O Capitano!
mio Capitano!

la mission del docente
nella scuola del duemila



*riceviamo e pubblichiamo*


di Pasquale Picone

 

Le riflessioni, le proposte, lo spirito di ricerca e le convinzioni appassionate di un docente che concepisce il lavoro di formazione degli studenti come un'espressione della propria formazione permanente

Editrice GESCOM S.P.A, S. S. Cassia Nord, km 86,  01100 Viterbo.  tel. 07612591 fax 0761259216Indice
Il mistero della paideia vive
La teoria inforcata sul naso
Carriera e sistemi premianti
Nessuno tocchi Caino
Anche l'adulto si può educare
Videogiocare a scuola

 

Le attuali modifiche strutturali, dei percorsi di formazione della professionalità docente, aprono veramente un nuovo capitolo nella storia della scuola italiana e stimolano un approfondimento a largo raggio del dibattito sull'epistemologia delle scienze della formazione.
Di conseguenza, è sicuramente giunto il momento che la classe docente di ogni ordine e grado della scuola, con uno scatto di orgoglio, attivi un circolo virtuoso di nuove idealità. Soprattutto verso una riappropriazione del significato di un lavoro prezioso e pieno di fascino qual è quello della formazione.
Una riappropriazione del prestigio e dell'autorevolezza in considerazione della sete, che nutrono le nuove generazioni, di genitorialità spirituale, così frequentemente scissa da quella biologica. Una riscoperta creativa della nobiltà e della bellezza della paideia.
Ogni studente delle nostre classi è un case work per la didattica. Casi individuali che noi accompagniamo e osserviamo per anni, in quel processo di lenta e rivoluzionaria e peculiare organizzazione della mente nella seconda e terza infanzia; nella pubertà e nell'adolescenza. Di ognuno valutiamo, in maniera palpabile, i condizionamenti o i vantaggi precoci, socio-culturali ed economici che attenuano, ostacolano; oppure che ampliano, agevolano, la motivazione alla conoscenza e le potenzialità della mente.
La condizione, tuttavia, che precede ogni approccio alla casistica, l'elemento trans-formativo che infonde una luce, al lavoro in classe, ad un tempo umile e grandiosa, è la capacità del docente di considerare se stesso come il vero caso didattico interminabile, bisognoso di una formazione continua.
Un terzo livello che connota un alto grado della qualità della paideia è quello dell'agàpe, del dono gratuito. Si lavora al meglio senza aspettative di restituzione. Perché in questo esercizio ci si approssima a quello stato dell'essere che già S. Paolo aveva descritto come superiore ad altre forme di sapere. Qui l'Autore parla della caritas che, in termini di storia del lessico, può essere associata al concetto greco charis, ma il contenuto dell'argomentazione si riferisce chiaramente alla forma più alta del dono.
L'orizzonte dell'agàpe trasforma il lavoro nella formazione in una commensalità in cui le anime si nutrono di significato.

Notizie sull'autore:
Pasquale Picone ha lavorato per dieci anni nell'Ospedale Psichiatrico "S. Maria Maddalena" di Aversa e in seguito alla 2a. rete radiofonica della RAI. Si è laureato in Filosofia, con lode, a Napoli e in Psicologia a Roma. Ha svolto attività didattica e di ricerca presso la 2a. cattedra di Teorie della Personalità del corso di laurea in Psicologia dell'Università di Roma. Ha collaborato alla Rivista di Psicologia Analitica, Roma, Astrolabio e al Giornale Storico di Psicologia Dinamica, Napoli, Liguori. E' autore del saggio "L'inconscio prima di Jung" in Trattato di Psicologia Analitica, 2 voll., diretto da A. Carotenuto, Torino, UTET,1992. Dal 1985 insegna Psicologia, Sociologia e Metodologia della ricerca nella sperimentazione socio-psico-pedagogica dell'Istituto Scolastico Statale "S. Rosa" di Viterbo. Ha condotto attività di formazione, di consulenza e di ricerca presso scuole di diverso ordine e grado. E' psicoanalista ordinario dell'A.I.P.A.-Associazione Italiana di Psicologia Analitica, Roma e della I.A.A.P.-International Association for Analytical Psychology, Zurigo.

 

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