Un film molto bello, ma non per tutti, dove si raccontano e si vivono emozioni…
I protagonisti? Due uomini, ma al centro del mondo di Almodovar sono sempre le donne…

Due donne molto diverse, la cui vita è sospesa, ma che agiscono per tutto il film. Entrambe danzano. Una dal letto di un ospedale, l'altra con un toro. Sensualità, erotismo in due figure tanto significative da poter sintetizzare il senso della bellezza. Una dolce, morbida, Alicia, che sfacciatamente lascia ci si innamori del suo seno dai primi minuti, è la ballerina; l'altra sinuosa, forte, ispirata da uno sguardo di sfida, Lydia, il torero… e di danza di donna parla Almodovar quando la presenta nell'atto di istigare il toro.
Le emozioni in immagini si susseguono in questo film a una velocità tale che lo stomaco non riesce a liberarsi dal nodo in un solo momento durante la proiezione.
Due uomini che amano, sovrapposti in più di un'immagine veramente speciale.
Amano di due amori diversi e il più folle è il più consapevole, consapevole della donna con cui vive una vita inenarrabile, non documentabile, se non dai suoi occhi che non la lasciano mai.
Due uomini che riescono a comunicare accanto a due donne in come, mentre uno dei due cerca di convincere l'altro che ogni forma di comunicazione ha senso e valore…
Passioni tanto colorite da entrarci dentro, mille linguaggi di vita da cogliere, da seguire, senza giudizi, senza tentare di trarre delle conclusioni.
Uno straordinario minifilm muto e l'immagine macro di una lampada si stagliano con vigore nel loro rappresentare un'altra, la più sconvolgente e indicibile emozioni e noi tutti lì, accartocciati nel sedile del cinema, con gli occhi lucidi…
Almodovar racconta solo accidentalmente una storia, ci tiene lì col fiato sospeso a vivere emozioni.

Parla con lei
un film di Pedro Almodòvar

di Marica Stocchi

online da aprile 2002
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