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Un
film molto bello, ma non per tutti, dove si raccontano e si vivono emozioni
I protagonisti? Due uomini, ma al centro del mondo di Almodovar sono sempre
le donne
Due donne molto diverse, la cui vita è sospesa, ma che agiscono
per tutto il film. Entrambe danzano. Una dal letto di un ospedale, l'altra
con un toro. Sensualità, erotismo in due figure tanto significative
da poter sintetizzare il senso della bellezza. Una dolce, morbida, Alicia,
che sfacciatamente lascia ci si innamori del suo seno dai primi minuti,
è la ballerina; l'altra sinuosa, forte, ispirata da uno sguardo
di sfida, Lydia, il torero
e di danza di donna parla Almodovar
quando la presenta nell'atto di istigare il toro.
Le emozioni in immagini si susseguono in questo film a una velocità
tale che lo stomaco non riesce a liberarsi dal nodo in un solo momento
durante la proiezione.
Due uomini che amano, sovrapposti in più di un'immagine veramente
speciale.
Amano di due amori diversi e il più folle è il più
consapevole, consapevole della donna con cui vive una vita inenarrabile,
non documentabile, se non dai suoi occhi che non la lasciano mai.
Due uomini che riescono a comunicare accanto a due donne in come, mentre
uno dei due cerca di convincere l'altro che ogni forma di comunicazione
ha senso e valore
Passioni tanto colorite da entrarci dentro, mille linguaggi di vita da
cogliere, da seguire, senza giudizi, senza tentare di trarre delle conclusioni.
Uno straordinario minifilm muto e l'immagine macro di una lampada si stagliano
con vigore nel loro rappresentare un'altra, la più sconvolgente
e indicibile emozioni e noi tutti lì, accartocciati nel sedile
del cinema, con gli occhi lucidi
Almodovar racconta solo accidentalmente una storia, ci tiene lì
col fiato sospeso a vivere emozioni.
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