lontano.
Se andiamo all'origine della tarantella scopriamo che nasce dalle donne e per le donne, le tarantolate, così chiamate perchè danzanti in uno stato di trance, donne schiave della necessità e dei lavori più pesanti, mentre gli uomini erano imbarcati e che trovavano, come nei riti pre-cristiani, emancipazione libertà ed espressione nella frenetica danza al tempo in levare della musica.
Ascoltando Cinzia Marzo e Raffaella Aprile capiamo come le voci possono essere suadenti e sferzanti allo stesso tempo e come nella disperazione il sangue bollendo ridiventi vivo e propositore di una via fremente e altra all'esistenza.
www.cnt.itGli Zoè, che sono Cinzia Marzo alla voce, flauti e tamburello, nonchè compositrice di quasi tutti i pezzi non tradizionali, Donatello Pisanello agli organetti diatonici, Ambrogio De Nicola alla chitarra classica, Raffaella Aprile a voce e castagnette, Clauduio Miggiano a chitarra, tres e violino, Lamberto Probo a tamburello, tamborra e cupa cupa, Pino Zimba a tamburello, voce, castagnette e violino a sonagli, si sono esibiti il 17 Agosto al Teatro di Verdura di Palermo per la rassegna Womad organizzata dall'etichetta Real World di Peter Gabriel in una serata che hanno riempito di magie carnali, danze forsennate e impegno, dedicando un loro pezzo Filìa (amore fraterno) a Carlo Giuliani, ucciso da un carabiniere a Genova.
Essi stessi scrivono sul libretto che accompagna il CD "Soffio d'aria, spiriti di guerra, senza armi con la sola forza della musica, andiamo, contro la falsità di chi al buio vuole omologarci. Un'unione spontanea che crea una complice fratellanza, un solo battito, campo di battaglia la melodia a tratti malinconica, a tratti vorticosa, per unire e convogliare il profumo di un unico respiro, la forza di una sola identità".
"Sangue vivo", che accompagna tra l'altro l'omonimo film di Edoardo Winspeare, è un fiume d'intelligenza e cieca passione, di libertà giamblica pagana e impegno civile, di ricerca musicale e amore totale, un altro segno eclatante di profonda e raffinata cultura nata e cresciuta nella cosiddetta "periferia", di contro ad un centro televisivo sordido e morbosamente stupido.

Il loro disco è acquistabile online presso sharemusic.it

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