matteo facchin


A Bari sbarca la free-press, mentre l'editore del maggior quotidiano di Puglia e Basilicata, il siciliano Ciancio, siccome è calata la pubblicità, non sa proporre altro che tagli e chiusure di redazioni. A cominciare dalla Romana, rea di produrre solo informazione politica ed economico-sindacale.
Che sarà mai? E la Gazzetta sciopera...

Fine 2001, annus horribilis per l'editoria cartacea quotidiana. Le Twin Towers mettono in ulteriore crisi il mercato pubblicitario, l'aumento di prezzo di novembre, seguito dalle complicazioni centesimali dell'Euro a gennaio 2002, fa calare tutte le vendite. Nel momento delle avversità, viene fuori la tempra degli editori. A Bari, l'azionista di riferimento della Gazzetta del Mezzogiorno, il siciliano Mario Ciancio, ex presidente degli editori italiani, aveva fatto promesse di rilancio e di non intaccare né la qualità informativa né le strutture redazionali, l'anno scorso, quando rilevò le ultime quote baresi del giornale. Adesso, invece, non sa far altro che proporre un piano di quindici esuberi (sette attraverso prepensionamenti) su 85 professionisti circa, ulteriori tagli salariali (dopo un accordo del 1999 che sottrasse ad ogni redattore svariati milioni di lire, fra tagli di integrativo, riduzioni drastiche di presenze notturne e riduzione delle presenze domenicali) e, ciliegina sulla torta, la chiusura della Redazione Romana. Motivazione ufficiale: un lusso che non possiamo permetterci. Peccato che i costi della Romana, a parte gli stipendi (che l'editore fa sapere sarebbero garantiti, in caso i 5 giornalisti accettassero di essere spostati in Puglia), siano interamente a carico del Ministero delle Comunicazioni.

La triste verità: pagano sempre e solo i giornalisti, mentre il management è sempre al suo posto nonostante le ripetute crisi strategiche ed economiche, fronteggiate solo con tagli. Vediamole, perché attraversano quasi l'arco di un decennio: 1994/95, prepensionamento di 25 giornalisti e svariati poligrafici; 1996/7 smaltimento di ferie arretrate; 1999 tagli retributivi e primi esodi di giornalisti con alte qualifiche; 2000 arrivano Repubblica e Corriere a Bari, altri esodi giornalistici solo in parte rimpiazzati; 2001 prepensionamento massiccio di poligrafici. Eppure quando è arrivata a Bari la concorrenza, con meno giornalisti di quelli previsti in organico, facendo più pagine di quelle concordate l'anno prima col sindacato, la Gazzetta ha vinto una difficile battaglia con una impennata nelle vendite durata oltre un anno... ora se ne vuol fare un giornale ripiegato su se stesso, non più autonomo, con gli inviati che non si muovono più, con tutta la politica e l'economico-sindacale fatti di comunicati stampa, versioni "ufficiali", agenzie.

La Redazione Romana produce solo quello che non a caso gli editori chiamano "ingombro": spazio nelle pagine. Di informazione, non di pubblicità. E allora chiudiamola. Alla faccia del pluralismo dell'informazione, della sua completezza. Della professionalità di chi vuol vedere "da vicino" quello che accade per raccontarlo in base agli interessi ed alle esigenze del territorio che rappresenta. Ma che, non a caso, non è lo stesso territorio del proprietario.

Intanto a Bari è arrivata anche la free-press, con City (gruppo Rcs).
I giornalisti della Gazzetta del Mezzogiorno hanno proclamato lo stato di agitazione, ed affidato al Cdr un primo pacchetto di cinque giorni di sciopero. I primi sono stati effettuati impedendo l'uscita del giornale domenica 7 e lunedì 8 aprile. La Fnsi, il sindacato confederale, il mondo politico (tutto) sono solidali. La battaglia è dura ed impegnativa. Intanto l'editore, che comprò il giornale per 40 miliardi di lire a fine 1997, fa sapere di aver rifiutato offerte di acquisto per circa 200 miliardi di lire! In ballo ci sono non solo i psoti di lavoro, ma il diritto dei cittadini di Puglia e Basilicata ad essere informati. In modo autonomo, pluralista, professionale. Il sindacato dei gironalisti ha chiesto all'Associazione Stampa Parlamentare di promuovere in proposito un incontro coi Presidenti di Camera e Senato. Oggetto: l'attacco portato da molti editori dei grandi quotidiani regionali alle Redazioni Romane ed ai cronisti parlamentari. Col rischio di una informazione politica a senso unico, omogeneizzata, fatta solo, appunto, di comunicati "ufficiali" e di agenzie. La morte della democrazia.

www.ilbarbieredellasera.it

La mannaia di Mario Ciancio

di Giuseppe Mazzarino
(CdR Gazzetta del Mezzogiorno
Vicepresidente Assostampa di Puglia)


online da aprile 2002

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