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Le
riflessioni, le proposte, lo spirito di ricerca e le convinzioni appassionate
di un docente che concepisce il lavoro di formazione degli studenti come
un'espressione della propria formazione permanente
Indice
Il mistero della paideia vive
La teoria inforcata sul naso
Carriera e sistemi premianti
Nessuno tocchi Caino
Anche l'adulto si può educare
Videogiocare a scuola
Le
attuali modifiche strutturali, dei percorsi di formazione della professionalità
docente, aprono veramente un nuovo capitolo nella storia della scuola
italiana e stimolano un approfondimento a largo raggio del dibattito sull'epistemologia
delle scienze della formazione.
Di conseguenza, è sicuramente giunto il momento che la classe docente
di ogni ordine e grado della scuola, con uno scatto di orgoglio, attivi
un circolo virtuoso di nuove idealità. Soprattutto verso una riappropriazione
del significato di un lavoro prezioso e pieno di fascino qual è
quello della formazione.
Una riappropriazione del prestigio e dell'autorevolezza in considerazione
della sete, che nutrono le nuove generazioni, di genitorialità
spirituale, così frequentemente scissa da quella biologica. Una
riscoperta creativa della nobiltà e della bellezza della paideia.
Ogni studente delle nostre classi è un case work per la didattica.
Casi individuali che noi accompagniamo e osserviamo per anni, in quel
processo di lenta e rivoluzionaria e peculiare organizzazione della mente
nella seconda e terza infanzia; nella pubertà e nell'adolescenza.
Di ognuno valutiamo, in maniera palpabile, i condizionamenti o i vantaggi
precoci, socio-culturali ed economici che attenuano, ostacolano; oppure
che ampliano, agevolano, la motivazione alla conoscenza e le potenzialità
della mente.
La condizione, tuttavia, che precede ogni approccio alla casistica, l'elemento
trans-formativo che infonde una luce, al lavoro in classe, ad un tempo
umile e grandiosa, è la capacità del docente di considerare
se stesso come il vero caso didattico interminabile, bisognoso di una
formazione continua.
Un terzo livello che connota un alto grado della qualità della
paideia è quello dell'agàpe, del dono gratuito. Si lavora
al meglio senza aspettative di restituzione. Perché in questo esercizio
ci si approssima a quello stato dell'essere che già S. Paolo aveva
descritto come superiore ad altre forme di sapere. Qui l'Autore parla
della caritas che, in termini di storia del lessico, può essere
associata al concetto greco charis, ma il contenuto dell'argomentazione
si riferisce chiaramente alla forma più alta del dono.
L'orizzonte dell'agàpe trasforma il lavoro nella formazione in
una commensalità in cui le anime si nutrono di significato.
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Notizie
sull'autore:
Pasquale
Picone ha lavorato per dieci anni nell'Ospedale
Psichiatrico "S. Maria Maddalena" di Aversa e in seguito alla
2a. rete radiofonica della RAI. Si è laureato in Filosofia, con lode,
a Napoli e in Psicologia a Roma. Ha svolto attività didattica e di
ricerca presso la 2a. cattedra di Teorie della Personalità del corso
di laurea in Psicologia dell'Università di Roma. Ha collaborato alla
Rivista di Psicologia Analitica, Roma, Astrolabio e al Giornale Storico
di Psicologia Dinamica, Napoli, Liguori. E' autore del saggio "L'inconscio
prima di Jung" in Trattato di Psicologia Analitica, 2 voll., diretto
da A. Carotenuto, Torino, UTET,1992. Dal 1985 insegna Psicologia, Sociologia
e Metodologia della ricerca nella sperimentazione socio-psico-pedagogica
dell'Istituto Scolastico Statale "S. Rosa" di Viterbo. Ha condotto
attività di formazione, di consulenza e di ricerca presso scuole
di diverso ordine e grado. E' psicoanalista ordinario dell'A.I.P.A.-Associazione
Italiana di Psicologia Analitica, Roma e della I.A.A.P.-International Association
for Analytical Psychology, Zurigo. |